Screzi e lazzi

Il teatrino della politica alterna felicemente spettacoli di burattinai e pupari e si arricchisce di un inedito atto unico. Il taglio, sarcastico, propone lo scontro maschio-femmina con un cast ridotto al binomio antagonista Di Maio-Annunziata. La giornalista di Huffington Post e della mezz’ora televisiva domenicale su Rai 3 scrive “Cercasi ministro degli esteri a tempo pieno” e ironizza sull’inconsistenza del ruolo italiano rispetto ai venti di guerra che soffiano dopo l’omicidio di Soleimani. Addebita a Di Maio l’esclusione dell’Italia dalle telefonate di Pompeo agli alleati per spiegare il perché del raid (e il nostro governo nega che i droni del siano partiti da Sigonella, ma non dice da dove). “Di Maio? Gli Esteri non sono il suo mestiere. Non ha avuto il tempo per specializzarsi”. L’Annunziata  non aggiunge, ma potrebbe farlo,  che mentre il mondo era alle prese con potenti spallate telluriche (Libia, Turchia), lui con la morosa se ne stava beatamente in vacanza.  Il grillismo non ci sta e risponde  “Cercasi giornalista”. Dice dell’Annunziata che confonde l’arroganza con l’intelligenza, la presunzione con la sapienza, che non avrebbe le basi della più elementare politica internazionale, che sarebbe una formidabile giornalista, che si distingue per non dire niente di intelligente, ma per dirlo bene”. E su tutto questo cala, per ora, il sipario.
Di serio c’è che 5Stelle e Pd divergono su temi scottanti. Se i grillini continuassero  a perdere pezzi per espulsioni ed esodi spontanei, la maggioranza demostellata rischierebbe un  the end precoce.
Pellicole d’autore, film da cinema d’essai, prove di eccelsa maestria per contenuti culturalmente elevati: tutto questo ha una sua piccola nicchia in termini di consenso e di riscontro economico: guadagna premi dalle giurie dei festiva, candidature all’Oscar, like della critica specializzata, pochi soldi. Ben altro sono i diciotto milioni incassati in tre giorni di proiezione nei cinema italiani dall’ultima fatica cinematografica di Checco Zalone autore di un godibile “Tolo Tolo”. Roba che rischia di far impallidire perfino il mito di “Via col vento”.
La Tv, pubblica o privata, è un datore di generos compensi per le sue star (Baudo, Conti, Amadeus, Clerici, Carlucci, Bonolis, Scotti, De Filippi) e in misura relativa per i fortunati che ingloba nel circuito delle cosiddette  ‘comparsate’, ovvero di maschi  e femmine noti ai drogati dal gossip e dei talk show, che frequentano stabilmente programmi d’intrattenimento, politici e di evasione. La formosa e sensuale Belen risponde presente alle richieste di comparire per un cachet di 12/20mila euro a ‘puntata’, Claudio Ammendola per una somma identica, Valeria Marini non partecipa per meno di 7.000 euro, Luxuria per 5.000, Anna Falchi è quotata 3.000 euro come Sgarbi e Platinette (!!!), Serena Grandi e Lori Del Santo 2.000, Lorenzo Crespi 1.800, Alba Parietti e Giampiero Mughini 1.500/2.000 come Melissa Satta e Giuseppe Cruciani. Cristiano Malgioglio è sottopagato? Intasca solo 1. 000 euro (e così Antonella Mosetti, Asia Nuccetelli). Peggio di loro Francesca Cipriani, Karina Cascella, Francesca De André, con 500 euro. Sono modeste le pretese di giornalisti ospiti seriali di trasmissioni di genere: Filippo  Facci, Pierluigi Diaco, Andrea Scanzi partecipano per 1.000 euro, ma altri (Damilano Cacciari Travaglio, lo stesso Scanzi, habitué di La7, sono remunerati con contratti forfettari. Fenomeno televisivo è il signor Mastrota, sì quello delle vendite televisive di materassi, poltrone, pentole. Gli ingenui come me pensavano di lui “Ma guarda che deve fare questo poveraccio per campare…” fino a quando ho scoperto che le sue performance di venditore Tv sono retribuite con 850mila euro all’anno. Un capitolo a sé merita il caso di giornalisti che ricusano il ruolo di conduttori dei Tg (leggi ad esempio Matano, storico  del Tg1 delle 20), che per rimpolpare la sua già consistente remunerazione ha scelto di passare al pomeridiano “La vita in diretta”, succursale della sala stampa di questure, carabinieri e aule del tribunale. Al suo fianco la leghista Cuccarini, premiata per neo salvinismo.  Viva la Rai!

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