Una vera dinasty armata, quella di casa Trump.
Non solo un padre che sta dilapidando il bilancio americano in armi & armamenti d’ogni specie per la guerra di aggressione contro l’Iran, per armare l’Ucraina fino ai denti o per i tanti altri focolai di guerra (oltre una cinquantina ormai) sparsi in mezzo mondo.
Ma da diversi mesi anche i due figli, ossia il maggiore, Donald Trump junior, e il minore, Eric, tutti e due con una sfrenata passione per i business bellici e, in particolare, per i droni.
Partiamo dalle ‘imprese’ del primo. Che un anno fa ha tenuto a battesimo la sua ‘UNUSUAL MACHINES’, impegnata nel settore della produzione militare of course. E subito con l’inizio del conflitto illegale contro l’Iran, neanche una decina di giorni dopo, ha fatto il botto a Wall Street, con una balzo di addirittura il 49 per cento nel valore delle azioni.
Palate milionarie di utili, che hanno fatto immediatamente pensare ad un colossale conflitto d’interessi, viste le funeste ire belliche paterne.
Passiamo al secondogenito Eric, che sta investendo ‘milioni e milioni di dollari’ – come rivelano alcuni siti americani di controinformazione – in un’azienda militare israeliana, ‘XTEND’, focalizzata soprattutto nella produzione dei soliti, sempre più strategici droni. Droni che sono stati e vengono abbondantemente utilizzati dall’esercito israeliano, IDF, nelle operazioni di genocidio in tutta la Striscia di Gaza. Grazie al decisivo e massiccio supporto finanziario del rampollo presidenziale, la società sta ora trattando una maxi operazione (da circa 1 miliardo e mezzo di dollari) ancora top secret; e vista l’inarrestabile ascesa, ben presto verrà quotata al Nasdaq.
Ma il bello deve ancora venire: perché sono previste a breve le nozze con una grossa società edile della Florida, la JFB Constructions Holding che fa capo a Joseph F. Basile III, di evidenti origini italiane e, soprattutto, un big friend di Eric.
Ha da poco stipulato un ricco contratto di fornitura con il Pentagono, Xtend; e ora punta ad accaparrarsi una bella fetta delle ghiotta torta del programma governativo ‘DRONE DOMINANCE’ da 1 miliardo e 100 mila dollari per acquistare droni made in Usa.
L’appetito vien mangiando, ed ecco spuntare un terza sigla entrata nelle grazie della Trump dinasty: anche questa, guarda caso, con la passione smodata per i droni, ‘POWERS’. Nei programma c’è una sinergia – se non addirittura una fusione – con un’azienda il cui core business è nei campi da golf: ottimamente utilizzabili come aree dove testare nel modo migliori i tanto amati droni.
Abbiamo parlato di sinergie, fusioni e nozze.
Ed eccoci ad un matrimonio reale e davvero regale. Quello celebrato ad agosto per unire i destini di Eric Trump e della modella Bettina Anderson. Finì, mesi fa, sulle prime pagine naturalmente per la ‘grandeur’, nell’incantato scenario delle Bahamas.
Uno ‘sfizio’ costato – secondo i bene informati – 170 mila dollari: visto che vennero fittate due isole, fatto uso di elicotteri per trasportare i circa 50 super fortunati invitati alle nozze del secolo, allestito un banchetto da favola e, soprattutto, fuochi d’artificio da mille e una notte (questa sola voce pare sia costata 70 mila dollari).
Ecco la sorpresa nell’uovo di Pasqua. L’ha rivelata alcune settimane fa un ottimo sito di controinformazione a stelle e strisce, ‘Pro Publica’, che ha scoperto e messo nero su bianco il nome del generoso benefattore, ossia il Paperone che ha pagata la maxi festa ai grati sposini.
Si tratta dell’oligarca russo Umar Kremlev, che è a capo della ‘International Boxing Association’ (IBA), con cui il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) – peraltro ben poco credibile e affidabile – ha interrotto i rapporti dopo ripetuti avvertimenti sulla opaca gestione finanziaria targata IBA.
Così ringraziano gli sposini in un post: “Quello del caro amico Kremlev è stato un regalo di nozze straordinariamente generoso da parte di un caro amico, qualcosa per cui eravamo e rimaniamo incredibilmente grati”.
Dopo le polemiche via social e non solo, poi postano ancora: “E’ spiacevole che qualcosa di così personale e felice possa essere reinterpretato in chiave politica o sinistra semplicemente per chi è una persona o per la sua provenienza”.
L’amore giustifica anche l’ignoranza…
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