ANGELO BORRELLI / IL CAPO PROTEZIONE CIVILE DA’ I NUMERI

Danno i numeri.

Tutte le sere il capo della protezione civile (sic) Angelo Borrelli dà i suoi numeri, fiancheggiato di volta in volta dai vertici dell’Istituto o del Consiglio superiore della sanità, i soloni Silvio Brusaferro e Franco Locatelli.

Peccato li reciti, Borrelli, come uno scolaretto delle elementari, leggendo sul foglietto senza capirlo.

O, forse, a sua insaputa.

Tanto da smentirli clamorosamente il giorno dopo e raccontare che la sceneggiata delle ore 18 a reti quasi unificate andrebbe sospesa.

E’ quanto dichiara il 24 marzo a Repubblica, il Borrelli da San Cosma e Damiano (Latina), senza fare una piega.

Sul numero dei contagiati sottolinea: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti non è credibile”.

Si auto dà del fesso? Roba da 113.

Sbigottito davanti ad un totale che a questo punto arriva a quota 600 mila, il cronista domanda se abbia mai un senso offrire ogni giorno alle 18 quei numeri.

E lui, scendendo dal pero, ammette: “Mi sono posto anch’io il problema e ricevo molte mail che mi chiedono di fermarci. Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità”.

Dati imperfetti se sono totalmente sbagliati e taroccati al 90 per cento?

“Ho assicurato che avrei raccontato la verità”?

Ma ci è o ci fa, il ‘capo’ della protezione civile?

Che poi cerca di mettere una pezza a colori sulle dichiarazioni rilasciate a Repubblica: “Si tratta di una valutazione empirica”.

Da vero ricovero d’urgenza: non per coronavirus, ma per palese follia.

E procurato allarme.

Andrea Crisanti

Non basta, perché cerca di scaricare le sue colpe sulle regioni “Eravamo in mano alle singole Regioni, ai numeri degli assessori alla Sanità. Nelle prime settimane è stato il caos”.

Quindi, cifre farlocche in modo quotidiano per il popolo bue.

E poi valutazioni empiriche.

Resta da capire il motivo per il quale il premier Giuseppe Conte non lo caccia a pedate.

Oppure fanno il gatto e la volpe?

Se c’è bisogno di buttare benzina sul fuoco, ecco arrivare il super virologo di turno, Andrea Crisanti, che alle farneticazioni di Borrelli risponde con una paginata del Corsera.

Ecco la sua “diagnosi” (sic): “In Lombardia i malati saranno almeno 250 mila, 150 mila sintomatici e 100 mila asintomatici. In Italia ne calcolo 450 mila, altro che 60 mila…!”.

Altri numeri, dunque. E adesso siamo a 600 mila (Borrelli) contro 450 mila (Crisanti).

A quando i prossimi?

Ma tenete presente che per ora il lotto è sospeso…

 

P.S. Forse per tutto questo capo Borrelli ha adesso la febbre e revoca la consueta conferenza stampa delle 18?

 


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