GIALLO AGOSTINO / UCCISO 21 ANNI FA, POI IL DEPISTAGGIO

Ad oltre vent’anni dall’uccisione del figlio poliziotto e della nuora, Vincenzo Agostino cerca ancora giustizia.

Il figlio Antonino e la moglie incinta, Ida Castelluccio, vennero infatti ammazzati il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, nel palermitano. Ma nessuno è stato assicurato alle patrie galere, nè i killer né i mandanti.

La Procura generale – sic – continua ad indagare nei confronti dei boss Nino Madonia e Gaetano Scotto.

Intanto però i familiari, assistiti dall’avvocato Fabio Repici, hanno deciso di citare in sede civile un ex poliziotto, Guido Paolilli, per aver svolto un ruolo nel depistaggio delle indagini, chiedendo un risarcimento danni da 50 mila euro.

Oggi in pensione, Paolilli è stato indagato per favoreggiamento in concorso aggravato nel 2008, procedimento poi archiviato, e di nuovo due anni dopo, ed anche nel 2010 il fascicolo è finito in naftalina.

Ecco l’amaro sfogo di Vincenzo Agostino.

“Tanto non succederà anche stavolta niente. Figuriamoci, con la legge italiana, cosa vuole che succeda. I tempi si allungheranno all’infinito…”.

“La giustizia siamo noi, dobbiamo formarci con uno Stato nuovo e io mi auguro che, dopo tutte queste vicende nella magistratura dove ci sono giudici corrotti accanto a quelli puliti, ecco speriamo di trovare un giudice abbastanza bravo e onesto”.

Su Paolilli osserva: “Prima era un amico di famiglia. Quando successe la disgrazia disse di aver preso alcuni documenti, di averli conservati e che presto li avrebbe fatti vedere. Un giorno davanti alla tomba di mio figlio gli chiesi di farmi vedere quei fogli, ma lui prese tempo. In quell’occasione gli dissi ‘o mi fai vedere quei documenti o non siamo più niente’. Lì finì la nostra amicizia. Lui stesso poi disse di aver detto a suo figlio di aver distrutto dei documenti”.

“Non mi interessa un risarcimento economico, ma si tratterebbe di un risarcimento morale dal momento che lo Stato non mi protegge, cerco di proteggermi io. E’ normale che io da cittadino debba portare l’imputato davanti ai giudici, io come parte offesa debba portare le prove? Ma dov’è lo Stato? Ce l’ho con lo Stato corrotto, con quella parte dello Stato che è corrotto, con le mele marce. Io voglio si riapra un processo a carico di Paolilli che ha fatto depistaggio con i dirigenti del tempo”.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento