NOBEL E ACCADEMICO DELLA CRUSCA

Ecco la migliore, più sobria, elegante, signorile, locuzione che fa di Trump un candidato alla presidenza dell’Accademia della Crusca, il più importante centro di ricerca scientifica per lo studio della lingua italiana. e al Nobel del ‘parlar forbito’ (proposte potenziali della Meloni): “Tutti i paesi si mettono in fila per baciarmi il culo” detto più volte. Chiedo scusa per aver pubblicato questa volgarità ma non c’era altro modo per citare il bon ton del tycoon americano. No, falso: non è la frase più rispettosa del gentiluomo inquilino della Casa Bianca, perché il culmine del suo slang da trivio, che lo posiziona sul gradino più alto del podio eretto per premiare gli eredi del divino poeta, spetta a queste ‘nobili’ dichiarazioni rivolte alle donne: “Una persona che è molto piatta di petto è molto difficile che sia un 10”” (riferito all’attrice Sheridan). “Non importa davvero quello che scrivono su di te finché hai un pezzo di culo giovane e bello” e l’ignobile ‘fuori onda’ “Quando sei vip (ovvero lui stesso, ndr), puoi fare qualsiasi cosa. Afferrarle per la figa”.  Sullo sfondo ecco gli attacchi alla libertà di aborto, il più macroscopico degli interventi conservatori di Trump, lo stop ai sostegni per la riproduzione responsabile, l’erogazione di contraccettivi, la cancellazione dei finanziamenti del governo federale alle organizzazioni non governative internazionali che lavorano per garantire diritti sessuali e riproduttivi.

Alla ‘grandeur’ intellettuale di Trump non fanno difetto le conferme.  Egli sic dixit: “Il riscaldamento globale non esiste, è una ‘bufala’ inventata dai cinesi per ‘azzoppare’ l’economia americana. Nel 2017 la perfetta contraddizione: “A New York si gela, farebbe comodo un po’ di riscaldamento globale”. Sulla pandemia da covid: “I virus di solito spariscono ad aprile… non possiamo iniettare del disinfettante per uccidere il coronavirus?… E, in ‘eccesso di competenza’: “Gli Usa hanno il maggior numero di contagi? È un onore, i nostri test sono migliori”. L’ultimo exploit di gaffeur è cosa recentissima: “La repubblica islamica (proprio così, islamica) ha lanciato centoundici missili contro la portaerei americana ‘Uss Abraham Lincoln’!!! È facile immaginare il commento del governo nipponico sulla definizione di Stato islamico.

Diagnosi al volo della ‘splendida giovinezza celebrale del tycoon: al vertice nato di Ankara, durante una conferenza stampa ha indicato ai giornalisti il presidente ucraino Zelensky e chiede: “Avete una domanda per il qui presente presidente Putin, per favore?”


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