Dopo urne, a mente fredda

In un Paese normale il responsabile di un 2,6% di voti, dopo aver governato per anni, titolare di un populismo ciclico, con aria contrita avrebbe annunciato un mesto “addio” alla politica. Poiché il soggetto in  questione è il nababbo fondatore di Forza Italia, c’era da aspettarsi che si e dedicasse al bunga-bunga nel tempo libero tra un processo e l’altro. Il Berlusca, aggrappato all’anomalo 12% del voto calabrese tutto da ‘indagare’, persiste  invece, si autoproclama perno non secondario del centro destra e a braccetto con la ‘borgatara’ Meloni pretende da Salvini collegialità. Che dire, anche le pulci hanno la tosse.
Elly Schlein, chi? Ignorata dai media, dunque nome senza identità politica pubblica, la ‘compagna’ in questione è la candidata fenomeno del voto in Emilia-Romagna. Nessuno come lei. Capolista  di ‘Coraggiosa’, lista concepita da Bersani ed Errani per non cancellare l’idea di sinistra dal panorama politico italiano, ha fatto il pieno di crocette  sul suo  nome. In dettaglio: sedicimila a Bologna, quasi quattromila a Reggio Emilia, più di duemila a Ferrara. Record. Elly ha conquistato consensi anche con le domande scomode e senza risposta a Salvini, ad esempio a proposito della sua assenza a tutte le riunioni dei negoziati di Dublino sullo scottante  tema dei migranti. Bell’idea.
Illuminante il commento di un vecchio saggio, qual è Maurizio Costanzo, sollecitato dal prodigio dell’Italia che s’è desta (come ammonisce un passaggio dell’inno di Mameli): “Le Sardine? Hanno riportato alle urne chi non aveva voglia, un miracolo”. La frase include il riconoscimento  del ruolo anti sovranista del movimento. “Bella operazione” E poi: “Fenomeno circoscritto o destinato ad espandersi?”
Nucleo del problema centrato in pieno. Il sonoro grazie di Zingaretti a Sartori, l’invito a quel resta dei 5Stelle a costruire un sodalizio strutturale, il proposito di “spalancare il Pd”, propongono l’inclusione, in quel che sarà il progetto di un dopo Pd, di segmenti politici contigui, per ora autonomi,  di centrosinistra e sinistra, l’invito ora esplicito alle sardine di fare squadra. Prodi: “Basta con il partito delle tessere, aprire a Sardine e società civile”. All’appello, facile intuirlo, non  è estraneo l’incombere di nuove competizioni elettorali in questo 2020, anno di test in gran parte delle regioni. Sei le sfide di primavera, da Nord a Sud. Tra maggio e giugno andranno alle urne Liguria, Veneto (tutte e due governate dalla destra), Toscana, Marche, Campania e Puglia (ora di centro sinistra) e oltre mille comuni. oltre mille i comuni, anche quindici capoluoghi di provincia e quattro di regione. Gli appuntamenti più’ attesi:  Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo politico del Paese. La partita è destinata a incidere con effetti speciali sul futuro politico dell’Italia.
L’esito del voto in Emilia Romagna è cosa di stretta pertinenza del buon governo di Bonaccini o segnala l’incipit di un rinsavimento globale degli italiani soggiogati dal sovranismo di Salvini? Il miracolo delle sardine è fenomeno destinato a vita breve, come fu per i girondini? E se invece si strutturasse come supporto diretto della sinistra? Il Movimento è un’onda potenzialmente lunga quanto richiede l’estensione operativa anche nelle regioni del Sud?
Con l’eccezione del sovranista Cardinale Ruini e della sua incoerente benedizione alla Lega, la Chiesa non nasconde l’endorsement per il centro sinistra. Ecco il dopo voto del consigliere del Papa padre Bartolomeo Sorget: “Due Italie. Emilia-Romagna benestante, che guarda al futuro, rinvigorita dalla linfa nuova delle ‘sardine’. Calabria  ferma al palo, che si affida senza speranza al congenito antimeridionalismo della Lega. La vittoria di Bonaccini, del Partito Democratico e delle sardine è sinonimo di apertura al futuro. Quella di Jole Santelli e del centrodestra nella terra calabrese rappresenta tutt’altro”. Più in alto di Padre Sorge  Bergoglio,  papa rivoluzionario.

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