ANDREA MARCUCCI /
UN FARO PER I DIRITTI CIVILI. E “SCORDAMMOCE” IL SANGUE INFETTO…

Chi sarà mai l’inventore del “super canguro”, l’Uomo che vuole imprimere la velocità della Luce alle Leggi e accendere la Speranza nei cuori di chi è in trepidante attesa dei suoi Diritti? Andrea Marcucci, lo Speedy Senatore di sua Maestà Renzi. E’ salito con discrezione, il prode Marcucci, alla ribalta delle cronache di Palazzo (Madama e non solo) per l’emendamento salva Cirinnà.

Descrive Repubblica: “non facile il percorso con 6.014 emendamenti. Però molti saranno ‘cangurabili’, cioè si possono saltare e altri non saranno ammessi. Se il presidente Grasso non decidesse in questo senso, c’è l’arma dell’emendamento ‘supercanguro’ presentato dal renziano Andrea Marcucci all’articolo 1 del testo sulle unioni civili”.

Pompa il Corriere della Sera: “Ci ha pensato il più renziano dei senatori del Pd, Andrea Marcucci, a presentare un emendamento per tagliare la testa a moltissimi emendamenti dei circa seimila”. E ripompa il giorno dopo (24 gennaio), intervistando il Mago di palazzo Madama. Che dipinge: “Io non lo chiamo così (super canguro, ndr). E mi auguro una discussione serena, seria, appagante e costruttiva”. Ma dà l’avviso ai naviganti: “Quell’emendamento permissivo deve servire da monito, è una misura cautelare per chi vuole strumentalizzare il dibattito e ostacolare la legge”. Sì, una misura cautelare. Per ora senza manette.

Eccoci alle illuminazioni di Alessandra Arachi per il Corsera: “Lui, il cinquantenne Marcucci, ha invece un unico faro in questa vicenda di diritti civili: farla passare questa legge, che per la prima volta varca la soglia di un’aula parlamentare il prossimo 28 gennaio. Ed è per questo che si è speso in prima persona anche per l’unico emendamento del Pd che ancora rimane in piedi come mediazione tra tutte le anime dem”. E’ ancora Lui a parlare: “sono un parlamentare di lungo corso, sono entrato alla Camera che avevo 26 anni e sono abituato a leggere i regolamenti”. Sa che la Storia lo ha prescelto come suo messaggero e vaticina: “sono convinto che non ci si lascerà prendere la mano e non si sprecherà quindi questa occasione storica: il buon senso prevarrà fra tutti”.

La protesta delle vittime di sangue infetto

La protesta delle vittime di sangue infetto

Entrò alla Camera nell’aprile del 1992, l’attuale “antenna di Renzi al Senato”, per le insegne del Pli di Renato Altissimo, e sotto la protettiva ala dell’allora ministro della Sanità, Franco De Lorenzo. Così ricostruiva il volume “Sua Sanità – Viaggio nella De Lorenzo SpA, un’azienda che scoppia di salute” pubblicato dalla Voce a febbraio ’93: “I Marcucci sanno bene dove vogliono arrivare e se danno dei numeri non lo fanno senza un preciso scopo. Degli ottimi numeri, sul fronte delle preferenze, li ha per esempio raggranellati il più giovane onorevole italiano eletto alle ultime politiche del 5 aprile ’92, Andrea, figlio del padre padrone Guelfo. Sotto il vessillo tricolore dell’Altissimo, naturalmente. E l’amico De Lorenzo, non a caso, si è presentato proprio nel collegio di Firenze: ‘si sono dati un buon aiuto scambievole – raccontano in ambienti politici fiorentini – i Marcucci hanno appoggiato De Lorenzo, il ministro ha sponsorizzato il giovane rampollo’. Missione compiuta, con reciproca gran soddisfazione”. In quel capitolo sui grandi amici di Sua Sanità, venivano ricostruite le performance della Marcucci dinasty: con una Marilina appassionata di media e tivvù (fra l’altro sarà coeditore dell’Unità, con la benedizione dalemiana, a inizio 2000), l’onorevole Andrea nel motore, l’altro rampollo, Paolo, al fianco del patriarca Guelfo (e del fratello Leopiero) per costruire l’impero dei traffici di sangue ed emoderivati in Italia, impero che continua oggi “più forte e potente che pria”, come avrebbe satireggiato Petrolini.

Un impero che per alimentare a dismisura i suoi immensi profitti non ha guardato tanto per il sottile, prelevando sangue non testato dal Congo Belga alle galere dell’Arkansas. E immettendolo sul mercato nella più perfetta deregulation fino al ’92, anche grazie all’amico De Lorenzo. Sono migliaia le vittime per la “strage del sangue infetto” il cui processo – incredibile ma vero, dopo vent’anni di palleggiamenti – comincia in prima udienza penale a Napoli il prossimo 15 febbraio, alla sbarra il Dracula della Sanità, ossia l’ex plenipotenziario Duilio Poggiolini, e alcuni funzionari ministeriali e aziendali (Guelfo Marcucci è passato a miglior vita lo scorso dicembre). Parti civili i familiari di 9 morti infettati.

E le altre migliaia di vittime senza uno straccio di Giustizia?

Chissenefrega. Intanto il senatore Marcucci “butta il sangue” per i diritti civili e la stepchild adoption.

 

In apertura Andrea Marcucci e Matteo Renzi

 

 PER APPROFONDIRE:

STRAGE DEL SANGUE INFETTO / STRASBURGO CONDANNA, NOI NO

15 gennaio 2016

 

SANGUE & MILIARDI / ECCO PERCHE’ IL MONOPOLIO DELLA KEDRION DI CASA MARCUCCI NON AVRA’ MAI FINE

14 novembre 2015


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2 pensieri riguardo “ANDREA MARCUCCI /
UN FARO PER I DIRITTI CIVILI. E “SCORDAMMOCE” IL SANGUE INFETTO…”

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