ISRAELE / E’ CAOS COSTITUZIONALE: BIBI & C. CONTRO LA CORTE SUPREMA

Israele nel caos più totale a pochi mesi dal voto, fissato per il 27 ottobre prossimo, e con tutti i conflitti in corso.

La guerra sempre covata sotto le ceneri tra l’esecutivo guidato da Bibi Netanyahu e l’Alta Corte di Giustizia di Tel Aviv è deflagrata in modo dirompente, poche ore fa, e segna – secondo il quotidiano progressista Haaretz – “la più grave crisi istituzionale e costituzionale mai attraversata dal Paese”.

E’ infatti la prima volta nella storia di Israele che il governo dichiara esplicitamente di non voler applicare una pronuncia emessa dalla Suprema Corte.

Senza tener conto del totale menefreghismo del boia di Tel Aviv sul fronte dei maxi processi nei quali è imputato, e ai quali mai partecipa con la scusa della perenne “emergenza nazionale” da lui stesso creata con il genocidio del popolo palestinese prima, e poi con le varie guerre di aggressione, vuoi contro l’Iran oppure contro il Libano.

Ma veniamo all’ultima chicca.

L’esecutivo ha appena comunicato ufficialmente alla Suprema Corte che non intende in alcun modo rispettare la sentenza relativa alla composizione del Consiglio della Seconda Autorità per la Televisione e la Radio, l’ente che regola il settore dell’emittenza commerciale nel paese.

Shalmo Karhi. La Corte Suprema di Tel Aviv

La sentenza, emessa a fine giugno, stabilisce che il Consiglio della Seconda Autorità può continuare ad operare nonostante le dimissione di 6 dei suoi membri avvenute – come la Corte ha accertato – in seguito alle pressioni esercitate dal ministro delle Comunicazioni Shalmo Karhi. La Corte ha inoltre disposto che le dimissioni sarebbero state conteggiate ai fini del raggiungimento del numero legale (i due terzi dei componenti) necessario per le deliberazioni, ritenendo che fossero state “orchestrate per paralizzare deliberatamente l’attività dell’organismo”. Parole dure come pietre.

Ecco le frasi firmate da Karhi con il ministro della Giustizia Yarin Levy: “Il governo dichiara che non riconoscerà alcuna decisione, approvazione, nomina o azione intrapresa dal Consiglio della Seconda Autorità finché il Consiglio stesso non soddisfi i requisiti minimi esplicitamente previsti dalla legge”.

Secondo i 2 ministri,la Corte non ha alcuna autorità per calpestare la legge”. Dalle pietre, stavolta, passiamo ai macigni.

Incalzano, con protervia i 2 della Netanyahu gang: “Qualsiasi sentenza d

Yarin Levy

ella Corte che contraddice la legge non sarà riconosciuta, e qualsiasi decisione presa sulla sua base sarà nulla.

Capito l’aria che tira, totalmente pre-sismica?

E’ l’ultimo, clamoroso tassello di un conflitto istituzional-costituzionale che cova sotto la cenere da anni. Mai, però, uno scontro così frontale; fino ad oggi una serie di provvedimenti espressi dalla Suprema Corte abilmente ignorati o aggirati dall’esecutivo killer. Tra gli ultimi della serie, per fare un solo esempio, quello sulla delicata questione dell’esenzione dal servizio militare per gli ultra-ortodossi (haredim). Senza contare, come detto, la protervia del premier-killer nell’evitare i 3 maxi processi per corruzione, contro i quali continua a chiedere l’illegale grazia presidenziale preventiva al presidenze Isaac Herzog, che fino ad oggi l’ha sempre respinta. Nonché il mandato d’arresto spiccato dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja per il genocidio perpetrato nella Striscia di Gaza…

In soldoni, la fresca querelle scaturisce da due importanti provvedimenti che il Consiglio per la Seconda Autorità (strategico sul fronte della Comunicazione) deve prendere in merito a due emittenti da non poco: Channel 14 e Channel 13. Soprattutto quello concernente quest’ultima, che fa gola ad un gruppo di imprenditori del settore hi-tech molti critici verso l’esecutivo. I quali hanno presentato appunto ricorso alla Corte per le forti interferenze e pressioni esercitate da Karhi sullo stesso Consiglio, finalizzate ad ostacolarne l’acquisizione.

Scorriamo infine, in rapida carrellata, i commenti degli esponenti delle opposizioni: almeno ha avuto il merito, Bibi il boia, di ricompattarne le fila, soprattutto in vista del voto.

L’ex primo ministro Naftali Bennett, oggi leader del partito ‘Insieme’: “Sfidare una sentenza della Corte Suprema porta all’anarchia per le strade e allo smantellamento del nostro Paese”.

Ethud Barack

Un altro ex primo ministro, Ehud Barak, parla senza mezzi termini di “dichiarazione di guerra allo Stato democratico di Israele” e invita tutti i cittadini alla disobbedienza civile.

Il leader dell’opposizione, Yair Lapid: “Un governo che non accetta la sentenza dell’Alta Corte diventa immediatamente illegittimo. Non ne accetteremo più le decisioni”.

Yair Golan, leader de ‘I Democratici’: “La dichiarazione di ignorare la sentenza è la mossa di apertura in vista delle prossime elezioni. Questo governo sa di non avere alcuna possibilità di vincere ed è per questo che sta conducendo una guerra contro lo stato di diritto. L’obiettivo del governo è di sfidare la Corte, per poter poi rifiutarsi di accettare i risultati elettorali”.

Clima di guerra civile…


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