LA 7 PROIBITA

Trump si libera dell’informazione che esercita il diritto alla libertà di pensiero con la violenza di prevaricatore mondiale dei diritti democratici fondamentali, ed è violenza condivisa da dittatori ed eredi del nazifascismo. L’asservimento dei media al potere è anche il peggio o quasi del melonismo. L’elenco corposo del media system della destra lo dimostra compiutamente. Perché sorprendersi del veto che la borgatara della Garbatella ha decretato con l’atto più illiberale che si conosca, ovvero con il “no” personale al confronto giornalistico più volte sollecitato dalla redazione di La7 e l’’ordine perentorio’ di disertare la testata a chiunque circoli nella sua orbita di ‘dittatrice’. Il “no” è un chiaro segnale di fuga dal confronto che inevitabilmente la costringerebbe all’impossibile difesa di bugie sfornate in quattro anni di malgoverno, di plateali smentite di impegni, promesse e proclami pre e post occupazione di Palazzo Chigi. Il tentativo di mascherare il disagio di rispondere alla redazione di La7 esplode a conclusione di un comizio con solite urla finali di Giorgia di accuse alla Schlein che non sarebbe in grado di citare neppure un caso di inadempienza della sorella d’Italia. Facile replicare: se la premier rifiuta il confronto con la stampa non asservita non esistono spazio e tempo per contestarla.

“Piazza Pulita: nell’editoriale di apertura, Formigli non ha risparmiato stoccate alla linea comunicativa di Palazzo Chigi e di Fratelli d’Italia. Ha sollevato la questione del blocco imposto agli esponenti della maggioranza parlamentari, ministri e amministratori locali a cui è impedita la partecipazione alla trasmissione, ha criticato l’atteggiamento dei canali social ufficiali del partito di maggioranza relativa, accusati di ridicolizzare l’operato della stampa indipendente anziché rispondere nel merito delle questioni poste. Un metodo definito Formigli come poco consono a una forza d’infrastruttura governativa. Nonostante il rifiuto e le polemiche sulla presenza della Meloni in studio, la redazione di La7 ha ribadito l’intenzione di rinnovarle regolarmente gli inviti e di continuare a formulare quesiti sull’operato dell’esecutivo per tutta la durata della stagione televisiva.


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