QUEL 7 OTTOBRE

È cosa certa: il genocidio subìto dal popolo palestinese, la cosiddetta guerra di Gaza, ovvero la Striscia ridotta a un ammasso totale di macerie (quasi un milione di vittime, molte migliaia di bambini), l’estensione aggressiva della Cisgiordania, il protervo rifiuto a metter fine alla strage di innocenti, riconducono  al perché  per nulla recondito della guerra unilaterale condotta da  Israele, a indecenti complicità, la più vergognosa di Trump ricompensata con il pass al tycoon immobiliarista per programmare l’operazione Gaza-Miami e la ricostruzione della Striscia, ma anche quella dell’Italia, che rifiuta di riconoscere lo Stato indipendente della Palestina per empatia ‘melonismo’-destra di Tel Aviv e per non dismettere il traffico di armi e tecnologie spionistiche con Israele.

Cosa nasconde il prolungarsi di una guerra che ne ha accese altre e minaccia di estendersi a dimensione mondiale?  Parentesi: Netanyahu è il primo capo di governo in carica sotto processo da cinque anni, incriminato per corruzione, frode, abuso di potere e sfugge al mandato d’arresto per crimini contro l’umanità della Corte Penale Internazionale, al tribunale del suo Paese con continui rinvii per non essere sottratto al governo in guerra. L’opposizione israeliana considera la ‘strategia’ di Netanyahu un passo per smantellare il potere giudiziario, negare i reati commessi e ottenere l’immunità dall’azione penale, ponendosi al di sopra della legge (è quanto fa Trump). Cosa nasconde la sproporzione tra il tragico evento del 7 ottobre e la risposta genocida di Netanyahu?

Il sospetto è che ha ignorato ripetutamente gli avvertimenti (uno dieci giorni prima del 7 ottobre) dell’imminente attacco di Hamas rivelati a funzionari israeliani, allo stesso Netanyhau, dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed e dall’intelligence egiziana (Abbas Kamel). Il capo degli 007 del Cairo raccomandò al governo israeliano di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per scongiurare il conflitto. Il messaggio: “Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà”. Il primo ottobre del 2023, Netanyahu riunì i vertici della sicurezza per discutere della situazione nella Striscia di Gaza, senza mai menzionare l’avvertimento ricevuto. Così rivelano i verbali della riunione, visionati dal New York Times. l’Egitto ha continuato a lanciare avvertimenti fino a quasi 48 ore prima dell’attacco, anche con una telefonata inequivocabile a Netanyahu. Questi ‘dati di fatto’, non smentiti, confermano la convinzione che nulla abbia fatto Netanyhau per impedire la tragedia di Gaza e che anzi ne sia responsabile anche come cinico mandante per sottrarsi al processo che lo vede imputato.


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