GIULIA LIGRESTI / INNO DEL CORSERA ALLA NEO STAR DELL’ARTE

Avete ammirato le recenti opere d’arte partorite dal genio creativo di Giulia Ligresti? “Le sue sedie della collezione ‘Love’, pezzi unici, fatti a mano, anche su ordinazione e dunque personalizzabili”.

Le pennellate sono della estasiata Paola Pollo (di nome e di fatto), redattrice delle pagini culturali al Corriere della Sera.

Il quotidiano edito da Urbano Cairo, infatti, dedica il 1 febbraio un’intera pagina del suo speciale “Liberi Tutti” all’arte inarrivabile di Giulia Ligresti, la figlia prediletta (l’altra sorella è Jonella) del mattonaro e finanziere siciliano Salvatore Ligresti, passato due anni fa a miglior vita.

Giulia Ligresti con Rula Jebrael

Nei giorni scorsi i settimanali di gossip hanno dipinto un’altra romantica story: ossia la splendida settimana trascorsa da Rula Jebrael – per ricaricare le batterie in vista di Sanremo – nella faraonica maison dell’amica Giulia a Marrackesh.

Un buen, anzi ottimo ritiro per le rampolle di casa Ligresti, ammaccate dopo il ciclone dell’affaire Unipol-Sai.

Ma risediamoci in poltrona, “Con le mie sedie, oggetti d’amore”, come titola il Corsera nel suo pezzo capolavoro.

Mai letta una cagata del genere, da Giunness.

Una foto di giallo antico a mezza pagina campeggia al centro. Accovacciata la fascinosa, bionda Giulia. Il braccio lievemente poggiato su una delle sue sedie-creatura con intarsiato un grande cuore d’oro al centro. Alle spalle il dipinto di un gigantesco rinoceronte. Arte allo stato puro.

Abbeveriamoci alla Fonte, con l’incipit di Pollo.

“Solo un paio d’anni fa erano quattro sedie, oggi è una mostra personale, ricca e articolata, in una delle gallerie d’arte contemporanea tra le più influenti a Milano. Giulia Ligresti e la sua Love è oggi una bella storia da raccontare (e vedere) negli spazi del gallerista Glauco Cavaciuti in via Vincenzo Monti. Alle seggiole si sono aggiunte panche, consolle, tavolini, torni e oggetti: in ferro e bronzo e ottone e alluminio. Dettagli in velluto. Tutto fatto a mano, in Italia. Pezzi unici: come l’amore. Mai uguale. ‘Love è il fil rouge che ha sempre percorso la mia vita. Un mantra di qualsiasi situazione che ho vissuto’, racconta l’imprenditrice-artista”.

Prosegue il canto di Pollo. “Sentimenti positivi, dopo tante vicissitudini: dal carcere fino all’assoluzione definitiva dalle accuse legate al caso Fonsai, l’azienda che era stata del padre, l’ingegner Salvatore Ligresti”.

E rimembra, Giulia, con una dedica: “A mio papà che sarebbe stato orgoglioso di me e del fatto che fossi qui a Milano, la città per la quale ha fatto tanto e che ora, ovunque parla di lui, dei suoi sogni. Vedo in ogni progetto che stanno cambiando questa città la sua visione. Ed è bellissimo”. Anche sgrammaticato.

E la firma?, chiede. “G.L.”. Giulia Ligresti. Grande Love.

Parola di Pollo.

 

In apertura Giulia Ligresti con le sue sedie

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