Il cancelliere Frederich Merz intende trasformare nel giro di pochi anni – al massimo entro il 2030 – la Germania da locomotiva economica europea nella più potente locomotiva militare, per trainare tutti i paesi UE verso l’obiettivo del 5 per cento del PIL tradotto in spesa per armi e armamenti, come impongono i diktat di USA & NATO, super ben accetti da Merz.
Va proprio in questa direzione, tutta pro armi per la Difesa e pro Kiev, il budget 2026 appena delineato dal Cancelliere, il quale – non va dimenticato – prima di tuffarsi in politica è stato un grosso brasseur d’affari, per anni ai vertici di BlackRock, il numero uno al mondo sul fronte dei fondi speculativi che oggi dettano legge nei mercati finanziari internazionali, riciclando di tutto e di più.
Vediamo più in dettaglio alcune cifre non poco significative.
Il budget 2026 intende addirittura più che raddoppiare la quantità di fondi che la Germania prenderà a prestito, balzando da meno di 100 milioni di euro (98 per la precisione) a oltre 200 (203). Incredibile ma vero, soprattutto se si tiene presente che l’investimento maggiore non è per migliorare la vita dei cittadini, pro welfare, ma per combattere meglio contro il nemico storico, la Russia.
La quota in prestito è più del quadruplo rispetto a quella di soli due anni fa, nel 2024.
Per il 2027, poi, la spesa militare balzerà alla cifra record di 109 miliardi di euro, oltre a 12 miliardi previsti per l’Ucraina.
Altra grossa voce di spesa è rappresentata dalle infrastrutture, una buona fetta delle quali sarà realizzata in ottica ‘militare’. Insomma, veri e propri bilanci di guerra, ottimi e abbondanti per tempi di conflitti da scatenare al più presto. E chissenefrega, appunto, della salute e dei bisogni reali di tutti i cittadini, trattati come carne da macello. Tenuto presente che il budget prevede anche una riforma (in peggio) del sistema fiscale e una rimodulazione (sempre in peggio) del sistema pensionistico. Cin cin.
La totale militarizzazione della spesa va a tutto discapito dell’economia. Le stesse spese per infrastrutture, anche quelle non militari, finiscono per rappresentare una pezza a colori che risolve ben poco.
Ecco come commenta il ‘Financial Times’: “Sebbene il pacchetto di misure abbia contribuito ad attenuare l’impatto causato dall’aumento dei dazi commerciali americani, non riesce a rilanciare la più grossa economia europea. Gli interventi di sviluppo infrastrutturale sono spese dall’alto moltiplicatore nel medio periodo, ma se la Germania produrrà meno treni e meno auto da far viaggiare su ferrovie e autostrade, il nodo resterà la stesso”. E l’economia rallenterà il passo, con il forte pericolo di una sensibile stagnazione.
A ulteriore dimostrazione di un Cancelliere in perfetto assetto di guerra, c’è l’accordo con gli Stati Uniti appena raggiunto nel corso del vertice NATO ad Ankara. Prevede l’acquisto, da parte della Germania, di un consistente (anche se non ancora precisato) numero di missili da crociera a lunghissimo raggio TOMAHAWK.
Commenta gonfiando il petto Merz: “A margine della riunione Nato ad Ankara abbiamo raggiunto un accordo con il governo Usa per l’acquisto di Tomahawk che verranno schierati in Germania”.
Da tener presente che la gittata di un Tomahawk arriva fino a 1.600 chilometri, quindi perfettamente in grado di colpire al cuore la Russia.
Aggiunge Merz: “In questo modo colmiamo una grossa lacuna. Ma allo stesso tempo lavoreremo allo sviluppo di sistemi di difesa europei, che verranno a loro volta schierati nei paesi europei”.
Sempre sul fronte dei Tomahawk, vengono lanciati da sottomarini e navi da guerra.
Non solo Tomahawk, comunque, nel carrello della spesa decisa da herr Merz. Anche un grosso quantitativo ai lanciatori terrestri Typhoon.
Armi, armi, fortissimamente armi….
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