PETER THIEL, il fondatore del colosso di Big Tech PALANTIR, sta per essere incoronato re della Patagonia dal suo nuovo grande ‘amico’ e soprattutto neo socio in affari, il presidente motosega dell’Argentina JAVIER MILEI.
Una dirty story ai confini della realtà che cerchiamo di raccontarvi per sommi capi.
Primo a lanciare l’allarme sul futuro della Patagonia è il quotidiano catalano ‘La Vanguardia’, che sottolinea subito un dettaglio: l’arcimiliardario ha appena trasferito il suo domicilio in Argentina; e proprio in uno dei quartieri più lussuosi di Buenos Aires ha comprato una villa da mille e una notte.
Chiaro l’obiettivo: trasformare la Patagonia (che – non dimentichiamolo – rappresenta un 1/3 di tutta l’Argentina) in un super polo tecnologico, disseminandola di una sfilza di data center griffati PALANTIR TECHNOLOGIES, la corazzata del gruppo.
Può contare, il re di Big Tech, su due fattori determinanti.
Uno climatico-ambientale: perché tutta l’immensa area è ricca di corsi d’acqua, di risorse idriche a non finire; e le temperature sempre fresche, grazie al benefico effetto della lussureggiante vegetazione, sono ideali per la refrigerazione naturale dei mega server dei data center. Ed il geniale Thiel ne ha pensata un’altra: usando la tecnica del ‘fracking’, riesce a catturare il gas in eccesso per generare elettricità immediata per i suoi preziosissima data center.
L’altro politico. Perché sono le condizioni di totale deregulation ad ingolosirlo. Motosega Milei, infatti, ha deciso di dare carta bianca, bypassando ogni legge e regola fino ad oggi esistente, ai boss di Big Tech che intendono investire in Argentina, anche a costo di massacrare l’ambiente. E addirittura svendendo (o dando in uso a prezzo di super saldi) intere fette del territorio argentino!
Nelle ultime settimane mister Thiel ha incontrato i più alti vertici del governo argentino; tra cui, ad esempio, Santiago Caputo, che guida la Segreteria di Stato per l’Intelligence (SIDE).
Proprio in questa direzione sono finalizzati due recenti provvedimenti targati Milei.
Il primo – battezzato ‘Super Riyi’ – è finalizzato ad attrarre in tutti i modi capitali stranieri, offrendo, soprattutto alle aziende ‘tecnologiche’, un accesso super agevolato alle tante risorse naturali (e cruciali) che offre il territorio argentino, energia a go go e infrastrutture aziendali.
Il secondo si sostanzia nella fresca ‘Legge sull’inviolabilità della proprietà privata’ che prevede, tra le altre cose, la totale apertura e libertà crescente per i cittadini e soprattutto per gli stranieri di acquistare a mani basse terre sul suolo argentino.
Ne abbiamo scritto giorni fa, nel pezzo pubblicato il 16 luglio scorso
ARGENTINA / JAVIER MILEI VENDE TERRE & MASSACRA L’AMBIENTE
Altro progetto partorito dalla vulcanica (e non poco distruttiva, quindi) mente di mister Thiel, è quello di finanziare con il suo ‘FUNDER’S FUND’ il progetto ‘Vaca Muerta’, non proprio allegro nella sua denominazione (Vacca Morta), ma a parere dei suoi esperti di ampie prospettive future. Perché lo sfruttamento del giacimento argentino di Vaca Muerta promette estrazione di risorse rare e preziose a non finire…
Non è finita qui. Perché adesso passiamo alla ciliegina (anzi, ciliegiona) sulla torta. Il progetto – non poco distopico – di creare in Patagonia la ‘CITTA’ SENZA STATO’, sul modello di Prospera, in Honduras. In soldoni, di tratta di una zona super-franca, ossia di una zona economica speciale esente dalle normali regolamentazioni, in cui – di fatto – agli investitori viene concessa (anzi, regalata) la più ampia facoltà di dettare leggi, norme & regole. Vere e proprie enclave dove il diritto che tutti conosciamo è totalmente cancellato; la democrazia una parola che non esiste più. Esiste, invece, solo il potere del Dio Denaro.
In questo modo – secondo non pochi addetti ai lavori – la Patagonia si può presto trasformare nel più grosso esperimento politico del nuovo TECNO-CAPITALE.
Non dimentichiamo che Thiel – il quale ha fondato Palantir con Alex Karp, un altro che spesso è volentieri dà i numeri – ha potuto godere di un amplissimo appoggio finanziario e logistico, per il decollo della creatura Palantir, dalla CIA, alla quale ha poi fornito nel corso degli anni tutti i servizi basati sull’Intelligenza artificiale a scopi militari, dalla sorveglianza, al monitoraggio all’identificazione delle persone. Stessi servigi che ha poi tranquillamente fornito alla milizia Usa ICE (che si è esibita nella performance di Minneapolis) e soprattutto al MOSSAD: il GENOCIDIO del popolo palestinese da parte del governo nazi di Tel Aviv e dall’esercito killer IDF, infatti, è stato agevolato dalle performance altamente tecnologiche di Palantir. In concreto, migliaia e migliaia di palestinesi sono stati tracciati, monitorati e individuati (poi uccisi da IDF) proprio grazie a Palantir.
Sulle conquista della Patagonia, vi consigliamo la lettura di un libro, ‘Suicidi in capo al mondo’ firmato dalla giornalista argentina Leila Guerriero.
Per ritrovare i pezzi messi in rete dalla Voce, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare PALANTIR, PETER THIEL JAVIER MILEI.
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