BILANCIO DEL GOVERNO MELONI / ‘NAPOCALISSE…

Governo Meloni totalmente in crac. ‘Napocalisse, avrebbe commento un tempo il mitico Enrico Montesano.

In questi quasi 4 anni – si è insediato il 22 ottobre 2022 – è riuscito a peggiorare in modo drammatico la situazione del nostro Paese, già disastrosa, sotto il profilo economico e sociale. Ci voleva davvero una gran fantasia per fare ancora peggio e rendere il quadro ancor più sinistro. Ma ci stanno riuscendo in pieno!

 

DALLE ‘ACCISE’ ALLA VERGOGNA PENSIONI

I nostri Eroi Maximi – a livello di ignoranza politica, giuridica e, soprattutto, culturale (emblematico il ministero della Cultura affidato ad un perfetto esperto di ‘subcultura’ come Genny Sangiuliano – hanno stabilito primati da Guinness in senso negativo: radere al suolo l’economia, creare eserciti di occupati precari, massacrare i pensionati, non muovere un dito (anzi) per intervenire sulle macerie della sanità pubblica, tartassare gli italiani di ulteriori balzelli  senza sfiorare di un millimetro i grandi evasori e – tralasciando cento altre iniziative non prese o prese solo ai danni dei cittadini – ciliegina sulla torta l’ultima beffa agostana, il ‘taglio’ delle accise.

Prezzi alle stelle della benzina

Che pur nella sua pochezza, dà perfettamente il segno della più totale INUTILITA’, anzi estrema NEGATIVITA’, di questo esecutivo: che ha pure avuto il coraggio di ‘sfottere’ gli italiani. Un taglio delle accise durato 1 settimana, un microscopico punto percentuale, e ora già perso nel nulla: tanto che i prezzi di gasolio e benzina sono oggi più alti rispetto a 15 giorni fa. Ai confini della realtà.

Un altro esempio per far comprendere a tutti il ‘livello’ (che più infimo non si può) di questo sgoverno di sfascisti inetti e in malafede.

Avrete sicuramente sentito blaterare, almeno un paio di volte in questi 4 anni di sfascio, la nostra Giorgia nazionale d’aver ‘aumentato le pensioni minime’. Una bugia che non sta né in cielo né in terra, una menzogna più grande del Colosseo. Perché le pensioni minime sociali sono rimaste inchiodate a quelle d’un quarto di secolo fa, le stesse decise da Silvio Berlusconi nel lontanissimo 2001 quanto rivendicò: “Le porto a 1 milione!”: di lire, of course, e tali sono rimaste fino ad oggi! I minuscoli, impercettibili aumenti riguardano solo gli annuali scatti Istat, perché nessun governo di centro di destra di centrosinistra da allora ha fatto un cavolo.

Pensionati protestano in piazza

Una delle Vergogne di Stato più luride. Basti pensare a un solo raffronto: quello con la Francia, dove la vita sarà sì appena un po’ più cara, ma dove le pensioni sociali sono attestate ad oltre 1.200 euro, più del doppio!!

 

I ‘NUMERI’ DEL GUARDASIGILLI NORDIO

Altre cifre e altri dati per rendervi plasticamente il segno del totale sfascio politico-istituzionale. Eccoci al pianeta-Giustizia di cui si parla a vanvera ogni giorno (a partire dalla Sicurezza), al quale il Guardasigilli Carlo Nordio ha finito di assestare le ultime picconate, radendolo letteralmente al suolo: motivo per cui siamo il paese in cui la Giustizia è ormai solo un’utopia, calpestata e vilipesa in modo quotidiano (figuriamoci poi fosse passato il Referendum…).

Ecco le parole di ‘O Ministro di via Arenula il giorno del suo insediamento, fine ottobre 2022: “La velocizzazione della giustizia passa per una forte depenalizzazione dei reati”, invitando ad eliminare “questo pregiudizio che la sicurezza e la buona amministrazione siano tutelati dalla legge penale”.

Negli anni successivi Nordio ha più volte criticato la cosiddetta “panpenalizzazione”, ossia la tendenza a ricorrere sempre più spesso al diritto penale per affrontare problemi diversi.

Carlo Nordio

Gennaio 2026, le sue parole: “Non ci accusate di nuovo di panpenalizzazione”.

Ma ci è o ci fa, il Guardasigilli?

Riesce, almeno, a leggere i ‘numeri’ del suo dicastero? O forse non li capisce, pur leggendoli?

Scorriamo l’ultimo report elaborato da ‘Pagella Politica’, un minuzioso screening sull’attività legislativa di questo penoso esecutivo.

Con questo governo – è il titolo del report – il codice penale cambia ogni 2 settimane”.

Da novembre 2022 ad oggi, infatti, sono stati oltre 100 (102 per la precisione) gli interventi ministerial-governativi sugli articoli del codice penale, una cifra mai raggiunta dagli ultimi 4 esecutivi. Per la precisione, in 22 casi introducendo nuove fattispecie di reato, in 76 ampliando la sfera di quelle già esistenti, mentre solo 5 reati sono stati abrogati. E fra questi, in modo davvero criminale, quello fondamentale per arginare la dilagante corruzione, quello sull’abuso d’ufficio, sostituito da un inutile orpello definito come “indebita destinazione di denaro o cose mobili”.

Ma ci vogliono davvero prendere per il culo?

Molti articoli di legge – prosegue la disamina di ‘Pagella Politica’ – sono stati poi ‘ritoccati’ più volte, tanto per creare un sempre maggior clima di nebulosità giudiziaria, caso mai ce ne fosse bisogno.

Ecco alcuni casi esemplari. Il ‘Decreto Sicurezza’ (sic) dell’aprile 2025 è già stato modificato in poco più di un anno la bellezza di 12 volte; quello sul femminicidio, sempre del 2025, ‘appena’ 11 volte; ma il record spetta a quello sulla cybersecurity, cambiato e/integrato addirittura 14 volte.

Proteste contro il Decreto Sicurezza

Così commentano alcuni esperti: “Al contrario di quanto ha proclamato Nordio, la panpenalizzazione è aumenta in modo esponenziale. In sostanza il codice penale non si è per niente ‘ristretto’: in modo opposto, i suoi ampliamenti e modifiche sono stati molti di più rispetto alle restrizioni, abrogazioni e/o semplificazioni. Nordio ha del tutto sbagliato le sue previsioni”.

E tutto questo senza contare gli epici fallimenti di questo governo nero e sfascista sul sempre più incandescente fronte della politica estera: totalmente genuflessa davanti al Padrone Usa e al suo alleato di ferro, Israele, nei cui confronti il nostro esecutivo non si è mai neanche sognato di decidere una sanzione, al contrario delle 23 contro la Russia. Ciliegina sulla torta, giorni fa, il blocco unilaterale degli accordi di Schengen deciso contro l’unico leader europeo con la schiena dritta, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

Evidentemente, sulla scena europea è l’ora di nani (o meglio nane) & ballerine…


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