“Sono… come posso esserle utile?”

“Un operatore risponderà appena possibile dall’Italia o in alternativa da un Paese europeo” e poi “È possibile collegarsi sul nostro sito…per ogni esigenza”. Ci si prova e si finisce nel labirinto di complicati percorsi on line, scoraggianti al punto di ripiegare sull’sos telefonico. “A causa dell’intenso traffico causato dal coronavirus l’attesa può superare i dieci minuti”. L’avvertimento è spesso ottimistico, perché la realtà oltrepassa  il tempo indicato. Nel frattempo, centri commerciali, compagnie telefoniche, network televisivi, profittano dello stand by per propinare pubblicità, talvolta infedele, nel senso che illustra parzialmente le offerte promozionali e trascura gli svantaggi annessi. Quando i padiglioni auricolari sono bollenti, finalmente arriva il bi-bip  agognato e una vocina suadente, ma fioca, forse per la distanza da cui  è emessa, chiede “Sono X,Y, come posso esserle utile?”. Espongo il mio problema dopo aver consentito all’operatrice albanese di accertarsi che sono proprio il ‘cliente’ da oltre dieci anni. Nel tempo stimato di minuti quindici, X,Y dichiara di arrendersi e promette di segnalare il mio problema a un tecnico specializzato “che la chiamerà al più presto”. “Grazie…conosce l’Italia e Napoli in particolare?” “Amo l’Italia, ho imparato a conoscerla come spettatrice della Rai. Sì, sono stata tre volte nel suo Paese. No, a Napoli no, ma è il mio prossimo viaggio nel suo Paese”.
Amo l’Italia è il messaggio di Edi Rama, premier albanese. Accompagna  l’arrivo nelle zone rosse del Nord di una task force di nostri dirimpettai.  Comprende 10 medici e 20 infermieri. “Non siamo ricchi”, commenta Rama, “ma non dimentichiamo che l’Italia ci ha salvato, ospitato, adottato nel dopo terremoto e non solo”.
Se Cina e Russia organizzano spedizioni umanitarie per assistere chi in Italia è colpito gravemente dal Covid-19 per precostituire futuri titoli di merito è tesi complottista di alcuni osservatori politici, tutta da dimostrare quando il virus ci avrà lasciato. Per il momento i loro aiuti e quelli di Cuba e Albania (certamente senza tornaconto) testimoniano che l’Italia non è un qualunque luogo del pianeta in difficoltà. Meritiamo attenzione, aiuti e solidarietà anche per storiche e nuove eccellenze. Il mito di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Galilei, Meucci, del nostro patrimonio artistico, archeologico, culturale, ha successori da Nobel nel territorio dell’innovazione e della ricerca, che dà lustro al mondo intero. E poi: ci vantiamo a ragione di offrire elegante, accogliente ospitalità.
L’Albania, ha ragione Rama, non è  Paese di re Mida. Di medici e di infermieri ha probabilmente bisogno quanto l’Italia del coronavirus, eppure ne manda in soccorso ai nostri ospedali in prima linea. Non non siamo da meno. All’appello del governo per fronteggiare l’emergenza hanno risposto migliaia di medici e infermieri volontari, da tutte le regioni. Uomini e donne  (le donne per oltre il 50percento9,  che antepongono la disponibilità al rischio di  contrarre il virus.
È tutt’altro che esaurito il racconto di un così straordinario primato dell’altruismo, ma fin d’ora è chiaro che il Presidente della Repubblica dovrà disporre di un numero considerevole di attestati con cui premiare l’Italia della solidarietà.
E pazienza se la promessa dell’operatrice albanese di far intervenire un tecnico per il mio problema di Tv è rimasta un’opzione inascoltatat: se X,Y verrà a Napoli sarà la benvenuta.
In poche righe. Venti importanti case di moda e altre aziende del settore igiene si riciclano provvisoriamente per produrre mascherine. In totale 350mila al giorno (200mila + 150mila), ma 700mila tra due settimane. Cauto ottimismo sul calo di contagi e di vittime del Covid-19. La Guardia di Finanza sequestra presidi sanitari pronti per l’esportazione. Prodi: se la crisi da coronavirus proseguirà, a chi l’Olanda venderà i suoi tulipani? Non è per nulla casuale il riferimento al governo del Pese che li produce, perché egoisticamente ostile agli eurobond salva economia dell’Europa.

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