Nonostante tregue formali e cessate il fuoco di rito, proseguono i massacri & i rastrellamenti decisi dal governo nazista di Tel Aviv.
Che non perde certo di vista lo scenario iraniano, continuando a martellare Donald Trump affinché intensifichi i suoi attacchi contro Teheran.
Sul fronte ‘regionale’, ora, le attenzioni si concentrano sulla Cisgiordania, la cui occupazione illegale, attraverso l’insediamento altrettanto illegale di coloni israeliani, ormai supera il 40 per cento del territorio.
Nelle ultime ore l’epicentro delle operazioni criminali dell’esercito di Tel Aviv, IDF, si sono concentrate sul villaggio di Tell, a sud ovest di Nablus. Lo stesso Jerusalem Post ammette che negli scontri sono morti 2 soldati israeliani e 4 cittadini palestinesi, più 4 feriti palestinesi di cui 3 in gravissime condizioni.
Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia l’inizio dell’ennesima “operazione su vasta scala” in tutti i villaggi della zona.
Nella notte tra venerdì e sabato, poi, le milizie IDF hanno condotto raid a Tubas, nel campo profughi di al-Far’a, e di nuovo a Tell, perquisendo tutte le abitazioni dei familiari delle vittime palestinesi. Non basta: perché hanno fatto anche irruzione nell’ospedale di Nablus, ritenuto da sempre un covo di Hamas…
In sostanza, l’esecutivo nazista di Tel Aviv intende accelerare la creazione di nuovi ‘avamposti’-fattoria’ in tutta l’area e procedere alla legalizzazione (sic) di quelli già esistenti: pari pari lo schema di ‘colonizzazione punitiva’ documentato nel rapporto ‘Annus Mirabilis’ elaborato da Peace Now, secondo cui il governo israeliano sta portando a termine l’annessione de facto della Cisgiordania, fino ad oggi attuata attraverso la realizzazione illegale di oltre 40 mila abitazioni.
Sentiamo le ultime farneticazioni dell’ultrasionista ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich: “I villaggi di Tell, Iraq Burin e Bait Furik devono somigliare esattamente ai campi profughi di Nablus e Tulkarem”. Un riferimento esplicito alla famigerata operazione ‘Iron Wall’ del 2025 che – secondo Human Rights – ha configurato “crimini di guerra, crimini contro l’umanità e pulizia etnica”. Un bel tris, non c’è che dire…
Secondo l’altro ultrasionista, il ministro della Sicurezza Interna Itamar Ben Gvir, “per ogni ebreo assassinato, il nemico deve subire la perdita di uomini, terre e case”.
Eccoci alle fresche parole del premier, il boia Bibi Netanyahu, che se mette piede a New York verrà arrestato per i suoi crimini, come ha promesso il sindaco Zohran Mamdani: “Agiremo con fermezza contro i terroristi e i loro mandanti e non permetteremo che in Giudea e in Samaria il terrorismo rialzi la testa”. Succinto e compendioso.
L’Autorità nazionale palestinese condanna con vigore quelli che definisce “massacri” (dall’inizio dell’anno i palestinesi uccisi in Cisgiordania sono una novantina) e punta l’indice contro “il terrorismo dei coloni”, denunciando attacchi multipli nei villaggi di Urif, Surra, Imatin, Far’ata, Umriba e Mazafar Yatta.
Otto paesi a maggioranza musulmana – tra cui anche alcuni alleati storici di Washington – hanno appena diramato una dichiarazione congiunta in cui vengono condannate “nei termini più forti le decisioni e le misure israeliane illegali volte a imporre una sovranità israeliana illecita” e “l’accelerazione dei tentativi di annessione illegale dell’intero territorio” della Cisgiordania.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani ‘Yesh Din’ esorta la comunità internazionale ad “agire con fermezza per fermare i pogrom contro i palestinesi”.
Ma i vertici dell’Unione Europea, come al solito, sono zitti e muti: quindi complici del genocidio e di tutte le altre operazioni criminali che il governo di Tel Aviv sta portando avanti. Del resto la UE, mentre ha adottato fino ad oggi ben 21 sanzioni contro la Russia, non ne ha messa in campo neanche mezza contro Israele.
Incredibile ma vero.
Nessuna parola neanche dalle ormai totalmente inutili Nazioni Unite: dove Donald Trump ci può ben piazzare il suo Maggiordomo Gianni Infantino, il presidente della FIFA che abbiamo appena visto più volte genuflettersi davanti al Tycoon durante i Mondiali di calcio.
Può dormine per ora sonni tranquilli Adolf Bibi Netanyahu: gode dell’impunità più assoluta. Attento però al voto politico di novembre: se perde, ricominciano i maxi processi a suo carico – fino ad oggi sospesi per la ‘emergenza nazionale’ – e rischia la galera (Corte Penale Internazionale a parte): il posto certo più adatto e giusto per trascorrere i suoi ultimi anni.
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