A Washington va in scena la farsa delle farse: un super convegno organizzato dal Segretario di Stato Usa Marco Rubio sui gravissimi pericoli che il mondo intero corre per il terrorismo rosso. Ecco il titolo della super-sceneggiata alla quale hanno preso parte – secondo il Washington Post – rappresentanti di oltre 60 paesi, Italia ben compresa, dopo alcuni tentennamenti iniziali: “Resurgence of Political terrorism”.
Nel suo intervento Rubio ha parlato dei pericoli che ha corso l’Italia (e secondo lui corre anche oggi): ha ricordato le Brigate Rosse e ha avuto la faccia di bronzo di far riferimento al caso Moro: invece eterodiretto dalla CIA, come abbiamo tante volte documentato!
Ecco l’incipit griffato Rubio: “Questo è un convegno internazionale perché ci troviamo di fronte ad una minaccia internazionale e transnazionale”.
Ha poi chiesto a tutti i partecipanti di contribuire fattivamente ad “individuare e mappare queste minacce” e di “ricostruire la nostra architettura di contrasto al terrorismo per combatterlo in modo più efficace. Come abbiamo fatto insieme in passato, ora dobbiamo farlo ancora una volta insieme”.
Nel suo intervento ha quindi parlato di un recente episodio avvenuto a Salonicco. Dove tre bombe sono state fatte esplodere vicino alle abitazioni di tre membri del partito conservatore al governo, ‘Nea Dimokratia’: diversi i feriti ed una vittima, Vagia Nestora, la madre di una candidata del partito, Afroditi Nestora.
Obiettivo di fondo e mission base dell’iniziativa, attaccare a testa bassa ‘Antifa’, il movimento che il neo Imperatore del Mondo, Donald Trump, ha appena bollato – tramite un ordine esecutivo – come ‘organizzazione terroristica interna’. E dare una precisa indicazione al mondo: il pericolo è sempre e comunque il comunismo. Come il Tycoon ha sottolineato in un suo discorso un paio di settimane fa: “L’America non ha bisogno del comunismo, non vuole il comunismo e non avrà mai il comunismo”. Ci fa ben sperare, ‘The Donald’: pensavamo fosse sparito, almeno in tutto l’Occidente, invece sappiamo che è vivo e vegeto, e rappresenta il più grosso pericolo. Thanks, mister President!
Torniamo alle parole del Segretario di Stato Rubio. Il quale, nel suo intervento, facendo riferimento alle minacce comuniste del passato europeo, ha indicato le Brigate Rosse per l’Italia, la Rote Armee Fraktion per la Germania e il gruppo ‘17 Novembre’ in Grecia.
Di tutta evidenza ha perso la memoria, mister Rubio. Perché in modo clamoroso e colpevole dimentica come le Brigate rosse siano state, fin da subito, infiltrate dai nostri Servizi Segreti e come il giallo Moro sia stato eterodiretto dalla ‘sua’ CIA.
Partiamo dall’infiltrazione, seguendo il metodo messo a punto dall’allora ministro dell’Interno e poi Capo della Stato Francesco Cossiga: infiltrarsi, infiltrarsi, infiltrarsi. Ed infatti, l’infiltrato numero uno è stato Valerio Morucci, il ‘telefonista’ delle Br, uno dei suoi fondatori e membri più attivi. La Voce lo ha scritto per anni e anni, alla fine lo ha accertato persino la inutile Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal Dc e poi Pd Giampiero Fioroni.
La Voce, infatti, aveva scoperto che, una volta scontata una breve e mite condanna, Morucci aveva cominciato a collaborare nientemeno che per una rivista ‘politica’ creata dagli stessi Servizi, ‘Theorema’, per la quale scriveva come opinionista anche un ex esponente di Ordine Nuovo (tanto per essere bipartisan), ossia Loris Facchinetti.
Ecco il pezzo pubblicato dalla Voce il 21 settembre 2017,
CASO MORO / VALERIO MORUCCI UOMO DEI SERVIZI. ORA LO SCOPRE FIORONI, LA VOCE LO SCRISSE 7 ANNI FA
Veniamo al rapimento e all’uccisione dello statista Dc Aldo Moro. Tema affrontato con grande rigore e una mole di documentazione nel libro ‘Doveva Morire’, firmato nel 2008 da Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato, per tanti anni firme di prestigio sulla Voce.
Nel volume viene ricostruito per filo e per segno il giallo. E, soprattutto viene passato ai raggi x quel ‘Comitato di Crisi’ voluto da Cossiga e composto in prevalenza da ex membri della P2! Ma la ciliegina sulla torta fu la presenza, al suo interno, di un agente della CIA, Steve Pieczenick, inviato speciale dei Servizi Usa a Roma per ‘orchestrare’ i lavori del Comitato, finalizzati proprio alla ‘non liberazione’ di Moro. Che per questo ‘Doveva Morire’.
In una lunga confessione Pieczenick vuota il sacco e conferma la trama ordita dalla CIA. Se non bastasse, negli stessi mesi viene intervistato da un giornalista d’inchiesta francese, Emmanuel Amara, autore di un altro libro che tutti dovrebbero leggere (come quello, ovviamente, di Imposimato e Provvisionato), “Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall’ombra”.
La Voce ha scritto decine e decine d’inchieste sul caso. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare ALDO MORO per ritrovale e rileggerle.
Oggi più interessanti e attuali che mai, alla luce delle irresponsabili parole pronunciate non da un ubriaco al bar, ma dal Segretario di Stato della prima potenza al mondo!!
P.S. Chissenefrega, avrà pensato Rubio, di minacce & pericoli dei movimenti (terroristici sul serio) di estrema destra. Per l’Italia pensiamo solo a ‘Forza Nuova’ guidata da Roberto Fiore e oggi chiamata all’appello dal generale Vannacci. Quel Fiore candido che – condannato a 8 anni e mezzo in via definitiva per tentata strage – se la svignò a Londra, come la Voce ha tante volte denunciato. Appunto, chissenefrega…
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