Divampano a Tel Aviv le polemiche in vista del voto di fine ottobre.
L’unico quotidiano progressista, ‘Haaretz’, pubblica infatti la notizia che il premier Bibi Netanyahu era stato informato dell’attacco del 7 ottobre ben 10 giorni prima dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed: ma ha preferito ignorare la notizia, avendo così un ‘ottimo’ pretesto per poter poi scatenare la devastante reazione, culminata con il genocidio del popolo palestinese.
La notizia, in realtà, non è nuova. Che il premier boia fosse a conoscenza del più che probabile attacco, e proprio in quei giorni, era noto da tempo: tanto che la Voce lo ha subito scritto e poi rammentato svariate volte nei suoi pezzi. Addirittura dettagliammo che Netanyahu in persona ordinò alle milizie IDF di eliminare ogni sorveglianza proprio in quell’area, in modo totalmente anomalo.
Ma c’è di più. La Voce (e altri organi di contro-informazione) hanno documentato per filo e per segno come Hamas da un dozzina d’anni a questa parte sia stata finanziata a mani basse dal governo israeliano, in funzione anti Autorità Nazionale Palestinese (un tempo OLP), il vero nemico storico degli esecutivi nazi di Tel Aviv.
E pochi giorni fa abbiamo messo in rete un pezzo che dettaglia le connection criminali in questi ultimi mesi intessute dal sempre più invasato Netanyahu addirittura con alcune fazioni dell’ISIS, per contrastare la ‘sua’ stessa Hamas. Ai confini della realtà. Ecco il pezzo del 3 settembre scorso
BIBI NETANYAHU / PRIMA FINANZIA HAMAS CONTRO L’ANP. ADESSO L’ISIS CONTRO HAMAS…
Torniamo, comunque, al reportage griffato Haaretz.
Tutto parte dal capo di Hamas Yahya Sinwar che comunica la notizia dell’attacco previsto per il 7 ottobre ad un funzionario di Al-Fatah. Il quale, a sua volta, la gira allo Shin Bet, ossia il Servizio segreto interno di Israele (mentre il Mossad è quello estero). Ma gli 007 dello Shin Bet minimizzano la cosa e non la comunicano neanche al premier.
Motivo per cui, a questo punto, il solerte sceicco emiratino contatta direttamente Netanyahu per fargli sapere. Ma cosa fa il premier? Se ne frega, in modo ‘scientifico’. E cioè preferisce che l’attacco avvenga per poi aver le mani libere di scatenare la reazione, che più cruenta non si può, culminando con il genocidio del popolo palestinese.
A questo punto si può davvero dire: tutti, a Tel Aviv, sapevano con largo anticipo del 7 ottobre: sia il vertice politico che i Servizi. E tutti hanno pensato bene di ‘non intervenire’ perché accadesse quel che poi è accaduto.
A tutto questo – come abbiamo già tante volte sottolineato – si aggiunge la ciliegiona sulla torta: almeno dal 2015 Hamas è stata finanziata dal governo israeliano, soprattutto attraverso il compiacente Qatar. All’Alta Corte di Tel Aviv è appena iniziato, tre anni fa, un processo a carico del premier nazi proprio su questo fronte; e altri due per corruzione sono partiti, ma subito stoppati, per via dell’emergenza nazionale che ha impedito fino ad oggi il loro svolgimento. Processi che potranno riprendere subito dopo il voto, per la possibile sconfitta del sempre più criminale Netanyahu: anche se tra la popolazione la sua politica genocida raccoglie ampi consensi. Staremo a vedere.
Passiamo ai commenti a caldo dopo l’uscita del pezzo di Haaretz.
“Una menzogna totale”, reagisce il boia di Tel Aviv. E il suo ufficio emette una nota: “Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua”.
Durissime le prese di posizione da parte dell’opposizione.
Il principale rivale del premier al voto di ottobre, ossia l’ex Capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, accusa: “Sempre più indizi portano alla stessa conclusione: Netanyahu ha condotto Israele verso il disastro del 7 ottobre. Non è idoneo a ricoprire la carica. Non appena si formerà il prossimo governo, istituiremo una commissione d’inchiesta statale che indagherà sul decennio precedente”.
L’ex premier Naftali Bennett accusa senza mezzi termini Netanyahu di “responsabilità personale e diretta che ha portato alla morte di migliaia di israeliani”, sostenendo che “ignorare gli avvertimenti equivale a negligenza criminale”.
Sferzanti le parole del leader dei Democratici, Yair Golan: “Netanyahu è inadatto e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele”.
Dimentica il genocidio del popolo palestinese, per il quale dovrà allestire a breve il processo la Corte Internazionale dell’Aja per i crimini contro l’umanità.
Oppure ha funzionato solo a carico dei leader serbi autori della strage di Srebrenica?
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