GRUPPO MARCUCCI / LA STAR KEDRION VOLA. MA IN PASSATO…

Dal ghiotto quasi monopolio nella produzione e commercializzazione dei preziosi emoderivati durante gli anni ’70 e ’80, fino – oggi – alle nuove terapie sul fronte delle malattie rare e alla produzione di immunoglobuline.

E’ in estrema sintesi il lungo, fortunato percorso del Gruppo Marcucci, salde radici toscane ma ormai acquartierato in mezzo mondo e ora con un super progetto in cantiere made in KEDRION, la corazzata di famiglia a partire dal 2001. Si tratta del ‘Bolognana X3 Expansion Program’ che si pone subito un ambizioso obiettivo: triplicare di netto la produzione di plasma lavorato passando da 1,1 a 3 milioni di litri all’anno, per far fronte alla crescente domanda di immunoglobulina a livello internazionale.

Andrea Marcucci. Sopra, Paolo Marcucci presenta il Bolognana X3 Expansion Program

Un lunghissimo percorso, però, non privo di ‘incidenti’. Ci riferiamo alla tragica storia del sangue infetto che ha causato 5.000 vittime ufficiali, ma in realtà molte di più: un esercito di persone e di familiari che non hanno mai trovato giustizia (solo sporadici risarcimenti dei danni da parte dello Stato), morti la cui memoria è stata letteralmente calpestata, anzi totalmente dimenticata.

Tra i responsabili di quella carneficina anche le aziende che popolavano il gruppo Marcucci in quegli anni, come AIMA e FARMA BIAGINI, guidate all’epoca con pugno fermo dal padre-padrone, Guelfo Marcucci. Imputato, con altri vertici del gruppo ed il dirigente maximo della Sanità ministeriale, Duilio Poggiolini, nell’interminabile processo cominciato a Trento nel 1999 e finito esattamente dopo 20 anni a Napoli, il cui tribunale ha sentenziato che “il fatto non sussiste”. Per la serie: con ogni probabilità si è trattato di un deliberato suicidio di massa! Ai confini della realtà…

 

LA ‘PLASMA VALLEY’ GRIFFATA KEDRION

Ma partiamo dalle festanti news di casa Marcucci e della corazzata Kedrion, sul cui ponte di comando siedono i due fratelli: Paolo, da sempre in aziende ad impugnare il timone ereditato dal padre, e Andrea, che per un lungo periodo si è tuffato in politica, prima sotto le super protettive ali del ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, e poi tra le sempre accoglienti braccia del PD, a lungo capogruppo del partito in Senato.  

Il maxi progetto della Bolognana, in provincia di Lucca, a pochi chilometri dal quartier generale della dinasty a Castelvecchio Pascoli, prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento dedicato al frazionamento del plasma: subito stanziati 120 milioni di euro, ed un’altra trentina per migliorare l’efficienza produttiva.

Adolfo Urso

Non può mancare, of course, il solito aiutino statale, 14 milioni di euro erogati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato dall’FdI Adolfo Urso. In particolare, i fondi arrivano dopo la stipula di un ‘Contratto di Sviluppo’ finalizzato all’ampliamento della ricerca, soprattutto sul fronte della malattie rare e ultra-rare.

Osserva il vice ministro alle Imprese e al Made in Italy, Valentino Valentini: “Triplicare la capacità produttiva di Bolognana significa rafforzare la posizione di un’azienda italiana che ha radicamento territoriale e capacità di competere globalmente. E quindi significa rafforzare la posizione dell’Italia stessa nella catena del valore globale delle terapie plasmaderivate, un segmento ad altissimo contenuto scientifico e fortemente strategico per la sicurezza sanitaria mondiale”.

Del resto Kedrion ha sempre avuto un ottimo rapporto con le nostre casse pubbliche. Ne è una palese dimostrazione, nel 2012, l’ingresso a vele spiegate nel capitale della sempre generosa ‘Cassa Depositi e Prestiti’ (CDP) che, attraverso ‘CDP EQUITY’,  puntò 100 milioni di euro tondi tondi su Kedrion. Sette anni dopo, nel 2019, è la volta di FSI – un altro ‘ramo’ di CDP Equity – che sceglie il cavallo sempre vincente e addirittura acquista una bella fetta del 20 per cento del suo capitale azionario.

Per continuare il balletto societario, nel 2022 l’ingresso di due assi da novanta: il fondo PIF degli Emirati Arabi Uniti e il fondo londinese di private equityPERMIRA’, affiancato dai coinvestitori ‘Adia’ e ‘Appersand Capital Partners’. Un vero anno col botto, i cui effetti si vedono subito negli anni seguenti  culminanti con il super risultato del 2025, che chiude con una crescita del cosiddetto ‘EBITDA rettificato’ pari ad oltre il 22 per cento. Un vera cavalcata vincente.

La sede britannica di Permira

Che oggi celebra i suoi fasti con il progetto X3 alla Bolognana.

Così decantato dal Chief Operating Officer di casa Kedrion, Massimiliano Barberis: “Nel polo produttivo di Bolognana sono già impiegate 700 persone. L’investimento porterà ad un incremento occupazionale di circa 300 nuovi posti di lavoro, rafforzando ulteriormente la presenza di Kedrion sul territorio lucchese , dove l’Azienda è stata fondata e opera da decenni. Dal punto di vista industriale, il nuovo building unirà automazione avanzata, sistemi digitali di monitoraggio e processi innovativi con l’obiettivo di migliorare efficacia, qualità e controllo lungo tutta la filiera produttiva”.

Prosegue l’autocelebrazione del chief: “Sul fronte della sostenibilità, il programma è integrato nella strategia di decarbonizzazione del Gruppo, con soluzioni di recupero energetico, ottimizzazione dei consumi idrici e tecnologie innovative con la produzione ‘a freddo’; di Water for Jniection per ridurre l’impatto ambientale complessivo. Il cronoprogramma dell’investimento prevede l’approvazione da parte della ‘Food and Drug Administration’ (FDA) nel 2028, con il pieno regime previsto entro il 2031”.

Tutti tranquilli, allora, se c’è l’OK nientemeno che della FDA: la quale però – va rammentato – ha chiuso non uno, ma tutti e due gli occhi sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti Covid a mRNA come i primatisti griffati Pfizer e Moderna, vista la valanga di effetti avversi (gravi, gravissimi o mortali) provocati.

Passiamo ad un altro autoelogio, quello dell’amministratore delegato del Gruppo, Ugo Di Francesco: “Vogliamo essere i migliori nell’offerta delle migliori cure al paziente. Quindi Bolognana X3 rappresenta un passo decisivo per rispondere in modo efficace alla crescente domanda globale di immunoglobuline. Il nostro è un investimento strategico che consolida il ruolo di Kedrion tra i player principali del settore e valorizza la nostra specificità di azienda biofarmaceutica fortemente focalizzata sul fornire soluzioni terapeutiche per chi convive con una malattia rara o ultra-rara. Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto che proietta l’azienda nel futuro, associando nel lungo periodo la sostenibilità industriale in Italia e l’impegno nei confronti dei pazienti di tutto il mondo”.  Grandioso.

Lo champagne non può che essere stappato dallo storico numero uno di Kedrion, Paolo Marcucci: “ Kedrion è oggi una grande azienda internazionale che non rinuncia alle sue radici italiane. Questo progetto di espansione industriale rappresenta il segno tangibile di un percorso che contribuirà alla crescita e fungerà da volano per lo sviluppo dei nostri territori e della comunità locale”. Volare basso per poter volare sempre più alto…

Qualche parola in più sul fondo PERMIRA. Nasce nel 1985 la società londinese di private equity, riconducibile alla ‘madre’, ossia Permira Holdings Limited, sede legale a Saint Peter Post, nel Baliato di Guernsey. Guernsey è la seconda isola più grande delle ‘Isole del Canale’, 43 chilometri ad ovest delle penisola di Cotentin, in Normandia. Storicamente, Victor Hugo venne all’epoca esiliato a Saint Peter Post.

Sotto l’ombrello di Permira si sono ‘sviluppate’ circa 300 società, soprattutto del settore tecnologico e più della metà sono europee. In Italia fanno capolino, oltre a Kedrion, ‘Golden Goose’ e ‘La Piadineria’.

 

LA STRAGE DEL SAGUE INFETTO

Abbiamo appena fatto cenno ai trascorsi delle società del Gruppo Marcucci dagli anni ’70 fino ai ’90, ossia in era pre-Kedrion.

La Voce pubblicò nel 1976 un ‘mitico’, breve pezzo in cui si raccontava delle grosse performance delle società griffate Marcucci nella raccolta del sangue, da cui poi trarre i famosi emoderivati. E scrivemmo di grosse campagne organizzate dal patriarca Guelfo Marcucci nientemeno che nell’ex Congo Belga.

La copertina del libro Sua Sanità

Circostanza che abbiamo poi ribadito nel libro ‘SUA SANITA’’ dedicato a Francesco De Lorenzo, storico grande amico della famiglia: prima Guelfo e poi Andrea, che allevò con gran cura alla scuderia dell’allora Partito Liberale Italiano, facendolo eleggere: e Andrea fu il più giovane parlamentare italiano!

E a fine anni ‘80 Guelfo mise a segno un colpo da novanta, acquisendo dalle ceneri di ENIMONT la perla farmaceutica SCLAVO e due piccole ma poi fortunate sigle: AIMA Plasma di Rieti e la pisana FARMA BIAGINI.

A far parte del Consiglio d’Amministrazione della prima Super Guelfo pensò bene di chiamare l’avvocato Renato De Lorenzo, fratello di SUA SANITA’.

E furono anni di vacche grasse, soprattutto gli ’80 e i ‘90, con il maxi business degli emoderivati ad arricchire le casse delle società. Anche se poi gli emoderivati, insieme ad altri prodotti dai ‘concorrenti’ esteri, potrebbero aver concorso – secondo le accuse che erano state formulate dalla procura –  a provocare la morte di almeno 5 mila italiani (ma la cifra è per gran difetto, come dicevamo all’inizio).

Tutti assolti gli imputati più o meno eccellenti sfilati davanti al Tribunale di Napoli, dopo un percorso processuale ultraventennale. A distanza di tanti anni, infatti, le ‘perizie’ (sic) non sono riuscite a stabilire il famigerato rapporto ‘causa-effetto’, perché ovviamente nelle vecchissime cartelle cliniche d’una decina di parti lese che hanno denunciato le aziende le gruppo Marcucci per la somministrazione di quegli emoderivati killer non c’era più traccia di chi avesse fornito quel prodotto assassino, appunto. 

Francesco De Lorenzo

Felici e contenti, immacolati come gigli candidi tutti gli imputati. Guelfo era appena passato a miglior vita, Poggiolini ormai agli sgoccioli: ma soprattutto mai sfiorato per un istante dalle inchieste e dai processi SUA SANITA’ De Lorenzo, il grande amico (e anche socio, via fratello) della dinasty.

Una vera bolla di sapone. Per la serie, ‘abbiamo scherzato’

E pensare che in Francia, per la strage del sangue infetto, cadde all’epoca il governo Juppè e venne istituita una apposita Commissione parlamentare d’inchiesta.

La ‘Voce’ ha seguito passo passo, nel corso degli anni, le incredibili tappe della story. Per un semplice motivo: onorare, rispettare e tramandare la MEMORIA di quelle vittime innocenti che non hanno mai avuto un briciolo di GIUSTIZIA. A ulteriore riprova che nel nostro paese, ormai, la GIUSTIZIA è stata ed è calpestata ogni giorno.

Siamo stati querelati da KEDRION (che non abbiamo mai tirato in ballo per la strage del sangue infetto) e dai fratelli Marcucci, Andrea, Paolo e Marialina, ugualmente ma tirati in ballo perché all’epoca avevano i calzoncini corti o la gonnellina.

Ma siamo stati condannati per lesa maestà.

Ai confini della realtà.

Ecco il link di un paio di inchieste che riportano alla mente i fatti.

E’ del 23 gennaio 2022

GRUPPO MARCUCCI / SCATTA L’OPERAZIONE ‘PERMIRA’. COSA C’E’ DENTRO?

 

E’ poi del 6 dicembre 2022

GRUPPO MARCUCCI / LA BUFALA DEI COLOSSALI DANNI ECONOMICI PATITI DA ‘KEDRION’ PER 4 ARTICOLI DELLA ‘VOCE’


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