IL CAPO NATO CAVO DRAGONE / GUERRA PREVENTIVA CONTRO LA RUSSIA

Il Presidente del Comitato militare della NATO, ammiraglio Giuseppe Dragone, gonfiando il petto annuncia la concreta possibilità di una prossima guerra contro la Russia: non solo in difesa dell’Ucraina ma anche e soprattutto per tutelare la sovranità e l’indipendenza di tutti gli Stati che aderiscono all’Alleanza, in prima fila l’Italia. Potrà trattarsi di una “guerra preventiva”, avverte.

Lo fa dopo un fraterno colloquio che ha appena avuto con il nuovo comandante delle forze armate ucraine, Mykhailo Drapatyi: uno dei quotidiani cambiamenti voluti dallo zar-pupazzo Volodymyr Zelensky, il quale – dal canto suo – ha appena affermato di opporsi con decisione alla richiesta di elezioni voluta dai cittadini e dai partiti di opposizione: “oggi sarebbe uno tsunami”, si trincera il guitto di Kiev.

Ma torniamo alle farneticanti parole, messe nero su bianco con un messaggio postato su X, non da un ubriaco al bar, ma nientemeno che dal numero uno del Comitato militare dell’Alleanza Atlantica.

Mykhailo Drapatyi. Sopra, Giuseppe Cavo Dragone

Sottolinea il Vate atlantico: “Durante la nostra conversazione ho ribadito il continuo impegno militare della Nato mentre l’Ucraina difende coraggiosamente la propria sovranità e dignità territoriale. In Europa e in Nord America gli Alleati stanno aumentando la produzione nel settore della difesa accelerando le consegne e assicurando la disponibilità di equipaggiamenti necessari sia per proteggere i nostri cittadini che per sostenere l’Ucraina”.

Con commozione aggiunge: “Ho visto con i miei occhi il coraggio ucraino: soldati che tengono la linea con straordinario coraggio per difendere le loro case, le loro famiglie e la loro libertà. La loro resilienza ci ricorda ciò che è in gioco: non solo il futuro dell’Ucraina, ma la sicurezza di tutti noi. E’ per questo che il sostegno degli Alleati conta così tanto e sta facendo davvero la differenza”.

Giorni fa era stato ancor più esplicito nell’affrontare il nemico russo e nella chiamata alle armi per una giusta guerra preventiva: proprio come circa un anno fa auspicò la premer Giorgia Meloni, parlando di guerra difensiva ma preventiva, roba da 113, seguendo la linea tracciata dalla presidenze nazi della Commissione UE, Ursula von der Leyen.

Ecco ancora il Dragone Pensiero: “La Russia resta la minaccia più diretta, persistente; il terrorismo, invece, rimane la minaccia asimmetrica per la Nato. Mosca punta a ristabilire sfere d’influenza e a ridisegnare la sicurezza euro-atlantica, dal fianco orientale e Artico, con strumenti convenzionali, cyber e ibridi. La sua economia è ormai tutta orientata alla guerra”.

Continua la profonda analisi dell’Ammiraglio: “Le forze russe si riarmano rapidamente e possono minacciare gli Alleati entro pochi anni: dobbiamo restare vigili, uniti e pronti. Una maggiore spesa militare per tutti i paesi Nato non è un’opzione, ma una necessità. Parliamo di ‘investimenti’ in sicurezza e difesa, non di spesa. E’ la differenza sostanziale”.

Spiega al popolo bue: “Una Difesa forte è come un’assicurazione personale: quando serve, siamo sollevati di averla sostenuta nel tempo”.

Ma eccoci in breve al ‘succo’, illustrando le strategie Nato per una ‘guerra preventiva’.

Un attacco preventivo della Nato potrebbe oggi essere considerato un’azione difensiva”. Più chiari di così, davvero non si può.

Il fiammeggiante Dragone afferma che la Nato sta concretamente valutando un approccio meno reattivo, e invece molto più ‘aggressivo’ e ‘proattivo’.

Mark Rutte

Il Segretario Generale della Nato, l’ectoplasma (però molto pericoloso) Mark Rutte, invita tutti i cittadini europei a prepararsi ad una guerra – così colorisce  – delle dimensioni di quelle affrontate da nonni e bisnonni; chiedendo di assumere la consapevolezza che la sicurezza può richiedere a tutti sacrifici enormi, in vite umane e risorse economiche.

Il premier polacco Donald Tusk dal canto suo afferma che l’Europa non è mai stata così vicina a un conflitto aperto dalla Secondo guerra mondiale.

Il Capo di Stato Maggiore francese, Fabien Mandan, non è meno tetro nelle sue tragiche previsioni: “La Francia deve accettare l’idea di perdere i propri figli e sopportare immensi sacrifici economici”.

Tutti quanti, ovviamente, se ne fregano delle parole pronunciare tante volte, e ripetute poche ore fa, da papa Prevost contro ogni guerra, contro l’industria delle armi, contro chi specula sulle morti & le distruzioni. Tutti sordi…


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