I & A

Siamo all’alba o giù di lì della rivoluzione mondiale provocata dallo tsunami tecno-avveniristico dell’Intelligenza Artificiale e sconcerta che l’umanità non sia terrorizzata dalla notizia catastrofica di cinquecentomila posti di lavoro che l’IA, per il momento, ha cancellato senza proporre convincenti alternative. Solo ipotesi astratte. Il dramma della disoccupazione in Paesi a vocazione manufatturiera qual è l’Italia sfiora la tragedia, anche per insipienza precauzionale dei governi che hanno consentito e permettono ad a aziende multinazionali e purtroppo anche italiane di delocalizzare le attività produttive in luoghi del mondo dove i costi del lavoro sono più favorevoli e senza pagare penali tali da scoraggiare l’esodo. A pieno regime, accadrà e purtroppo molto presto, le conseguenze dell’IA sul mondo del lavoro non consentiranno di compensare in qualche modo lo svuotamento di fabbriche, uffici, scuole, ospedali, alberghi, professioni. In preoccupante sintesi: l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando il mercato del lavoro e stargli dietro per il momento è impresa quasi impossibile. Tema collaterale (problema sociale): la sostituzione di personale avverrà tutelando l’equità, la trasparenza e la conformità alle normative?

Non c’è risposta. Le mansioni standardizzate e ripetitive sono le prime a essere automatizzate, ad esempio quelle di impiegati bancari di sportello, operatori postali e dei call center, assistenti amministrativi e cassieri, traduttori, figure editoriali e creative. I meno esposti, previo impegno per maggiore produttività: servizi legali e di consulenza di alto livello, sanità e medicina, insegnamento e formazione, professioni creative e strategiche. Gli ottimisti: il 51% dei lavoratori non subirà un impatto diretto, il 34% potrà beneficiare di effetti positivi legati all’aumento di produttività. Già, ma quando e come? L’incognita induce ostilità, timori, ansia e per chi opera nel multiforme pianeta della creatività scoramento già adesso, ma in previsione sempre di più. Pescando nell’oceano infinito del già fatto dall’uomo (per citare solo qualcuno dei geni riconosciuti universalmente Leonardo Da Vinci, Einstein, Beethoven) l’IA elabora in un amen romanzi, poesie, dipinti, installazioni, saggi, progetti…e purtroppo anche armi tecnologicamente inedite, distruttive, senza difesa.  Se restasse priva di un controllo super partes sarà libera di  completare la soggezione dell’umanità ad autocratici ultra miliardari e perfino potrà indurre soggetti fragili a comportamenti auto lesivi o di violenta aggressività. Allora, gire subito e con senza far sconti a nessuno, prima che l’IA diventi fuori controllo. Nell’attesa è auspicabile fingere che sia un’invenzione astratta da ignorare e proteggere la dotazione umana, naturale, della propria intelligenza.


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