Sara, per Feltri “arrostita”

Il mondo dei telespettatori fibrilla, l’attesa è spasmodica, il fiato è sospeso, la curiosità dilaga, le testate giornalistiche di carta stampata e radiotelevisive mobilitano il meglio delle redazioni a caccia di primizie, indiscrezioni, mezze notizie, esternazioni a tutto volume, scoop, interviste e svelamenti con il contagocce in conferenza stampa. La domanda assillante, quasi urlata è: “A quando l’editto Rai che espella da studi televisivi di talk show, salotti di primo mattino, pomeriggio e sera, femmine spregiudicate che ostentatamente mostrano generose porzioni di gambe e cosce. A quando un pudico ritorno in stile Kessler alla calzamaglia per le signorine dei balletti; cosa si aspetta per epurare le fanciulle che sgambettando a suon di musica (a proposito, troppo rock) nel volteggiare mostrano il colore degli slip; come punire il look ardito dei D’Agostino, Malgioglio, Salvatori, Mughini, le sconce acrobazie abusate dalle coppie di ‘Ballando con le stelle’, ma soprattutto cosa si aspetta a mettere all’indice i film (praticamente tutti) conditi con scene di sesso sempre più esplicite e di lunga durata?” Niente paura: ci pensa il neo vertice della Rai. Morigeratezza, sobrietà, decoro e dunque tacchi bassi per signore e signorine (quelle del “buonasera” e dell’annuncio dei programmi sono state “esentate” dal video), vestiti quasi monacali, colori spenti, scollature girocollo, trucco acqua e sapone. Discrezione nell’abbigliamento anche per i signori e signorini: taglio di capelli composto, abiti cupi a tinta unita o, per gentile concessione dei top manager, gessati ma non troppo, obbligo di cambio della cravatta (guai se vistosa) ad ogni apparizione ravvicinata e mai che mai maniche di camicia. Vocabolario proibito: sarà licenziamento per abusati riferimenti agli organi sessuali maschili, cioè c…o, co….ni e risoluzione del contratto con Luciana Littizzetto, regina di spregiudicatezza verbale, sarà esilio permanente per Benigni, sarà oscurata con un “bib” ogni trasgressione alla decenza linguistica, è prevista la messa al bando delle barzellette che sfiorano con l’aggettivo “sporche”? La Crociata dell’austerità, alleluia, precede la rivelazione di contenuti e ammodernamenti dell’azienda neogovernata da Monica Maggioni e Dall’orto, che viaggiano in perfetta sintonia con il decalogo firmato da Daria Bignardi, balzata da “Invasioni barbariche” alla direzione di Rai3, la rete inventata dal genio di Angelo Guglielmi. La compagna di Sofri junior da dettato le norme di lavoro a costumiste e truccatrici, parrucchieri, assistenti di studio, registi e programmatori: austerità, nessuna deroga. Non tarderanno la benedizione della Cei, il plauso del cardinale Bertone, la prudente astensione sul tema di papa Francesco e la corsa all’abbonamento Rai pie donne e affiliati del moralismo globale.

Nella foto una “signorina buonasera”

 

Arrostire, secondo “Libero

Per onorare l’aggettivo “Libero”, titolo della testata che è stato richiamato a dirigere, Vittorio Feltri si è concesso la libertà di raccontare la tragedia della ragazza uccisa dall’ex fidanzato a cui ha dato fuoco con il verbo “arrostire”. La frase per esteso: “E per gradire, nella capitale arrostiscono una ragazza di 22 anni”. A chi gli ha contestato l’irrispettosa e inadeguata espressione, Feltri a replicato “Non c’è niente di offensivo e non ho usato il termine “flambé”, probabilmente più adatto”. Di che meravigliarsi se l’Italia giace nelle parti basse della classifica che misura il livello culturale del mondo?

 

Razzismo veneto

In tema di linguaggio offensivo, in questo caso volgarmente xenofobo, l’ignobile comportamento di una donna di Padova (leghista?) che ha insultato due contadini del nord Africa con riferimenti nostalgici all’olocausto. Dopo averli aggrediti ha loro augurato di bruciare come gli ebrei vittime del nazismo. La donna è indagato per reato di apologia dei crimini contro l’umanità, minacce e percosse (Il Foglio Quotidiano). L’auspicabile condanna prevede sette anni di carcere. La donna ha sputato in viso a una mamma marocchina e alla sua bambina e ha inneggiato a Hitler: “Uno giusto che aveva fatto pulizia, ma non è riuscito a finire l’opera. Vi ricordo che sono purosangue, non ho paura di nessun marocchino di m..rda”. Poi ha graffiato e preso a calci i vicini di casa che vivono e lavorano in Italia da vent’anni, perché disturbata dai rumori che provenivano dall’abitazione degli aggrediti. Le frasi incriminate: “Ammazzerei te e il tuo marito ciccione. Devi tornare nel Marocco di m..da, brutta negra schifosa, marocchina di m..da. Salvini docet.


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Un commento su “Sara, per Feltri “arrostita””

  1. Oscar1988 ha detto:

    Per questo, grazie al filmato, due fratelli romani di 29 e 35 anni sono stati denunciati a piede libero per furto aggravato in concorso.

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