TRUMP DINASTY / AFFARI COLOSSALI & GIGANTESCHI CONFLITTI D’INTERESSE

Redditi e guadagni della famiglia Trump in continua, vertiginosa ascesa. Ma, soprattutto, zeppi di colossali conflitti d’interessi.

Come, per fare solo un paio di esempi, i maxi investimenti in titoli come Microsoft, Ndivia ed Apple.

E, soprattutto,  il massiccio ingresso in una delle perle di famiglia, ossia ‘World Liberty Financial’, dello sceicco Tahnoow bin Zayed Al Natan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale del governo di Abu Dhabi.

Incredibile ma vero!

E’ ricco di chicche & soprese da non poco il ponderoso documento finanziario (la bellezza di 923 pagine) reso pubblico dall’Ufficio per l’Etica (sic) del governo a stelle e strisce.

Partiamo dai numeri. In due anni appena le entrate di casa Trump sono praticamente triplicate. Soprattutto grazie alle criptovalute, tanto che il Tycoon è arrivato a proclamare: “Voglio trasformare presto gli Stati Uniti nella superpotenza Bitcoin”. E, per dar il buon esempio, ha cominciato proprio lui.

Dalle carte appena rese pubbliche, infatti, emerge che circa 550 milioni di dollari sono arrivati nelle casse della dinasty presidenziale dalla fortunata partecipazione ad una neonata start up, proprio ‘World Liberty Financial’, sbocciata meno di un anno fa, a settembre 2025. Start up di tutta evidenza baciata dalla fortuna, visto che a fondarla sono stati dei rampolli eccellenti: Donald Trump junior ed Eric Trump, da un lato, e Zach Witkoff dall’altro, ossia il figlio del super consigliere della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, affiancato, nelle missioni estere, da un altro genero presidenziale, Jared Kushner, che per conto suo s’è già fatto una mega fortuna via consulenze per i ricchissimi sceicchi.

E guarda caso, nel tempio di World Liberty Financial, ha fatto il suo ingresso a vele spiegate, e montagne di petroldollari a bordo, lo sceicco di Abu Dhabi: il quale ha tutte le intenzioni – secondo fonti attendibili – di incrementare le partnership finanziarie con casa Trump, soprattutto sul fronte dell’innovazione tecnologica e dell’Intelligenza Artificiale. Cin cin.

Zach Witkoff

Sorge spontanea la domanda. Ma quale indipendenza potrà mai avere la Casa Bianca nelle sue strategie geopolitiche mediorientali, visto il così stretto legame d’affari con l’influentissimo sceicco di Abu Dhabi, il quale occupa la  poltronissima di numero uno della Sicurezza nazionale del governo emiratino?

Ma torniamo al fiume di entrate di casa Trump. La non disprezzabile cifra di 635 milioni di dollari è sempre di fronte ‘criptovalute’: è infatti legata a royalties derivanti da un accordo di licenza sulla criptovaluta SS Trump (ossia, il simbolo del dollaro/Trump), lanciata appena prima del secondo insediamento alla Casa Bianca, gennaio 2025.

Calcola Forbes che il settore delle criptovalute sia la ragione base dell’incremento delle entrate presidenziali dal 2024 al 2026, addirittura triplicate passando da 2,3 miliardi di dollari a 6 miliardi e mezzo.

Le entrate, comunque, non finiscono certo qui.

Tanto per gradire, quasi 200 milioni di dollari provengono da introiti immobiliari e dai resort di lusso della famiglia, da quello storico di Mar-a-Lago al meno noto ma redditizio ‘Trump National Doral’.

Lo sceicco Tahnoow bin Zayed Al Natan

Una novantina di milioni, poi, arrivano non meglio precisati ‘accordi legali con grandi società mediatiche e tecnologiche’ (boh). E oltre 400 mila – da non credersi – da “regali”, gentili cadeau dai vip di mezzo mondo, compresi addirittura biglietti per super eventi sportivi.

Commenta il New York Times: “L’azienda di famiglia del presidente , la Trump Organization, ha sfruttato la popolarità del Tycoon in alcune parti del mondo, concedendo in licenza il nome Trump a Paesi cruciali per gli interessi di politica estera statunitense, tra cui l’Arabia Saudita e il Qatar”.

E poi: “Il business di Trump, insomma, unisce politica e affari in un contesto in cui tutta la famiglia del presidente si muove come ‘corte’, in una commistione peculiare di interessi politici, opportunità di business e totale confusione tra Stato e settore privato”.

That’s America, folks!


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