Socialdemocrazia / Renato d’Andria lancia l’Osservatorio mondiale sul Socialismo Democratico

Il sistema di governo che resta il più diffuso in Europa, la Socialdemocrazia, per anni è rimasto in Italia un fantasma del passato, un modello desueto, legato al massimo alle inchieste di Mani Pulite e nulla più. In Danimarca, Svezia, Germania ed altre democrazie avanzate dell’Unione Europea, ma perfino in paesi come Lituania, Montenegro o Irlanda, per non parlare di continenti come Australia e negli Stati Uniti, i partiti ispirati ai valori liberali social democratici fanno sentire forte la loro presenza e ricevono ampi consensi dagli elettori.

Ne offre inequivocabile prova ogni settimana L’Umanità, l’antico, storico quotidiano fondato da Giuseppe Saragat, che da circa un anno pubblica ogni settimana nuovi articoli nella sezione speciale “Osservatorio Socialdemocrazia”, con aggiornamenti, volti vecchi e nuovi, analisi e report.

Diretto oggi da Renato d’Andria, per anni segretario nazionale del PSDI, tenacemente legato all’ideale socialdemocratico, il quotidiano spazia anche quotidianamente su temi di politica, economia, attualità, con uno sguardo particolarmente attento anche l mondo cattolico e del volontariato.

Il giornale, edito dalla Fondazione Gaetano Salvemini, fondata e presieduta dallo stesso d’Andria, si vale di un piccolo ma agguerrito gruppo di giornalisti professionisti animati dalle stesse passioni ed operanti in volontariato.

Ciò insomma che in Italia nessuno fa più, vale a dire tenere accesa la fiammella della social democrazia, L’Umanità continua incessantemente a farlo, mostrando l’esempio degli altri Paesi e procedendo con una domanda di fondo: perché da noi non si riesce a restituire forza, orgoglio e dignità ad un’idea politica che, se vogliamo dirla tutta, era la stessa che ispirò l’assemblea costituente, di cui il primo presidente fu proprio Giuseppe Saragat?

La domanda è tornata di forte attualità quando pochi giorni orsono come tema della maturità è stato proposto appunto il discorso di Saragat alla Costituente.

Giuseppe Saragat

«Riportare di grande attualità la figura di Giuseppe Saragat – ha scritto d’Andria in quella occasione – mi commuove e al tempo stesso mi onora. Chi come me, da segretario nazionale di quello stesso Partito Socialista Democratico Italiano fondato da Saragat, ha speso la propria vita cercando di affermare e tramandare gli ideali del grande padre della patria che presiedé per primo la Costituente, non può non sentirsi parte di quella vasta compagine di nuovi italiani che Saragat, con la sua visione lungimirante e la forza dei suoi valori democratici, riuscì a formare, spargendo nel nostro Paese semi e portatori di libertà, uguaglianza, giustizia sociale, senza i quali l’Italia non sarebbe oggi il  Paese libero in cui abbiamo il privilegio di vivere».

Renato d’Andriaa con Marco Pannella a Palazzo Barberini

Negli anni in cui è stato segretario del PSDI, d’Andria ha affermato la grande attualità dei principi costituzionali che portano il nome di Giuseppe Saragat, sia pubblicando sui giornali di cui era editore parte dei suoi discorsi e dei suoi scritti, compresi quelli dall’esilio e poi da presidente della Repubblica, sia attraverso i numerosi convegni organizzati al Capranichetta, in piazza Montecitorio. Ma, più di ogni altra iniziativa, valgono le celebrazioni di Palazzo Barberini, in ricordo della storica “scissione” avvenuta l’11 gennaio 1947, che sancì la storica separazione dell’ala riformista guidata da Giuseppe Saragat dal Partito Socialista Italiano, segnando profondamente la storia politica dell’Italia repubblicana e portando alla nascita del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI). Occasioni in cui – e non a caso – più d’una volta d’Andria, radicale della prima ora, ha trovato al suo fianco un altro padre del pensiero liberale come Marco Pannella «del quale – ricorda ancora oggi – ho avuto il privilegio di essere amico».

«Ancora oggi – conclude d’Andria – pur con i mezzi limitati a disposizione e senza alcun sussidio economico statale, porto avanti orgogliosamente la testata storica fondata da Giuseppe Saragat, L’Umanità. Non è un impegno facile, ma posso contare su giornalisti che per la sola, tenace affermazione di quegli ideali, collaborano con me. Ed è anche per loro che esprimo tutta la mia gratitudine al Ministero dell’Istruzione e del Merito per aver ricordato all’intero Paese il valore del pensiero di Saragat, pietra angolare per la fondazione di un’Italia libera, democratica, proiettata nel futuro».


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