Ad inizio 2021 e sotto l’amministrazione Biden, l’FBI è pesantemente intervenuto affinché il ricercatore Peter Daszak, legato a doppio filo con il super virologo Anthony Fauci, NON venisse interrogato sulle vere origini della pandemia da Coronavirus e sulle sue più che controverse collaborazioni con l’Istituto di Virologia a Wuhan.
Lo denuncia, allegando una gran mole di documenti, il senatore americano Ron Paul, una autentica mosca bianca al Congresso Usa, già protagonista di non poche battaglie sul fronte della trasparenza. Tre anni fa non ebbe remore nel dichiarare che “Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia”.
Accusa che la Voce sostiene fin da quella ‘fuga’ del virus dal laboratorio di Wuhan, dove era stato con cura ‘allevato’ artificialmente, potendo contare sulle ricerche più che border line (e per questo vietate negli Usa) sul ‘gain of function’, che consente il passaggio dall’animale all’uomo.
Partiamo dalle news.
Presidente della Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari governativi, Paul ha appena reso noto che i documenti raccolti dettagliando in modo minuzioso come il National Targeting Center dell’US Customers and Border Protection (CBP) abbia all’epoca identificato Peter Daszak come “persona di estremo interesse” e intendesse interrogarlo a febbraio 2021 sulle sue “attività in Cina e i suoi contatti con il WIV (Istituto Virologia Wuhan, ndr)”, e se avesse raccolto o trasportato campioni biologici”.
Ma tre giorni prima dell’arrivo dalla Cina di Daszak all’aeroporto John F. Kennedy, il CBP ha ricevuto una precisa richiesta dall’ufficio FBI di New York di “non fermare il soggetto”, come si legge esplicitamente nella nota diramata dal sentore Paul. “L’interrogatorio – precisa – non ha mai avuto luogo”.
Di recente è uscito un libro, ‘The Truth about Wuhan’, firmato nientemeno che da Andrew Huff, vice presidente di Eco Health Alliance (EHA), la società fondata da Daszak e protagonista nel maxi business made in Wuhan, costato la salute e la vita a centinaia di migliaia di persone. La grossa novità che emerge nel volume sono gli stretti legami che EHA ha avuto con la CIA. Così scrive l’autore: “Il dottor Peter Daszak, presidente di EHA, stava lavorando con la CIA. L’agente biologico comunemente noto come Covid-19 era in fase di sviluppo presso EHA fin dal 2012”. Robe da non poco!
Soprattutto se si pensa che EHA ha ricevuto ingenti finanziamenti, per le sue ricerche praticamente illegali, addirittura dal Dipartimento della Difesa (ora ribattezzato da Trump ‘Dipartimento per la Guerra’) Usa durante l’amministrazione Biden: l’ultima tranche da 3 milioni di dollari, non proprio noccioline!
Tutto sotto l’occhio vigile e attento del super supervisore, doctor Fauci, fiore all’occhiello della sanità a stelle e strisce sotto ben 7 presidenti Usa, e stimatissimo da Joe Biden. Che prima di lasciare la Casa Bianca concesse – in modo del tutto anomalo, illegittimo e anticostituzionale – una ‘grazia preventiva’ (mai sentito al mondo) a due persone che gli stavano particolarmente a cuore: il figlio Hunter, che ne ha combinate in tutti i colori in Ucraina e in Cina; e proprio Fauci. Una sorta di scudo penale protettivo!
Fauci, all’epoca, ha fatto transitare miliardi di dollari ‘suo’ (lo ha guidato per un ventennio) ‘National Institute for Allergy and Infectiouse Deseases’ (NIAID) nelle casse di EHA, che poi li ha utilizzati per le ricerche sul famigerato ‘gain of function’ svolte negli altrettanto famigerati laboratori di Wuhan.
Ora il senatore Paul chiede con forza che quello scudo protettivo venga rimosso, e che l’autorità penale e il Dipartimento di Giustizia possano finalmente accertare le gigantesche responsabilità a carico di Fauci: il gran regista di tutte le dirty operations made in Wuhan.
E Fauci dovrebbe rispondere di tutte le colossali menzogne raccontate nel corso delle testimonianze rese davanti ad una Sottocommissione speciale sul Covid del Congresso Usa.
Alla fine dei lavori, nel 2024, la Sottocommissione ha elaborato un ponderoso testo in cui le responsabilità di Fauci emergono in modo che più evidente non si può.
Cosa si aspetta ancora? Una nuova pandemia? Un’altra ‘scientifica’ fuga di un virus letale prodotto in un laboratorio, caso mai ucraino stavolta?
Perché – se lo ricordate – la Voce ha pubblicato una serie di reportage sui biolaboratori, oltre una cinquantina, creati dagli Usa proprio in Ucraina. Due i protagonisti del business sempre giocato sulla pelle dei cittadini, costretti a far da cavie. Stiamo parlando del solito Hunter Biden, il quale all’epoca venne eletto addirittura nel CdA di Burisma, il colosso energetico di Kiev; e di Victoria Nuland, alias la ‘zarina’, per anni numero due al Dipartimento di Stato Usa e protagonista occulta del golpe bianco di piazza Maidan nel 2014. Davvero per tutti i gusti!
Come detto la Voce ha scritto molto su questi temi. Per ritrovare reportage e inchieste, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare ANTHONY FAUCI, PETER DASZAK, oppure HUNTER BIDEN e VICTORIA NULAND.
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