Molti si sono chiesti chi è e chi lo finanzia Vannacci? domanda che ricorre spesso persino nei palazzi romani della politica. È solo un generale dei corpi speciali dell’esercito? Un agente dei servizi segreti? Un infiltrato dell’intelligence americana? Un politico di razza? Un esperto di comunicazione di massa? Oppure è solo un megalomane assetato di potere? In realtà è possibile che sia un concentrato di tutto questo, essendo dotato di un notevole istinto militare, addestrato a sfruttare i momenti favorevoli per affermare le sue idee … giuste o sbagliate che siano. Forse è quest’ultima definizione quella che più si addice al personaggio. Anche se l’ultima sua uscita, quel del filmato in cui si rappresenta come un imperatore romano, può rappresentare la sintesi di tutto quanto si può dire per definire le sue caratteristiche di personalità: ostentazione di forza, esagerata autostima, eccesso nella rappresentazione di sé. Una ricerca sulle anomalie dell’ascesa vannacciana in Italia è stata riportata in una approfondita inchiesta della Silipigni su come funziona davvero il potere in Europa. Inoltre, Wikipedia riporta informazioni che inducono a riflessioni o a farsi domande. Sembra quasi che parli di un libro mai scritto … il tutto sembra una sorta di finanziamento occulto. Ho detto sembra, e, per dirimere qualche residuo dubbio, si possono elencare altre informazioni ricavate dalla rete.
Nel febbraio 2023, quando Roberto Vannacci non era ancora così famoso ed era senza contratti editoriali, perché non ha detto a nessuno che stava scrivendo un libro? In quegli anni era andato a Mosca in missione da addetto militare presso l’ambasciata italiana. Era un militare di cui nessuno sapeva nulla, praticamente invisibile. Eppure qualcuno allora cominciò a modificare la sua pagina Wikipedia. E lo ha fatto sistematicamente con grande perizia e professionalità. Non sono state fatte correzioni casuali, è stato fatto un lavoro metodico che ha riorganizzato la struttura biografica del generale aggiungendo nuove sezioni e ottenendo una standardizzazione dello stile. Si è messo mano a un notevole lavoro di pulizia narrativa.
Qualcuno ha fatto un lavoro per preparare il profilo a una viralità futura. Qualcuno che non ha non ha interagito con la comunità. È apparso, ha modificato ed è scomparso. Sei mesi dopo, nell’agosto 2023, Vannacci autopubblica il suo libro su Amazon. Ora attenzione ai tempi.
- Nel giro delle prime 24 ore si sono registrate oltre 100.000 ricerche su Google.
- Nel giro di una settimana sono state vendute già 93.700 copie.
- Nei tre mesi successivi il libro è diventato un caso editoriale ed ha realizzato mezzo milione di euro lordi.
Una traiettoria così perfetta che sembra strana per un esordente … che non scrive nemmeno bene.
E qui sorge la prima domanda. Come fa un’autopubblicazione su Amazon a raggiungere 100.000 ricerche Google in 24 ore? Può succedere solo se si tratta di un’operazione organizzata. Ma se si cerca di tracciare chi ha coordinato tutta l’operazione si trova il vuoto. Quando si vende mezzo milione di copie di un libro, e poi si fonda un movimento che raccoglie in pochi mesi decine di migliaia di iscritti è legittimo chiedersi chi ha pagato per coordinare tutta questa operazione? Chi ha gestito i social? Chi ha amplificato il messaggio?
Su internet e nelle rassegne stampa si trova il vuoto. Sotto forse c’è un progetto. Ma quando si cerca chi ha coordinato l’ascesa di Vannacci, si trovano tre nomi che rimandano uno all’altro, ma nessuno di questi è il coordinatore vero. E allora se si cerca il denaro, che ha finanziato tutto ciò, lo si trova diviso in quattro serbatoi diversi, ognuno legale, ognuno trasparente come singolo elemento.
Il primo serbatoio di danaro è il libro stesso che ha incassato 860.000 euro lordi, di cui 578.000 sono andati direttamente all’autore. Nel momento in cui il libro ha raggiunto il picco di viralità una settimana dopo il lancio, qualcuno ha fondato un’associazione culturale chiamata “Il mondo al contrario”. Lo stesso nome del libro. Vannacci dirà di non aver autorizzato nulla.
L’associazione è stata fondata da un altro tenente colonnello della Folgore in congedo, un certo Fabio Filomeni. Quindi Vannacci non ha coordinato sé stesso. Esiste una precisa rete dietro al generale. In questo caso si tratta di un uomo con 15 anni di carriera nei reparti speciali, con due master in antiterrorismo internazionale e in security e intelligence. Con una storia professionale con Vannacci che dura da 25 anni. Sono stati assieme in Somalia, Bosnia, Iraq, Yemen. Stessi reparti, stesse missioni, stesse operazioni. Non si tratta di amici, si tratta di due uomini che si conoscono nel solo modo che conoscono due soldati professionisti … con un grande affidamento. Uno stile di lavoro militare applicato a un movimento politico. È questo il modo di operare della Folgore. I soldati ricevono ordini, non spiegazioni.
Poi completata la fase organizzativa compare Massimiliano Simoni. Un consigliere regionale della Toscana, un ex-Lega, anche lui è stato un sottufficiale della Folgore, ma è anche un massone, quindi un uomo capace di aprire anche quella porta.
Nel luglio 2026 il Financial Times ha rivelato che “Il Dipartimento di Stato americano finanzia think tank europei allineati con il network MAGA” e qui compaiono due contenitori organizzati ad hoc:
- Il Centro Studi Rinascimento Nazionale, che potrebbe candidarsi come “think tank di ricerca sulla sovranità nazionale”.
- La Fondazione Generazione Xa, che potrebbe candidarsi come “organizzazione educativa per la formazione dei leader patrioti”.
Entrambe organizzate forse per ricevere quel finanziamento tracciato, legale e pubblico del Dipartimento di Stato americano. E nessuno potrebbe sospettare un collegamento con Vannacci, perché il finanziamento arriverebbe come premio per ricerca accademica, non per attività politica.
Infine Vannacci nel 2019 ha stabilito un forte rapporto anche con l’influente teorico dei MAGA Steve Bannon. Si è sostituito alla Meloni, diventata ormai poco affidabile agli occhi di Trump. Bannon è stato il suo più influente consigliere e riferimento per la costruzione di una grande destra filo trumpiana in Europa, dove aveva lavorato in quegli anni per costruire un movimento conservatore nel quale unire tutti i partiti nazionalisti e populisti in vista delle ultime elezioni europee, quelle del 2019.
Oggi Vannacci dopo aver ampiamente bruciato Salvini guarda alla Meloni e si presenta come un possibile leader dell’intera destra italiana.
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