Ehi voi, disdicevoli male lingue, perenni denigranti la figlia del popolo con la schiena dritta, il suo romanesco di borgatara per fortuna dei garbatelliani mai emendato da corsi accelerati di dizione, ambivalente interlocutrice dello psicopatico occupante la Casa Bianca, regina di moine, del gesticolar leggiadro, a tratti comico, stoltamente ignorata dagli autori di Zelig, ideale protagonista di un “pinocchio bis” dal naso prolungato a dismisura, leader senza pari di retromarce verbali clamorose (“Taglierò le accise”, ecc.) tendente reiterata alla genuflessione…Ehi voi, dismettete la toga di fustigatori e con il capo ricoperto di cenere tessete lodi e plausi alla Giorgia che in piena campagna elettorale, risponde a critiche e fischi, con il dono prenatalizio a milioni di automobilisti italiani (ma se in possesso di auto di piccola cilindrata): “Una croce sull’onere fiscale del bollo per il possesso di auto e moto”. Ella, quasi emula del sommo Marx nega l’offerta di risparmio (circa quindici euro al mese! tutto qui), ai proprietari di auto di lusso. Manca qualche dettaglio, ma che colpa ne ha Giorgia se ha la mente affollata di pensieri elettorali strategici per catturare endorsement degli italiani abilitati al voto? Le veniamo incontro e chiariamo: il suo dono ‘laurino’ e ancora più trumpiano (“ad ogni americano che mi voterà un ‘bonus’ di 5.000 dollari”) non ha il pregio dell’eternità ma è contenuto nei limiti del ‘bollo’ solo per il 2027, anno delle elezioni e la signorina presidentessa del consiglio, avvertita dai suoi comprimari ha provato a correggere con un “vedremo se prolungare il beneficio oltre il 2027” (naso in crescita di alcuni centimetri) e nulla ha detto sull’esclusione delle auto elettriche gravate del caro energia. Comunque, indignati contestatori di Giorgia, non infierite, la poverina deve inventarsi qualcosa per scongiurare la sconvolgente ipotesi di dover imbarcare la ‘feccia Vannacci’ nella sua coalizione che include Berlusconiani e moderati a vario titolo per sperare di prolungare il ruolo di inquilina dei Palazzo Chigi.
Dunque, disponetevi alla tolleranza benevola: di qui al momento del voto ne vedremo di ‘belle’ e per sminarle c’è da sperare solo che il campo avverso si liberi degli incompresi, reiterati tentativi di suicidio politico.
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