ONDATE DI CALORE

Finalmente pare che il caldo cominci ad allentare la sua morsa, dopo tre ondate di calore in rapida successione e senza soluzione di continuo. Abbiamo sofferto un caldo infernale contraddicendo tutte le previsioni stagionali. Ne hanno parlato persino alcuni quotidiani elencando le punte record di temperatura raggiunte sia di giorno che nelle calde notti tropicali. E per non farci mancare proprio nulla ecco ricomparire anche i soliti leoni da tastiera, sempre pronti a sentenziare che “non è vero niente” o che “questo caldo non è il frutto avvelenato del surriscaldamento del pianeta” … causato da noi stessi, ma è un fenomeno sempre esistito e, quindi, che non sta accadendo nulla di nuovo. Tutto questo mentre l’OMS lancia l’ennesimo allarme “… questo caldo imprevisto è un killer silenzioso, abbiamo avuto già oltre 1300 morti in sette giorni”. Un numero di decessi impressionante, mai registrato prima, al punto da indurre il governo francese a predisporre un kit per le emergenze con tanto di vasca con ghiaccio da dare in dotazione ai pompieri francesi.

Il direttore dell’ONU Tedros Adhanom Ghebreyesus sottolinea la nostra particolare fragilità “… l’Europa si surriscalda a ritmo doppio rispetto al resto del pianeta, 150 milioni di persone vivono in condizioni estreme”.

Ma il bilancio finale resta ancora un’incognita e solo in Italia le vittime potrebbero essere centinaia.

“Il caldo è un killer silenzioso” ha ammonito nella sua nota l’Organizzazione mondiale della Sanità invitando il nostro paese ad essere più attento. La popolazione rischia malori improvvisi o il precipitare di patologie croniche se l’afa continuerà ad infierire. Ma pare che il nostro paese continui a sottostimare il fenomeno climatico. Basti pensare che sulle cartelle cliniche non sono quasi mai citate le temperature del giorno, una annotazione mai registrata.

“Dal 21 giugno sono stati segnalati più di 1300 decessi aggiuntivi legati alle alte temperature in Europa” ha scritto il portavoce dell’OMS in un post su X. Eppure il ministero della Salute francese aveva calcolato “… circa mille decessi non previsti dal 24 giugno fino alla fine del mese”. Le lunghe giornate di afa di questo inizio estate hanno portato “… ad un aumento del 40% dei decessi in casa, soprattutto riferiti a persone ultra 65enni”.

Questo dettaglio riferito dall’osservatorio di Parigi fa intuire che il calcolo sarà aggiornato all’insù nei prossimi giorni. Non è detto che si raggiunga la cifra più alta prevista, ossia quella di circa 12mila morti in soli tre giorni che, il settimanale Economist ha calcolato usando un algoritmo della London School of Hygiene & Tropical Medicine. “Ma anche se non arriveremo a quella cifra, una stima attorno a diverse migliaia di vittime in Europa è molto verosimile” spiega Carlo La Vecchia, noto epidemiologo dell’università di Milano.

La Spagna, che usa un sistema di monitoraggio chiamato MoMo e affidato all’Instituto de Salud Carlos III, ha attribuito alle temperature torride dell’ultima settimana oltre 533 decessi. Il gruppo di ricerca di La Vecchia, a giugno dell’anno scorso, aveva calcolato un bilancio di un’ondata di calore che, a Milano, aveva fatto crescere i decessi del 5%, causando fra i 50 e i 60 morti.

“L’ondata di calore di questi giorni è stata molto più lunga e intensa rispetto a quelle degli anni passati e ha colpito paesi meno abituati ad affrontare le alte temperature” ha scritto l’epidemiologo. La Francia la settimana scorsa ha subito la saturazione degli ospedali. I servizi di emergenza hanno registrato il quadruplo delle crisi cardiache. A Londra il servizio delle ambulanze ha ricevuto il 50% in più di chiamate. “In Europa del nord l’aria condizionata è quasi inesistente e le case sono costruite per resistere al freddo, non certo al caldo” ha spiegato ancora La Vecchia. “È verosimile pensare che lì l’eccesso di mortalità arrivi al 10%, o probabilmente anche di più. Visto che in Europa si contano ogni giorno 10mila morti, il clima torrido ha probabilmente provocato tra mille e duemila vittime al giorno. In Italia, dove la pressione sugli ospedali è stata inferiore, potrebbero essercene diverse centinaia, concentrate nella Pianura Padana e nelle città del centro-nord”.

L’estate più calda, e quindi più letale prima di questa appena iniziata, risale appena al 2024. È costata all’Europa 62775 morti, 19mila dei quali in Italia. Lo ha calcolato uno studio pubblicato da Nature Medicine a settembre del 2025, quando ormai la notizia aveva perso di attualità. Anche oggi l’indeterminatezza dei dati non aiuta a percepire il peso del cambiamento climatico sulla nostra salute. Ma Ghebreyesus ha detto ancora “… l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. Circa 150 milioni di persone hanno vissuto in condizioni di caldo estremo. Case, luoghi di lavoro e scuole non sono costruite per sostenere queste temperature”.

E mentre il caldo infuria, politici, amministratori e segretari di partito si sono affannati a raffreddare i bollori di alleati e avversari su questa e altre questioni urgenti? No, hanno parlato solo della nuova legge elettorale. Come se null’altro potesse interessare.


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