GROENLANDIA / TRUMP VUOL SUBITO ESTRARRE PETROLIO. SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE!

Una novità ghiacciata per rinfrescarsi un po’.

Dopo qualche mese dove è stato impegnato in altre, più impegnative questioni militari, il Nuovo Imperatore del Mondo, Donald Trump, torna a tuffarsi – forse per una rinfrescatina anche lui – nelle acque artiche. E a progettare la graduale conquista della Groenlandia.

Non solo strategica per ragioni geopolitiche, definita addirittura ‘vitale’ dal Tycoon, ma adesso per motivi economici più stringenti, ossia petroliferi.

Stanno procedendo infatti a ritmo serrato i maxi progetti di esplorazione ed estrazione di due pozzi, nella regione di Jameson Land, da parte della texana ‘Greenland Energy’, una new entry nel settore e già in rampa di lancio. Addirittura si prevedono grosse estrazioni di greggio tra meno di un anno, entro il 2027!

E tutto senza aver ottenuto alcuna autorizzazione dal governo della Groenlandia.

Ai confini della realtà.

 

SBARCHI ILLEGALI IN GROENLANDIA

Partiamo dalle news, che fanno venire i brividi: non per il freddo, ma per i possibili contraccolpi militari che rischiano di innescare, tra i ghiacci, l’ennesima polveriera.

L’area di Jameson Land, in Groenlandia

Sono già arrivati grossi impianti & attrezzature inviate dalla società nell’area interessata. Ed è previsto che un maxi carico salpi tra un mese esatto, il 12 settembre dal Canada, sempre diretto verso la meta dei desideri a stelle & strisce.

E’ partita la diffida delle autorità groenlandesi. Pochi giorni fa, infatti, hanno denunciato “lo sbarco illegale di materiali e attrezzature” destinate alla prossime perforazioni, aggiungendo, in modo significativo, che “fino ad oggi non è stata concessa alcuna autorizzazione”. E ancora: “Tutte le future questioni logistiche devono essere comunicate e proposte all’autorità per le risorse minerarie, prima che vengano effettuate”.

C’è da superare un grosso scoglio, a parte la questione che l’AREA E’ PROTETTA dalla Convezione di Ramsar del 1971 che tutale le zone umide. Da sei anni infatti (per la precisione de inizio 2021) la Groenlandia da deciso di bloccare – soprattutto per motivi ambientali – ogni operazione di carattere estrattivo. L’unico permesso, la sola ‘licenza’ ancora in vigore è a favore della britannica ’80 MILE’. E proprio per questo Greenland Energy nei mesi scorsi ha deciso di entrare nel suo azionariato, acquisendo una partecipazione di maggioranza nel progetto già esistente. Una sorta di Cavallo di Troia, quindi, molto comodo, secondo i vertici di Greenland Energy, per permettersi le operazioni più acrobatiche. Alla faccia di leggi, permessi & autorizzazioni!

 

UN BOTTINO DA 1000 MILARDI DI DOLLARI…

Dà già i numeri uno dei più accesi fautori dell’Operazione, il governatore delle Louisiana Jeff Landry, inviato speciale del Tycoon per la Groenlandia: “Quel territorio – assicura gonfiando il petto – potrà produrre petrolio già entro il 2027”.

E lo fa sull’onda dell’entusiasmo dei vertici di Greenland Energy: i quali stanno seriamente pensando di iniziare la perforazione del primo pozzo per il prossimo ottobre.

Jeff Landry

Si fanno forti, lorsignori, di una richiesta di autorizzazione appena inviata all’Autorità governativa di regolamentazione e supervisione delle attività estrattive nel Paese. Appena inviata: quindi certo non presa in alcuna considerazione, fino a questo momento. Eppure i vertici societari Usa danno tutto per scontato, tanto da aver già spedito nell’area – in modo del tutto abusivo, illegale e illegittimo – i primi macchinari per le perforazioni e sono in procinto di confezione il carico che partirà a settembre!

Il piatto, certo, è molto ghiotto. Secondo le previsioni made in Greenland Energy, i due giacimenti custodiscono, nel loro ventre ghiacciato, riserve petrolifere quantificabili in un valore da non meno di 1.000 (mille) miliardi di dollari. Un bottino da Guinness dei primati!

E per questo la società texana, appena nata, ha subito deciso di investire 60 milioni di dollari per allestire le fasi iniziali finalizzate alla perforazione  due miracolosi pozzi.

Che fa gola agli straricchi azionisti della società, sbocciata appena un anno fa e al preciso scopo di dar l’assalto ai tesori groenlandesi.

Eccoli, in rapida carrellata.

In pole position il presidente del Consiglio di Amministrazione, LARRY SWEETTS Jr, grande amico di ‘The Donald’.

Il socio di maggior peso è ‘MARCH GL Company’, a bordo 20 milioni in azioni ordinarie, titolare dei programmi di estrazione.

Ecco poi il miliardario di Wall Street, KENNETH GRIFFIN, una tra i più grossi ‘donatori’ del partito repubblicano, ha il mano il 9 per cento delle azioni.

Larry Sweetts Jr.

Fa parte del CdA e possiede circa il 5 per cento di quote CAROL CRAIG una veterana della US Navy e protagonista, all’epoca, del progetto ‘Golden Dome’, il piano di difesa missilistica voluto da Trump. Quindi una fedelissima del Tycoon.

Infine GREENLAND EXPLORATION Ltd, titolare dei vecchi diritti estrattivi a Jameson Land. Possiede 1 milione e mezzo di azioni ordinarie della nuova società.

Ciliegina sulla torta. Per curare immagine e public relations, la società texana ha ingaggiato Phil McGrow, alias Dr. Phil, ex conduttore tivvù di forte orientamento conservatore che ha fatto parte della Commissione per la libertà religiosa voluta da Trump. E McGrow è già stato incaricato di allestire una serie di documentari per “raccontare la missione di questi moderni cercatori dell’oro”…


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