Chi la fa… l’aspetti

Idiozie, autofanatismo, delirio di onnipotenza da manicomio, becero concentrato di omo e xenofobia, razzismo, istigazione alla violenza, odio di classe e ogni altro corollario di una presenza di cui il popolo americano dovrebbe vergognarsi: l’identikit disegna con fedele collocazione degli attributi la faccia da gran mangione di Donald Trump che i repubblicani sembra siano costretti a scegliere per il fiume di dollari che il magnate può investire nella campagna per le elezioni del prossimo presidente degli Stati Uniti contro la candidatura della democratica Hillary Clinton. L’orgia verbale di Trump, sostenuta da milioni di americani, solleva serie perplessità sulla loro competenza politica. Ma un attendibile pronostico sembra destinato a deludere i fan della giustizialismo “fai da te”, di un nazionalismo anacronistico (in parte comprensibile solo in uscita dalla seconda guerra mondiale, quando gli States ebbero il ruolo di governatori del mondo occidentale). L’ipotesi di un non lontano viale del tramonto per il sanguigno Trump è suffragato dalla superficialità televisiva con cui straparla senza il filtro di un attento comunicatore di professione che pure potrebbe permettersi. Due incidenti di percorso dell’imbonitore repubblicano preludono al pollice verso degli americani “perbene”. Il primo, clamoroso, nasce dalla sistematica reiterazione di anti islamismo esasperato: una favore così il Califfato l’avrebbe pagato a peso d’oro e i suoi vertici, sicuramente abili nell’auto promozione mediatica, l’hanno colta al volo, trasformandola in un video che alimenta l’odio dei suoi militanti contro l’Occidente, nemico dei musulmani. Un secondo tonfo si deve alla spocchiosa presunzione di Trump che ha proposto di scrivere la parola fine sul fenomeno del nostro tempo, su Internet, che non ha tardato a vendicarsi proponendo un’app…licazione che consente di oscurare tutte le pagine in cui compare il candidato repubblicano “tossico”, avvertiti dalla scritta “Attenti, Trump è in questa pagina”.

Nella foto Donald Trump

 

Meteo Europa: soffiano venti di destra

Non si placano i venti europei di destra. In particolare, soffia tumultuoso quello turco, con la repressione della libertà di informare (e arresti di redattori di giornali anti regime). Protagonista del governo della repressione, Erdogan non si fa mancare niente in tema di dispotismo antidemocratico e talvolta esagera. In un Paese di fervidi lettori del “Mein Kamp” di Hitler Erdogan. Gli chiedono: “E’ possibile un sistema presidenziale” e lui risponde “Ci sono esempi attuali e del passato, come la Germania di Hitler che evidentemente gli sembra un buon motivo per cambiare la Costituzione e accrescere il potere del Presidente. In coda, non secondaria, la “sparata” di Putin che sferra un duro colpo all’alleanza Nato. Sostiene che sarebbe una minaccia per la sicurezza nazionale e giustifica il mantenimento del potenziale nucleare. In parallelo con la Russia, c’è la sterzata a destra della Polonia, con l’elezione di Kaczynski, che provoca il condizionamento repressivo della libertà di informare al punto che tutti i direttori dei più importanti canali televisivi del Paese si sono dimessi contro le minacce per la libertà di parola, misure simili a quelle in Ungheria dal presidente di destra Orbàn. Mancano all’appello Marine Le Pen e la nipote neo fasciste, ma fino a quando?


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