USTICA / E’ SCIENTIFICO DEPISTAGGIO CONTINUO. DOPO 46 ANNI…

A quasi mezzo secolo di distanza dalla strage di Ustica le anime delle vittime non trovano ancora pace. E la loro memoria viene calpestata anno dopo anno, soprattutto con parole di finta & falsa commemorazione che fanno ancora più male.

Una delle tante vergogne che hanno costellato la vita della nostra sfortunata Repubblica: Buchi Neri, Misteri di Stato, e poi una colossale sequela di Insabbiamenti e Depistaggi di Stato. Eppure non è successo mai niente e ancor oggi continua a non succedere niente.

Ma non mancano le parole istituzionali. Ecco le ultime sfornate da Robot Mattarella. Così titola un suo servizio Rai News 24: “Ustica, 46 anni dopo. Mattarella: ‘Catastrofe incancellabile. Si scopra la verità’”.

Sergio Mattarella. Sopra, il relitto del DC9

Così continua la nota con il verbo presidenziale: “In questo giorno di raccoglimento e di memoria, il pensiero di vicinanza e di solidarietà va innanzitutto ai familiari delle vittime, straziati da un evento inaccettabile e da un dolore che il tempo non può lenire. Nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabile”.

E poi: “La ricostruzione di quanto accaduto è rimasta a lungo nebulosa; la via della ricerca della verità, tuttavia, è stata percorsa e ha portato a risultati significativi. Ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno 1980 rimane un dovere irrinunciabile”.

Sarebbe interessante sapere a quali “risultati significativi” hanno portato 46 anni di indagini giudiziarie che hanno sì fatto spendere allo Stato una valanga di soldi a vuoto, ma che, soprattutto, non hanno partorito neanche il più minuscolo topolino.

Sorge spontanea la domanda: come mai il Capo dello Stato, che è anche al vertice del CSM, non chiede conto a tutti i magistrati inquirenti di ciò che hanno fatto, o meglio non fatto? Di quel che hanno insabbiato oppure depistato?

Sarebbe, vivaddio, l’esempio di un’Italia che dà un segno di vita: e invece no, siamo davanti sempre – e da decenni – a sepolcri imbiancati, a muri di gomma invalicabili, a verità sempre inconfessabili.

Il caso-Ustica è emblematico, fra tutti.

Abbiamo più volte raccontato quella storia criminale – e istituzionale – che qui riassumiamo in poche parole, per poi rimandarvi ai link d’un paio di pezzi precedenti.

La copertina storica della Voce di febbraio 1994 dedicata all’inchiesta su Ustica

Una mitica cover story (e copertina ideata graficamente dal genio di Piergiorgio Maoloni) con una cubitale USTICA come titolo, sfondo giallo acceso.

E l’intervista a Franco Piro, ex sottosegretario socialista alla Difesa, che in esclusiva – nel lontano 1991 – rivelava alla Voce la trama della connection: il DC9 Itavia con 81 passeggeri a bordo venne abbattuto da un missile lanciato dalla portaerei francese Clemenceau. Il tutto all’interno di un’operazione dei servizi segreti (e del governo, of course) transalpini per abbattere un velivolo sul quale avrebbe dovuto viaggiare il leader libico Gheddafi.

Nomi, cognomi e indirizzi. Come mai la magistratura di casa nostra si è impelagata per anni e anni, in modo scientifico e quindi ovviamente depistante, sul dilemma ‘bomba a bordo’, ‘cedimento strutturale’ del velivolo, ‘missile’? E questa terza opzione, fra tutte, è stata le meno valutata, per preferire di gran lunga la ‘bomba a bordo’ caso mai messa da un criminale palestinese. Ci mancava solo la collisione con un UFO

A cosa sono servite, poi, le Commissioni parlamentari d’inchiesta che – come al solito – hanno finito per intorbidire ancor più le acque e gettare solo fumo negli occhi?

Ma la domanda clou: perché mai le autorità  giudiziarie, politiche e diplomatiche italiane non hanno mai osato – via rogatoria internazionale – chiedere ufficialmente alla Francia copia di tutti i tracciati radar di quella tragica notte, in grado di documentare la presenza delle navi francesi in quelle acque?

Timore reverenziale verso Parigi o cosa? Non bastava l’eterno vassallaggio a Washington….

E adesso, ad esempio, la nostra Giorgia Meloni – dopo i ceffoni trumpiani – s’è appena incontrata più che cordialmente con Emmanuel Macron: perché – per commemorare in modo minimamente dignitoso quelle vittime – non gli ha sussurrato all’orecchio di darci quei tracciati radar?

Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron al vertice di Antibes

Al solito, invece, solo aria fritta. I poteri che si coprono l’un altro, un potere (una nazione) che copre i crimini dell’altra (nazione). Un do ut des vergognoso, sulla pelle dei cittadini.

Ma tant’è: siamo ridotti davvero in macerie: proprio come il relitto di quell’Itavia

 

 

 

 

 

Per rileggere i tanti pezzi pubblicati dalla Voce sulla tragedia, basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare USTICA per ritrovarne a bizzeffe. Eccone comunque due fra gli ultimi.

E’ del 5 marzo 2025

USTICA / DOPO 45 ANNI, LA “STRAGE” CONTINUA

 

E del 21 giugno 2024

USTICA / UNA VERITA’ NOTA DAL 1991. COSA SVELA ORA GILETTI?


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento