25 anni da quell’11 settembre che ha svoltato i destini del mondo. Un quarto di secolo senza che la tanto sbandierata giustizia Usa abbia cavato un ragno dal buco: per darvi un’idea, il principale processo inizierà – udite udite – il 5 giugno 2028!
Ai confini delle realtà. Ma ben dentro quelli di una ‘democrazia’ a stelle e strisce in grado solo di garantire guerre, distruzioni di massa, eccidi & stermini a volontà, come è sempre successo nella sua sanguinaria storia e ancor più da un quarto di secolo ad oggi. Dopo quell’11 settembre appunto…
Che è perfettamente sovrapponibile, paragonabile al 7 ottobre israeliano, di cui abbiamo scritto ieri.
Come infatti il premier nazi di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, ben sapeva del progetto di Hamas almeno 10 giorni prima e ‘ha lasciato fare’, per poi scatenare la reazione militare che s’è concretizzata nel genocidio del popolo palestinese; così 25 anni fa la banda Bush era ben al corrente dei progetti di al-Qaeda, come del resto l’FBI e soprattutto la CIA, e non hanno mosso un dito, per poter subito scatenare la guerra di sterminio contro l’Iraq di Saddam Hussein, basata su prove del tutto false (fornite dal compare criminale Tony Blair).
AMIANTO KILLER, IL L’ACCUSE DI MAMDANI
Veniamo alle news sull’11 settembre.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha deciso di pubblicare un mare di documenti interni (ben 170 mila pagine) e altri ne renderà noti, per documentare come le autorità governative, all’epoca, furono artefici di una seconda strage che ha provocato altrettante (3000) se non addirittura più vittime: non avendo allertato la popolazione sui tremendi rischi di avvelenamenti e infezioni polmonari, visto che l’aria per settimane e settimane è stata invasa da polveri killer, soprattutto a base di amianto.
“Più morti per le malattie che per gli attentati”, ha denunciato. Proprio per questo suo attivismo, molti non ne vorrebbero la presenza alla grande manifestazione che si svolgerà per onorare la memoria delle vittime: e invece ci sarà. Assente invece – secondo le ultime – l’Imperatore del mondo Donald Trump, impegnato fra le tante altre imprese criminali nella guerra di aggressione contro l’Iran, come all’epoca Bush fu contro l’Iraq. La storia si ripete.
Passiamo al fronte giudiziario, una vera e propria galleria degli orrori & errori. Inutile ripercorrerla, bastino gli ultimi sviluppi.
Solo pochi giorni fa, il 28 agosto scorso, il giudice federale del Southern District di New York, George B. Daniels, ha respinto la richiesta avanzata dall’Arabia Saudita di archiviare le pretese risarcitorie nei suoi confronti per difetto di giurisdizione: ben 1 trilione di dollari, ossia 900 miliardi di euro.
L’Arabia Saudita, infatti, fin dall’inizio è stata nel mirino di 007 e inquirenti, per il sol fatto che 15 componenti del commando su 19 erano di origine saudita. Ciò ha alimentato i sospetti che sopravvivono ancora oggi.
Due anni fa, nel 2024, la Commissione Nazionale sull’11 settembre ha però redatto un rapporto da non poco. Cosa dice in sostanza? Che non ci sono prove sufficienti e concrete per attribuire la responsabilità degli attentati al governo e/o ai vertici sauditi, né di aver finanziato al-Qaeda per compierli. Una brutta botta per le maxi inchieste Usa di oltre un ventennio!
Poi la ciliegiona sulla torta di alcune settimane fa.
Il giudice militare Michael Schrama, che sta conducendo il processo principale rimasto, ha comunicato la data della prossima udienza: è stata fissata per il 5 giugno 2028. Giustamente ci lamentiamo della giustizia lumaca di casa nostra (e dei suoi esiti totalmente fallimentari): ma che dire allora per la macchina giudiziaria Usa, mostruosamente lenta e altrettanto ammazza-giustizia?
Alla sbarra finiranno – a metà 2028 – 4 imputati: si tratta del presunto capo commando Kahlid Shaykh Muhammad, e dei suoi tre presunti complici: ora tutti ristretti nel famigerato super carcere di Guantanamo.
SOTTO LA GRANDE REGIA DELLA CIA
La Voce ha pubblicato una sfilza di inchieste sull’11 settembre, molte firmate da Giulietto Chiesa e Ferdinando Imposimato, due colonne storiche e grandi amici della Voce.
Giulietto ha firmato l’imperdibile Zero – Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso
Mentre Ferdinando venne incaricato dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja di elaborare un rapporto. Ricordo che chiese a mio fratello Alessandro e a me di dargli una mano per tradurre una serie di documenti scritti in inglese. Alla fine firmò una relazione che dettagliava, per filo e per segno, una vera contro-story da brividi, e ne pubblicammo un estratto sulla Voce.
Ecco per sommissimi capi di cosa si trattava.
Al centro della contro-inchiesta un altro capo commando, Mohamed Atta. Che aveva tranquillamente soggiornato negli Stati Uniti per un anno intero prima dell’11 settembre, viaggiando da uno Stato all’altro e addirittura acquisendo un brevetto da pilota. Ovviamente, era ben ‘tracciato’ da FBI e soprattutto dalla CIA, che ne monitoravano tutti gli spostamenti e ne controllavano le azioni. Ma non fecero niente, pensarono bene di non intervenire: proprio come ha fatto Netanyahu (anche se solo per 10 giorni) in occasione del 7 ottobre.
Da non dimenticare mai un’altra bomba, raccontata all’epoca in esclusiva dalla Voce. Ossia gli stretti legami tra la famiglia Bush e quella bin-Laden. La prova del nove è quel pranzo a casa Bush, ospiti d’eccezione la racchetta d’oro Bjorn Borg, la sua allora compagna Loredana Bertè e – udite udite – Osama bin Laden, che poco dopo diventerà la primula del terrore internazionale.
E si racconta che quella mattina dell’11 settembre George W.Bush si trovava proprio alle 9 di mattina sulla terrazza di un grattacielo vis a vis con le Twin Towers, in occasione di un consiglio d’amministrazione del Carlyle Group di cui era socio, così come lo era il fratellastro di Osama. Ed entrambi si godettero lo spettacolo in diretta…
Vi proponiamo la rilettura di due significative inchieste pubblicate dalla Voce sull’11 settembre.
Quella messa in rete il 18 aprile 2025,
11 SETTEMBRE / VENGONO A GALLA LE “ALTE” CONNECTION MADE IN CIA?
E l’altra del 7 agosto 2018,
TORRI GEMELLE / BIN LADEN E MOHAMED ATTA UNITI NELLA LOTTA PER LA CIA
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