NATO / STAR WARS NEL MEDITERRANEO ORIENTALE

NATO, continuano le esercitazioni militari nel Mediterraneo orientale. Alla faccia della pandemia per il coronavirus.

Non è stato un pesce, infatti, quello messo in campo (e in acqua) il 1 aprile dalle forze aeronavali di Usa & alleati: a botte di elicotteri, sottomarini, aerei da pattugliamento, velivoli senza pilota, di tutto e di più per simil wars in piena regola.

Scenari di guerra in Italia, Grecia e Turchia, in occasione dell’operazione Sea Guardian 2020.

Spiegano al Comando generale delle forze navali Nato (MARCOM): “Le forze militari condurranno attività di pattugliamento con l’obiettivo di individuare naviglio sospetto implicato in azioni terroristiche oppure con il traffico di migranti”.

L’operazione ha preso il posto della “missione antiterrorismo” Active Endeavour. Ha come obiettivo – precisano al Comando, che ha sede a Northwood, in Gran Bretagna – “il mantenimento nel Mediterraneo di una capacità di pronto intervento per detenere il terrorismo e rafforzare le capacità alleate contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e a protezione delle infrastrutture critiche”.

Sea Guardian coopera anche con l’Unione europea peri il contrasto ai flussi migratori, fornendo risorse militari e intelligence all’operazione “Sophia” che dal 1 aprile è stata ribattezzata “Ireni”, dirottata verso il Mar Egeo e il Mediterraneo orientale.

Commenta il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “Un’altra conferma del cinismo e dell’evidente irresponsabilità della Nato di fronte all’emergenza Covid-19 è giunta dal vertice dei ministri degli esteri dell’Alleanza, tenutosi il 2 aprile in videoconferenza”.

“Questa è una crisi sanitaria globale e la Nato sta facendo la sua parte nell’aiutare in questa comune lotta contro un nemico invisibile”, ha dichiarato il Segretario generale Jens Stoltenberg alla fine del vertice. “In verità – prosegue Mazzeo – il massimo dello sforzo fatto sino ad oggi dalla Nato è stata l’attivazione di un ponte aereo per il trasporto di attrezzature mediche (qualitativamente e quantitativamente insignificante) dal Centro euro-atlantico di coordinamento della risposta in caso di disastro con sede nella Repubblica ceca verso l’Italia e la Spagna”.

Non basta. Perché negli stessi giorni si è conclusa l’ennesima esercitazione aeronavale, Lead Through, condotta da un’altra flotta Nato di pronto intervento, etichettata come SNMG2.

Spiega il contrammiraglio Paolo Fantoni della Marina militare italiana: “SNMG2 con le altre forze permanenti della Nato è costantemente dispiegata e svolge diverse complesse esercitazioni multinazionali, per mantenere il massimo livello di prontezza e capacità al combattimento. Questa esercitazione ci ha offerto un’opportunità inestimabile e stimolante. Ogni opportunità come questa deve essere colta. Ciò ci ha permesso di mantenere e rafforzare le capacità operative e di integrarci prontamente con assetti che non appartengono in modo permanente alla Forza Navale”.

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