BILL GATES & MARK ZUCKERBERG / E ORA IL MAXI BUSINESS DEI REATTORI NUCLEARI

Dio li fa e poi li accoppia.

Le due star internazionali del mondo tecnologico-finanziario, Bill Gates e Mark Zuckerberg, hanno deciso di tuffarsi nel business delle centrali nucleari.

Come se non bastassero i colossali guai finora combinati ai danni dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini del pianeta, e per i quali non hanno finora pagato il fio (tranne la maxi multa appena comminata al proprietario di META per la ‘dipendenza’ creata via Facebook nei minorenni).

Vediamo subito di cosa si tratta.

Da alcuni anni una delle società della galassia Gates, ‘TerraPower’, impegnata nella ricerca e produzione nucleare, ha studiato e messo a punto un progetto ‘rivoluzionario’ –  a detta dei suoi esperti – in grado di produrre energia a costi più bassi e di evitare i problemi legati ai ‘picchi’ di consumo.

In apertura Bill Gates e Mark Zuckerberg

La tecnologia di TerraPower – spiegano – punta sulla possibilità di modulare rapidamente l’elettricità immessa in rete senza modificare il funzionamento del reattore nucleare che la produce. Il sistema utilizza un reattore veloce raffreddato a sodio da 345 megawatt elettrici, mentre il calore prodotto dalla fissione viene trasferito attraverso il sodio liquido e può essere immagazzinato in un sistema basato su sali fusi.

Quando la richiesta di elettricità è bassa, il reattore può continuare ad operare in modo stabile, mentre una parte dell’energia termica viene conservata nei sistemi di accumulo, per essere utilizzata quando la domanda aumenta. In tal modo, la potenza elettrica dell’impianto può salire temporaneamente anche fino a 500 MW.

L’elemento peculiare dei reattori NATRIUM – così sono stati battezzati dal fondatore di Microsoft – sta nell’integrazione tra il reattore stesso e l’accumulo termico, che consente  di separare la produzione di calore dalla successiva generazione di elettricità.

Il primo, decisivo passo, è fissato a breve termine. Ad inizio 2026, dopo l’ok della ‘Nuclear Regulatory Commission’ Usa, è cominciata  la costruzione della parte nucleare del primo impianto a Kemmerer, nel Wyoming, e l’impianto verrà terminato nel 2030. Il progetto viene poi seguito dall’‘Advanced Reactor Demonstration Program’ del Dipartimento per l’Energia a stelle e strisce.  Tutto avallato, quindi, dai vertici governativi e di controllo statunitensi.

Un modello di reattore Natrium

Ed ecco che entra in gioco l’onnipresente Zuckerberg: il quale ha ordinato ben otto impianti Natrium al grande amico Bill, al fine di poter alimentare i suoi sempre più giganteschi impianti di Intelligenza Artificiale: un vero pericolo per tutta l’umanità, come abbiamo documentato nella news di ieri con il j’accuse del ricercatore ex OpenAI e ex Anthropic (si è dimesso l’8 settembre scorso), Jacob Coxon.

Il maxi ‘ordine’ da 8 impianti sarà il primo di una lunga serie, si augurano i promotori. E c’è da credere: visti i faraonici piani, le risorse finanziare che corrono come fiumi, l’agreement con le autorità governative e di controllo. Non manca proprio niente per un Super Bingo arcimiliardario. Basta fare un semplice calcoletto, visto che ogni impianto è del valore di 4 miliardi di dollari….

Non è certo finita qui. Perché la vulcanica mente di Super Bill ha tirato fuori dal cilindro un maxi accordo con la Corea del Sud, frutto di alcuni incontri tra i vertici di TerraPower con quelli governativi di Seul e della ‘Hundai Engeneering of Construction’ che è stata accuratamente selezionata come appaltatore per le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione degli impianti griffati Natrium. In questo modo verranno garantiti costi e tempi certi per la realizzazione dei tanto agognati reattori di nuovissima generazione che ‘rivoluzioneranno’ il settore.

Meglio abbondare, secondo le sempre faraoniche vedute del miliardario-filantropo. E quindi via ad un secondo accordo con un’altra azienda sudcoreana, ‘SK Innovation’, per realizzare un impianto in Corea del Sud e pianificare una collaborazione di lungo periodo.

Come si capisce bene, quindi, l’intenzione è più che chiara: produrre una catena di reattori Natrium per commercializzarli su larghissima scala a livello internazionale. Un business stratosferico per un futuro stellare.

Cambiano i decenni e così cambiano anche i gusti del sempre più eclettico Super Bill.

Uno stabilimento di Moderna

Dopo la partenza a bordo della star Microsoft – per tratteggiare sommariamente il lungo percorso – è stata la volta del decollo della startup ‘Moderna’ nel 2010, impegnata nella ricerca e produzione di vaccini. E magicamente si trasforma in un star dopo neanche 10 anni dopo, diventando infatti la prima (con Pfizer) a produrre il vaccino anti Covid, la vera gallina dalle uova d’oro, che però ha causato più danni del Covid stesso, come abbiamo tante volte documentato. Sono infatti ormai stranoti i colossali effetti avversi prodotti dai sieri a mRNA, come quelli di Moderna e Pfizer, soprattutto a livello cardiocircolatorio ma certo non solo.

La passione si è poi trasferita ai cambiamenti climatici, seguendo del resto la sua stessa profezia enunciata al World Economic Forum del 2010: “Il prossimo decennio sarà caratterizzato da devastanti pandemie e quello successivo da ancor più catastrofici cambiamenti climatici”.

Aveva proprio la Palla di vetro, Super Bill!

E ora a tutto nucleare!

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