LIBANO / L’ACCORDO TRUFFA SIGLATO CON ISRAELE & USA

ACCORDO TRUFFA siglato poche ore fa a Washington tra il governo libanese e quello israeliano, con la benedizione della Casa Bianca.

14 articoli che praticamente non dicono niente, aria fritta. Ma tutto il veleno sta nella coda, ossia al quarto paragrafo di un allegato: che per questo è top secret, ‘classified’. Per fortuna è riuscito a scovarlo e renderlo noto un reporter del network N12, Yaron Avrahom.

Yaron Avraham. Sopra, il tavolo dell’accordo

Altro che “pace duratura”, “sovranità libanese” garantita, “disarmo di Hezbollah” e contestuale “ritiro progressivo delle forze IDF dal sud del Libano”, come sbandierato ai 4 venti.

Basta leggere quel famigerato allegato per rendersi conto di come – se mai attuato – significherebbe la totale svendita di quella sovranità libanese e il trionfo di tutti gli obiettivi criminali perseguiti dal governo nazi di Tel Aviv. Intanto a Washington brindano! Ai confini della realtà.

Ma esaminiamo in dettaglio quell’allegato al ‘Trilateral Framework Agreement’, davvero diabolico.

Viene stabilito che il ritiro delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) non avverrà secondo un calendario temporale prestabilito e ben precisato, ma in base “alle condizioni riscontrate sul terreno”. Bastano queste prime parole per dare il senso del raggiro: ossia della strategia criminale dei vertici di Tel Aviv e della totale insipienza, o meglio, complicità delle autorità libanesi.

Questa prima clausola ribalta del tutto lo scenario di qualsiasi accordo di ‘ritiro’ militare, quasi sempre legato a tempistiche politiche per la sua attuazione: qui, invece, il fattore TEMPO viene cassato e sostituito dal solo fattore SICUREZZA (per Israele).

Sapete infatti a chi spetta decidere se certe condizioni di sicurezza sono state raggiunto o meno? Al governo nazi di Tel Aviv, of course. In soldoni, spetterà ai vertici politici e militari israeliani determinare se una certa zona è stata sufficientemente “bonificata” o meno da uomini e strutture di Hezbollah: è stata cioè ratificata e certificata una completa DISCREZIONALITA’ da parte di Israele, senza che il governo di Beirut possa obiettare niente né pronunciare una sillaba.

Siamo solo all’inizio. Perché nello strategico allegato viene data piena libertà d’azione alle milizie killer IDF all’interno della cosiddetta ‘Linea Gialla, ossia la fascia di SICUREZZA che le milizie israeliane continueranno a presidiare. Si tratta, viene specificato, di un vero e proprio mandato operativo’ che autorizza da oggi in poi le forze IDF ad intervenire contro “minacce immediate ed emergenti”. Spesso e volentieri anche ‘inesistenti’: ma d’ora in poi se anche si muoverà una foglia sarà lecito sparare, perché potrebbe trattarsi di una minaccia.

Secondo Tel Aviv, “Israele e Libano hanno concordato due aree adiacenti e vicine alla Linea Gialla per un programma pilota di disarmo di Hezbollah”. Ma l’allegato va oltre: non è infatti prevista alcuna espansione dei progetti pilota al di fuori di quelle aree e IDF mantiene intatto e anzi vede rafforzato il diritto ad agire a suo piacimento per fronteggiare qualsiasi pericolo. Un potere militare dunque assoluto su quei territori: come prima, più di prima!

Un atto di resa incondizionato da parte del governo libanese”, è il commento di non pochi analisti.

Ma vediamo le prime reazioni a botta calda.

Esultano, naturalmente, i vertici criminali di Tel Aviv. Il boia Bibi Netanyahu: “E’ un colpo massiccio a Iran e Hezbollah. La cosa più importante è che Israele rimanga nella zona di sicurezza nel Libano meridionale. Questo è un grande risultato”. Anche per rendere sempre più concreto il dream del ‘Grande Israele’.

Bezalel Smotrich

Fa eco il super falco sionista, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che svela il vero piano che sta andando a segno, ossia l’annessione di fatto del Libano meridionale: “il fiume Litani deve diventare il confine tra Israele e lo Stato del Libano, proprio come la linea cuscinetto a Gaza”. Intanto prosegue, giorno per giorno, l’annessione di sempre più ampi territori della Cisgiordania…

Eccoci alle inevitabili e rabbiose reazioni di Hezbollah. Così parla il suo numero uno, Naim Qassem, che bolla l’accordo come “umiliante, vergognoso e invalido”. E commenta: “Viene superata ogni linea rossa e si trasforma il Libano in un giocattolo nelle mani del nemico”. A suo parere, qualsiasi legittimazione del controllo israeliano sul territorio libanese apre la strada ad una occupazione e annessione a medio-lungo termine.

Ribadisce il parlamentare libanese del movimento sciita, Hassen Fedlallah: “Riaffermiamo la posizione di Hezbollah che respinge i negoziati diretti con il nemico israeliano. Restiamo in guardia contro la deriva politica e ricattatoria dei negoziati, che mina pesantemente la sovranità del Libano e causa pericolose derive interne”.

Naim Qassem

Incredibile ma vero, infatti, i negoziati taroccati non hanno previsto al tavolo la partecipazione di Hezbollah, la vera e unica forza (politica e militare) in campo contro lo strapotere israeliano, vista la nullità/collusione dell’esecutivo libanese.

Sentiamo infine il parere di un paio di giornalisti.

Rania Khalek scrive che “il governo libanese si è comportato in modo vergognoso, rivelando la sua natura incompetente e collaborazionista, per aver ceduto il sud e la proprio sovranità”.

Secondo il reporter di ‘Le Figaro’, Georges Malbrunot, “l’accordo quadro firmato tra Libano e Israele è un pessimo accordo per la sovranità libanese. E’ estremamente favorevole alla Stato ebraico che non è costretto a ritirarsi, né a cessare il fuoco. E’ il Libano che deve fare i primi passi, dalla smilitarizzazione di Hezbollah al ridispiegamento dell’esercito, prima di ottenere concessioni da parte del suo vicino.

Una mera follia, visto che le Forze Armate Libanesi (LAF) esistono solo sulla carta e – anche volendolo – non sarebbero minimamente in grado di muovere un dito contro Hezbollah.

Quindi, una totale finzione, una farsa che più vergognosa non si può: tutto come prima e peggio di prima. Ma l’Imperatore Trump festeggia: come ha fatto in occasione della farsa griffata ‘Board of Peace’ for Gaza, insieme al compare killer Bibi Netanyahu.


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