SOLUS IPSE

Poco manca che Trump, in attesa di straparlare fino allo sfinimento dei suoi fans investiti dal surreale editto “l’America non sarà mai comunista!!!”   chieda allo specchio “chi è il più figo della Terra?” Dei deliri di auto compiacimento del Tycoon è pieno un intero dossier di opinioni approssimative e autorevoli, di diagnosi: parkinson, alzheimer, demenza senile, deficit di materia grigia. Alle ipotesi che finora hanno provato a motivare comportamenti, sintomi, anomalie, deficit di lucidità, gaffe, inciampi dell’inquilino della Casa Bianca, si connette la novità del termine inusuale “solipsista”, a proposito della sua megalomania narcisista. Solipsismo è un concetto filosofico, deriva dal latino solus ipse, “solo sé stesso”, dall’idea che l’unica realtà di cui essere certi è la propria mente: tutto il resto (persone, mondo esterno, eventi) non contano nulla. Con “solipsista” il linguaggio corrente indica chi è concentrato su sé stesso, si comporta come se gli altri non esistano ed è incapace di uscire dal proprio punto di vista, convinto che ciò che pensa, sente o crede, coincide totalmente con la realtà. Lo psichiatra Claudio Mencacci ha definito Donald Trump “solipsista” per funzionamento comportamentale. Nel linguaggio clinico, vuol dire “faticare a riconoscere l’altro come soggetto autonomo, che le persone esistono come comparse della propria narrazione”.

Le caratteristiche di un solipsista sono: scarsa capacità di mettersi davvero nei panni altrui, tendenza ad interpretare ogni evento solo in funzione di sé, convinzione implicita che il proprio punto di vista coincida con la realtà, difficoltà ad accettare critiche, limiti o versioni alternative dei fatti, incapacità di conformarsi alle regole, tendenza alla menzogna e irritabilità: e non è una sentenza dettata da egoismo morale, è l’esito di immaturità cognitiva. Il solipsista non è soltanto una persona molto egoista, è chi tende a muoversi nel mondo come se il proprio punto di vista sia l’unico realmente valido e tutto il resto, al massimo, una variabile secondaria. Analogie con il narcisista che vive dello sguardo dell’altro: ha bisogno di ammirazione, riconoscimento e conferme continue. Unico punto di vista valido è del solipsista, che esprime un forte bisogno di ammirazione, di un continuo “guardatemi” e ha scarsa percezione delle emozioni altrui. Il messaggio implicito è: “Solo io sono reale”. Mary, psicologa clinica nipote di Trump, per vie molto dirette definisce Donald “misogino, uomo profondamente insicuro, la persona più debole mai incontrata. Sta perdendo il controllo di sé stesso e della narrazione che cerca di imbastire su di sé e sulla sua competenza. Crea disastri. L’unica cosa che fa è incolpare gli altri. Quello  che desidera di più al mondo è essere amato, ma non succede, è incapace di amare. Ha da decenni disturbi psichiatrici non diagnosticati e non curati, che possono solo peggiore con il tempo. È in un grave declino cognitivo. CONSTATAZIONE DELL’IRREALE: NEGLI STATES C’È ANCORA UNA QUOTA DI AMERICANI CHE GLI STA DIETRO!


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