Clamorose ammissioni sulla INEFFICACIA dei vaccini anti Covid per evitare il diffondersi del virus, sul livello totalmente SPERIMENTALE di quei sieri e, soprattutto, sulla loro INSICUREZZA, perché non c’è stato il tempo di verificare gli effetti collaterali causati.
E di tutto ciò medici, ricercatori e politici erano perfettamente a conoscenza!
E’ emerso nel corso dell’audizione del 16 luglio scorso – davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza per la Sars-Cov-2 – d’un pezzo da novanta della ricerca di casa nostra, la professoressa Patrizia Popoli, direttrice del Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ed ex presidente della Commissione Tecnico Scientifica presso l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
Ovviamente il contenuto dell’audizione – totalmente pubblico – è stato praticamente ignorato, ‘oscurato’ dai media, regolarmente genuflessi davanti allo strapotere (corruttivo) di Big Pharma.
Scorriamo i passaggi salienti dell’audizione.
“Quei vaccini anti Covid non servivano a prevenire il contagio del virus”, le sue parole che non ammettono dubbi, dopo anni e anni di menzogne & bugie ‘istituzionali’. “Non servivano in alcun modo ad evitate la diffusione del Covid”, tanto per ribadire il concetto.
Più in dettaglio: “La capacità di ridurre il contagio è stata valutata solo successivamente attraverso studi osservazionali condotti dopo l’immissione in commercio dei vaccini”. ‘Successivamente’, ‘dopo’: neanche il becco di uno studio preliminare, come si aspetterebbe chiunque dotato d’un minimo di buon senso…
Totalmente inutili, a questo punto, quei famigerati ‘Green Pass’, spacciati dalla rouling class di casa nostra – scientifica e politica – come strumenti indispensabili per “proteggere la collettività”.
Il vertice ISS ha quindi spiegato che “la valutazione dei vaccini è stata effettuata seguendo le procedure previste dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), basandosi sul rapporto rischio-beneficio e aggiornando costantemente le indicazioni sulla base delle nuove evidenze scientifiche che emergevano nel corso della pandemia”. EMA gran direttore d’orchestra…
Non è finita qui. Popoli ha poi chiarito che “gli studi clinici registrativi, pur coinvolgendo decine di migliaia di volontari, non potevano individuare eventi avversi estremamente rari, motivo per cui è stato necessario attivare una sorveglianza costante dopo l’autorizzazione del vaccino”. Sempre ‘dopo’…
Poi la chicca finale: “Gli studi non sono stati sufficienti per rilevare gli effetti collaterali”.
Facciamo un salto indietro di 5 anni, quando s’insedia il premier Mario Draghi dopo l’anno di pandemia
(gestito da Giuseppe Conte a botte di ‘Tachipirina e vigile attesa’, secondo il mantra killer griffato Roberto Speranza, ministro della Salute) e proprio quando entrano in commercio i miracolosi vaccini. Ricordate le lapidarie parole che l’ex numero uno di Bankitalia e BCE pronunciò sul tema? “Chi non si vaccina è un assassino: perché uccide se stesso e quelli che gli stanno vicino”.
Oggi si capisce bene chi è l’assassino, il killer, e chi sono le vittime, mandate al macello o, se preferite, davanti al plotone d’esecuzione via vaccini resi obbligatori, in modo perfettamente nazista.
Perché oggi abbiamo le cifre della tragedia annunciata; decine di migliaia di morti in tutti i paesi occidentali per la montagna di effetti avversi, soprattutto a livello cardiocircolatorio, ma non solo, visto che – per fare un solo esempio – sono cresciute in modo esponenziale anche le patologie tumorali.
Non si contano più le “morti improvvise”, inspiegabili, anche tra giovani, sportivi e atleti sanissimi, come è ad esempio successo nel corso dei Mondiali ad un 25enne calciatore sudafricano.
Sotto i riflettori, soprattutto, i vaccini a mRNA, come quelli prodotti da Pfizer e Moderna, le star di Big Pharma che per prime hanno tagliato il traguardo 6 anni esatti fa, agosto 2000. E proprio in quel bollente agosto la sempre più corrotta e collusa Food and Drug Administration (FDA) diede il suo criminale ok a quei sieri, che avevano alle spalle appena 4 mesi di test, di ‘trials’, ossia di sperimentazioni: addirittura taroccate, come all’epoca denunciò, in modo solitario, il direttore del British Journal of Medicine, Peter Doshi.
La Voce da quell’agosto in poi ha scritto e pubblicato decine e decine di reportage e inchieste su quei sieri killer. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra HOME page e digitare VACCINI KILLER, EFFETTI AVVERSI, oppure PFIZER, MODERNA o FOOD AND DRUG ADMINISTRATION (o FDA) per ritrovarli e rileggerli. Oggi più attuali che mai, viste le audizioni alla Commissione Covid.
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