PARLA IL NUMERO UNO DEL CNR / BASTA CON L’ETICA, CI GUIDI LA POLITICA

L’etica? Fuori dai coglioni. La morale? Un optional del tutto inutile, anzi sgradevole. La pensa così, a quanto pare, lo “scienziato” Massimo Inguscio (nella foto), fresco di nomina al vertice del Cnr. Se il buongiorno si vede dal mattino, la ricerca nel povero Belpaese è destinata al massacro, viste “regole”, deontologie” e “insegnamenti” del professore appena proiettato al vertice del nostro Consiglio Nazionale del Ricerche. Un tempo punto di riferimento per gli Einstein in erba germogliati in aule universitarie e laboratori scientifici, oggi – secondo il Verbo del nuovo Gran Timoniere – proiettato nel mondo degli affari e dei business, il Cnr: pronto a genuflettersi di fronte al premier di turno e a scodinzolare per qualche ghiotto boccone in più.

E’ intervento ad un meeting catanese sulle prospettive della ricerca, Inguscio, e ha parlato a ruota libera. Spunto della “esternazione” il futuro polo milanese nell’area ex Expo, l’Human Techopole, che prima ancora di nascere è già diventato un caso: a quanto pare, infatti, gli è già stata assegnata una cospicua dote annua, 150 milioni che verranno gestiti dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), il quale a sua volta sarà libero di scegliere partner pubblici e privati da collocare in quel nuovo Eden delle Scienze (e dei fondi). Mentre la ricerca pubblica muore e le università sono ormai ridotte ad autentici deserti.

E il numero uno del CNR – fino a prova contraria ancora un ente pubblico di ricerca, per anni fiore all’occhiello del fosforo made in Italy – che fa? Non chiede regole & trasparenza, per la gestione di quei preziosi fondi pubblici; non si fa in quattro per invocare una ricerca seria e finalizzata, capace di valorizzare talenti e professionalità: a lorsignori, invece, basta che l’etica finisce in soffitta o, per essere sicuri dell’effetto, nel cesso.

Ecco alcune chicche partorite dalla vulcanica Mente di Inguscio, avvisando i lettori che non siamo su “Scherzi a parte”. Qual è il dovere dei nostri scienziati? “E’ quello di far andare avanti l’Italia – ammonisce il Maestro – guai a chi parla di etica superiore a quella degli altri”. E spiega ai discepoli: “il Cnr sta facendo una convenzione forte con Iit perchè è una realtà che esiste. E che usa i soldi come vorremmo usarli anche noi”. Perciò realisticamente osserva: “non è che uno dice vade retro Satana”, come chiunque direbbe all’osteria davanti a un buon barbera.

E l’onirico Inguscio vola ben oltre Satana, per approdare sulle barricate francesi. C’è spazio per Robespierre, ossia tutti i moralisti taroccati che parlano di “etica superiore”, roba da consegnare alle discariche.

A chi gli ha fatto poi osservare di “averla fatta fuori dal vaso”, con candore ha confessato: “io volevo dire che se si vogliono raggiungere dei risultati, muoversi in nome di valori assoluti non ti fa essere costruttivo”. Di male in peggio, professore. A chi gli chiede dell’etica risponde: “Io sono sempre stato corretto”. Coda di paglia. Excusatio non petita? O che? Poi cerca una pezza a colori, tanto per genuflettersi davanti a lorsignori: “Credo sia dovere della politica indicare le direzioni della ricerca. Funziona così in tutto il mondo”. Basta un fugace sguardo agli altri paesi europei per rendersi conto esattamente del contrario. “Posso essere rimproverato di essere troppo esuberante…”, aggiunge. E qualcuno nota la rima con “ignorante”.

Poi il Vate tira la conclusione: “sto imparando che nella mia posizione devo stare attento a come parlo”. Non è mai troppo tardi.

 


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