GIALLO EPSTEIN / MORTI SOSPETTE & TRAME BOLLENTI

Ennesima morte più che ‘sospetta’ nel caso Epstein.

La procura francese di Nanterre, infatti, ha appena annunciato il ritrovamento del cadavere del 69enne Daniel Siad, legatissimo a Jeffrey Epstein per oltre un decennio d’oro, nel quale si è attivato per reclutare minorenni nel settore della moda e smistarle al super trafficante e procacciatore di baby girls ai vip di mezzo mondo. Una dirty story – quella di Epstein – che ha svelato il suo vero volto, anche come spia ad alto livello internazionale, soprattutto per il Mossad, ma non solo: circostanza che con ogni probabilità gli è costata la vita.

Daniel Siad. Sopra, Epstein

Visto che non si è certo ‘suicidato’ nel carcere di massima sicurezza di New York nel quale era stato rinchiuso nel 2019, ma “è stato suicidato”, come è emerso mesi fa in modo clamoroso: ma fino ad oggi la ‘giustizia’ ufficiale a stelle e strisce non ha ancora accertato niente. Ecco un significativo pezzo della Voce, messo in rete il 15 febbraio 2026

BOMBA EPSTEIN / IL CASO VA RIAPERTO: FU “SUICIDATO”. ANZI, STRANGOLATO

 

Ma toniamo alla morte dell’amico Siad. Di origini algerine e con doppio passaporto, francese e svedese, abitava a un tiro di schioppo da Parigi, per la precisone a Colombes, nell’Hauts-de-Seine. A ritrovare il suo corpo senza vita in cucina è stata la ventottenne coinquilina. Laconico il comunicato diramato dalla procura di Nanterre: “Un’indagine sulle cause della morte è stata aperta lunedì sera in seguito al ritrovamento del corpo”. Le prime indiscrezioni apparse sui media parlano di ‘arresto cardiaco’: il che non significa niente, perché tutte le morti avvengono per arresto cardiaco. C’è da attendere l’esito dell’autopsia per sapere qualcosa di concreto in più.

Laure Beccuau

Nel pedigree di Siad non mancano le denunce. L’ultima è del 10 febbraio scorso, arrivata da una ex modella svedese, Ebba Karlsson, la quale ha raccontato alla procuratrice generale di Parigi Laure Beccuau, di averlo riconosciuto attraverso gli Epstein files, dove il suo nome appare addirittura in circa 2.000 circostanze, tra i documenti desecretati dal dipartimento di Giustizia Usa proprio ad inizio 2026.

Nella sua denuncia Karlsson lo accusa di stupro quando aveva 20 anni e di averla poi sfruttata sessualmente, soprattutto presentandola a Gerald Marie, ex direttore della prestigiosa (sic) agenzia di modelle ‘Elite’: Marie, a sua volta, è stato più volte accusato di stupro.

La notizia della morte di Siad ha suscitato la reazione di Lisa Brinkworth, che ha fondato proprio con Karlsson il collettivo ‘Victorious Angels we rise’, che da anni denuncia le violazioni sessuali nel mondo della moda e nella rete Epstein. “Sono sotto choc – dichiara all’agenzia di stampa AFPè devastante che le sopravvissute al caso Brunel siano state private della giustizia e ora lo siano anche quelle del caso Siad”.

Si riferisce a Jean-Luc Brunel, ennesimo protagonista della maxi dirty story. Un altro agente francese di modelle, ed un altro grande ‘amico’ di Epstein. Venne arrestato nel 2020 per stupro di minorenni e violenza sessuale. Rinchiuso in carcere, anche lui è morto – guarda caso – ‘suicida’ nel 2022.

Ebba Karlsson

Brunel aveva fondato l’agenzia MC2, potendo godere, per il suo lancio, di 1 milione di euro, un gentile cadeau del compare di merende, il sempre generoso Jeffrey. Si vantava, Brunel, d’aver lanciato come modelle nientemeno che Sharon Stone, Milla Jovovich e la texana Jerry Hall, ex moglie di Mick Jagger e poi convolata a giuste nozze con il magnate dell’editoria Rupert Murdoch.

E sapete chi aveva fatto conoscere i due amiconi Jeffrey e Jean-Luc? Nientemeno che Ghislaine Maxwell, la compagna e socia in tutti i traffici di Epstein, la donna che tutto sa sui segreti da novanta di quei dirty business a botte di minorenni e notizie top secret di livello internazionale. Come è successo con il caso di lord Peter Mandelson, il pezzo da novanta del governo britannico guidato da Keir Starmer, che addirittura lo nominò ambasciatore a New York, uno dei motivi delle recenti dimissioni.

Lady Ghislaine, figlia dell’altro super magnate dell’editoria Robert Maxwell (e anche lui agente coperto del Mossad, arieccoci), è attualmente ancora in carcere. Spera di ottenere presto la libertà, caso mai mettendo sul piatto le notizie bomba di cui è certo ancora in possesso.

Intanto a Parigi la procuratrice generale  Beccuau (che sovrintende anche alla sezione sul traffico di esseri umani soprattutto a scopo sessuale), sta passando al setaccio le testimonianze di una trentina di donne, finite nella duplice rete Brunel-Siad, sotto l’attenta regia – all’epoca die fatti – del burattinaio Epstein. Ma sta indagando anche sul post Epstein. Certo, ora non può più contare sull’indagato e fresco ‘suicida’ Siad: ma ha tanti elementi raccolti per far quadrare ancor meglio il cerchio. E in molti, a Parigi e certo non solo, tremano.

La Voce ha scritto, negli ultimi anni, non pochi pezzi sul caso Epstein. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare JEFFREY EPSTEIN per ritrovarli.


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