ITAMAR BEN GVIR: “40 VERMI PALESTNESI DA UCCIDERE OGNI NOTTE”

Uno che non usa giri di parole e sprizza verità (criminale) da tutti i pori, il ministro per la Sicurezza Nazionale di Tel Aviv, Itamar Ben Gvir.

In un podcast di poche ore fa dice testualmente: “Bisogna uccidere 30-40 palestinesi ogni notte. Loro non meritano di vivere, perché non sono persone vere”. Meno che vermi.

Sta tutta qui la ‘filosofia’ morale, politica e militare del governo nazista di Tel Aviv e del suo esercito SS, chiamato IDF.

Nei 10 minuti in perfetto stile horror movie, Ben Gvir ribadisce che bisogna far piazza pulita di tutti i palestinesi rimasti: eliminandoli fisicamente, oppure deportandoli in paesi terzi, fino a che se ne perda ogni traccia. Mesi fa, va detto, proponeva più concretamente di sbatterli nel deserto del Sinai, con meno oneri di trasporto, vista la prossimità territoriale.

Massacri di civili in Palestina

Nel podcast, poi, ovviamente conferma l’obiettivo di ‘colonizzare’ man mano tutta la Cisgiordania, come sta effettivamente succedendo ogni giorno, con i coloni SS che ammazzano e/o cacciano i legittimi abitanti, ossia la monnezza dei palestinesi, in una perfetta operazione di pulizia etnica stile Gestapo.

In sostanza, il ministro per la Sicurezza Nazionale conferma e rilancia i contenuti sia del piano ‘Aurora’ per lo sfollamento forzato dei palestinesi; che il piano ‘Greater Israel’ di espansione in tutto il Medio Oriente.

E attacca a testa bassa, nel podcast, il premier Bibi Netanyahu e lo stesso governo di cui fa parte, sostenendo che “gli attacchi contro i palestinesi sono stati ridotti in modo del tutto ingiustificato”. Per la serie: abbiamo deciso di fare il GENOCIDIO, e allora facciamolo BENE!

Sullo sfondo, il vero scenario è quello delle elezioni politiche che vi avvicinano sempre più: mancano ormai due mesi, essendo previste per fine ottobre.

Sadi Eisenkot

Sono appena iniziate, ore fa, le primarie all’interno del Likud, il partito del premier con una destra ultrasionista che preme e vuole recuperare il vantaggio dissipato negli ultimi mesi. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, è crollato ad appena 21 seggi sui 120 totali della Knesset, superato (con 23 seggi) dal partito ‘Yashar’ guidato da Sadi Eisenkot, in sensibile crescita. Anche gli altri partiti che formano la coalizione di governo arrancano, e messi insieme non arrivano a 50 seggi (48 secondo i sondaggi). Per questo motivo, nel dopo elezioni, potrebbe verificarsi uno scenario paradossale: per governare sarà necessario l’apporto delle due formazioni politiche arabe (o almeno di una delle due): la ‘United Arab List’ guidata da Mansour Abbas, e la ‘Joint List’ capeggiata dal suo nuovo leader Yousef Jabareen.

Una cosa comunque è certa: saranno due mesi a dir poco ‘esplosivi’: per il semplice motivo che Netanyahu non intende presentarsi al voto con le mani vuote, vuol inforcare almeno lo scalpo dei palestinesi, di Hamas, di Hezbollah. All’Iran meglio non pensarci più, vista l’aria che tira….

A questo proposito, sempre poche ore fa ha parlato davanti al Parlamento iraniano il suo Presidente, nonché capo negoziatore con gli Stati Uniti, ossia Mohammad Bagher Ghalibaf. Il quale ha lucidamente radiografato la situazione ad oggi, trumpate a parte…

Ecco le sue parole. “Affermo con tutto il cuore: abbiamo realmente vinto questa guerra, sia sul piano militare che politico”.

Si tratta del fallimento in assoluto più grande e completo per gli Stati Uniti e per il regime sionista”.

Non abbiamo distrutto le forze armate statunitensi, ma intendo dire che gli Usa e Israele ci hanno attaccati il 28 febbraio con 9 obiettivi specifici: non sono riusciti a raggiungere neanche uno, e a nessun livello”.

Mohammad Bagher Ghalibaf

Abbiamo ottenuto una grossa vittoria anche in campo diplomatico; l’accordo raggiunto due mesi fa (il Memorandum d’intesa, ndr) rappresenta un motivo di orgoglio e una vittoria sul campo”. Quel Memorandum di due mesi fa esatti, che sanciva l’effettiva vittoria di Teheran su Washington.

Prosegue l’intervento di Ghalibaf: “La forza del nostro Paese risiede nei suoi 90 milioni di cittadini che hanno sostenuto pienamente l’Iran e difeso con grande orgoglio il proprio Paese e la propria rivoluzione”.

Intanto l’Imperatore del suo Mondo, Donald Trump, continua a dare i numeri. Adesso minaccia di radere al suolo l’Oman, reo di aver raggiunto intese con l’Iran sul fronte dello stretto di Hormuz: “li bombarderò a morte”, proclama il Tycoon. Il quale smentisce ogni voce – e anche quella del suo Segretario alla Guerra, Pete Hegseth – sulla scarsezza di missili & munizioni. In una fresca intervista a Fox News proclama: “Abbiamo moltissime armi a livello medio”, e “le munizioni usate fino ad oggi sono solo noccioline”. Da 113…


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