L’indefinito? L’incompiuto anti Giorgia per responsabilità di residua catto-moderazione giovanile?’ Eccesso di autostima a caccia di medaglie al valor istituzionale? Forse, ma Matteo Renzi è più e altro. Certo anche ‘meno’. Quel che è certo: non c’è chi nel caotico guazzabuglio della casta di mestieranti disonorevoli che affollano le istituzioni possa competere con lui per competenza sull’universo di partiti, leader inclusi, in tema di storico della politica recente e del passato prossimo, e di fascinazione di affabulatore. Il di più è soprattutto nell’essere l’opposto della balbettante pochezza di chi si oppone alla iattura del melonismo con tesi e loro ingarbugliate esplicazioni, solide come il burro alle prese con la lama ben affilata di un coltello.
Non è apologia del renzismo: è indigesta la sua malcelata e a tratti complottista ideologia del grande ‘centro’, quella che per non rincorrere tempi ancora più lontani, intende proporre la rampante moderazione morotea, il berlusconismo, gli attuali “Noi moderati”, i pavidi di Calenda e la fronda di picconatori assetati a guida Picierno. Insomma, patti chiari: che sia leale e di lungo respiro il ‘patto’ per riammettere Renzi nel tormentato, ibrido spazio della larga coalizione antagonista di Giorgia e accoliti, anche come mediatore per mettere fine alla lotta di potere Conte-Schlein di cui profitta la destra. Perché si deve solo alla sua lucida memoria se possiamo apprezzare un nuovo clamoroso inciampo della ‘borgatara’, un vecchio post pubblicato nel 2016, quando a Palazzo Chigi c’era proprio Renzi premier e alla proposta di abolire il bollo la Melonie si oppose così: “Siamo in piena campagna elettorale e Renzi annuncia l’intenzione di abolire il bollo auto. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?”. Renzi, ora: “Questa è Giorgia Meloni. Aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. E non nasconda agli italiani che per questo ‘regalo’ pre elettorale dovrà sottrarre fondi alla tutela sociale (sanità, scuola). Io ho realizzato Industria 4.0, Irap sul costo del lavoro, Tap, Imu prima casa. Tu hai annunciato l’uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al quaranta per cento. Hai annunciato molto, hai realizzato poco. Torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci”.
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