Palindro… che?

Due episodi sono dominanti in questa domenica che offre a Bartezzaghi, leader italiano dell’enigmistica, l’opportunità di privare il singolare caso della data odierna, palindroma, di ogni speculazione interpretativa. Il 020220 è insomma una banale combinazione che non incide di una virgola sulla vita dei singoli e tanto meno delle comunità mondiali. I due episodi sono tutt’altro che palindromi, essendone protagonisti le sardine antilega e Salvini, che intendono privare del credito di popolo a lui soggiogato.
Ad analizzare la tempestività della risposta di Zingaretti alle sollecitazioni delle sardine estese al ministro Provenzano, che nell’esecutivo demostellato lavora per il Mezzogiorno, l’assioma delle rette parallele che non s’incontrano mai sembra destinata a un’imminente conferma smentita. Sartori e i suoi partner di un’operazione che ha del rivoluzionario, dovrebbero condividere la riflessione sull’aspetto iconografico (foto di gruppo con Benetton) della visita alla fondazione ‘Fabrica’ definito correttamente dalle sardine centro di formazione per giovani comunicatori, che ospita ragazzi e ragazze da tutto il mondo con borse di studio e lavoro: “Un centro di innovazione culturale fondato nel 1994, nella sede, unica in Europa,  progettata dall’architetto Tadao Ando, luogo suggestivo dove i concetti di comunicazione, creatività e innovazione si intrecciano con temi delicati quali immigrazione, Hiv e violenza di genere, incubatore sociale, dove l’ acclamatissimo musicista siriano Alaa Arshed è passato  prima di ottenere il permesso di rifugiato”.
Niente da dire, l’incursione esplorativa delle sardine è assolutamente coerente con la loro filosofia di cambiamento-innovazione. E però, un aspetto della visita ha dato la stura a velenose contestazioni, per la foto  che ritrae Sartori e i coautori del movimento al fianco di Luciano Benetton, personaggio dell’holding a cui è affidata la gestione di strade e autrostrade, ritenuta responsabile del crollo del ponte Morandi per mancati interventi di consolidamento.
La borgatara Meloni si esibisce in commento al vetriolo, amplificato dai giornali di destra. Negli insulti c’è tutta la rabbia per il successo di influencer delle sardine: “Figli del malaffare”, “Comunisti”, “Inizio a capire chi li finanziava”. Frasi da travaso di bile, a cui si associano i 5Stelle, atterriti dalla prospettiva di scomparire per il crescente protagonismo delle sardine, salvo a strizzare loro l’occhio per non cavalcare l’onda lunga di attenzione per il movimento.
Alle ragioni di condivisione dell’interesse di Sartori per il centro di eccellenza formativa Fabrica, si sovrappone una domanda a cui sarebbe ‘politicamente’ interessante che le sardine rispondessero: “Era proprio inevitabile immortalare l’iniziativa con la foto celebrativa sardine-Benetton?
Povero, sventurato, eroico martire del sovranismo, bersaglio di complotti, di agguati concentrici, assalti proditori, eccetera, eccetera. Al Matteo del Carroccio spettano attestati di solidarietà, appelli umanitari, cordate di commossa partecipazione al calvario sopportato con cristianissima rassegnazione. Infierisce con plateale faziosità la stirpe dei magistrati, rosa da invidia per la straripante popolarità di un Salvini oggetto di idilliaca empatia popolare, ben raccontata dai selfie di chi amandolo pretende la foto cheek to cheek,  La ‘Giustizia’, lamenta Salvini, infierisce. Gli pronostica frequentazioni reiterate del tribunale, lo costringe a sprecare tempo prezioso dei tour elettorali perenni per difendersi da imputazioni infamanti, che tradotte in sentenze lo sottrarrebbero a lungo alla guida della Lega, provocando un drammatico vulnus alla politica italiana. Ma cosa si imputa al ‘capitano’? Bazzecole: le imputazioni anche se non esplicitamente addebitano ai decreti sicurezza e al capitolo ad essi connesso dei ‘porti chiusi’ la tragedia delle vittime del Mare Nostrum, uccise per mancato soccorso e direttamente la sofferenza dei migranti prigionieri delle navi soccorso in assenza del via libera allo sbarco. Il titolo dell’imputazione è difatti sequestro di persona e abuso d’ufficio. Due le recenti richieste di autorizzazione a procedere in relazione alle vicende delle navi Gregoretti e Open Arms. Per non farsi mancare nulla, Salvini deve rispondere anche dei 49 milioni truffati allo Stato, dei sospetti sulla trattativa con i russi con in gioco una presunta tangente di 60 milioni e della querela di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch insultata pesantemente.
Ecco, nulla a che vedere i due episodi riferiti da questa nota con  l’eccezionalità del palindromo 02/02/20/20,  o del più semplice roma/amor, del nome a/d/a, di ailatidItalia, isenicinesi, i brevidiverbi….e altre simili inutilità.

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