BAYER / LA CORTE SUPREMA USA DA’ l’OK AL SUO GLIFOSATO KILLER

Giustizia totalmente ribaltata negli Stati Uniti per favorire gli interessi miliardari del colosso BAYER sulla pelle dei cittadini.

Il glifosato, nota sostanza cancerogena usata in agricoltura e contenuta soprattutto nel prodotto di punta ROUND UP, da oggi “non è più nocivo per la salute”.

Lo ha stabilito – incredibile ma vero – una fresca sentenza della Corte Suprema Usa con 7 voti favorevoli e solo 2 contrari. Corte eterodiretta dall’Imperatore a stelle e strisce Donald Trump, sempre a fianco di tutti i big dell’industria, stavolta della tedesca Bayer che nel 2018 mise a segno l’acquisto del secolo – per ben 63 miliardi di dollari – della canadese MONSANTO, leader nel campo dei prodotti chimici per l’agricoltura, tra cui il famigerato Round Up.

Non passò neanche un anno e cominciarono a fioccare, come una valanga, decine di migliaia di contenziosi che costrinsero Bayer a pagare, per gli indennizzi e i guai prodotti alla salute di agricoltori e consumatori, oltre 10 miliardi di dollari.

E i contenziosi legali hanno continuato a moltiplicarsi, tanto che solo pochi mesi fa – a febbraio 2026 – i vertici del gigante bavarese hanno stabilito di stanziare un’altra enorme cifra, pari a 7 miliardi e mezzo di dollari, per chiudere tutte le altre cause pendenti.

Ma ecco che ora arriva, come una manna dal cielo, l’ormai insperato e inimmaginabile provvedimento della Corte Suprema a stelle e strisce che ribalta tutto come se nulla fosse mai successo, un epico colpo di spugna.

Ecco come sono andate le cose.

Le super toghe Usa hanno deciso che Bayer non può essere citata in giudizio per la accuse di “mancata informazione” sui rischi di cancro derivanti dal glifosato vista la presenza di una legge federale che definisce NON NECESSARIO tale avvertimento. Come se una casa farmaceutico potesse tranquillamente omettere nel suo bugiardino il più grave effetto collaterale causato da un certo farmaco distribuito sul mercato. Ai confini della realtà, mano libera ai delinquenti e a chi mette in palese pericolo la salute pubblica.

In soldoni, le normativa federale sui pesticidi è affidata all’‘Environmental Protection Agency’ – EPA e in subordine al ‘Federal Insecticide, Fungicide and Rododenticide Act – FIFRA, cui spetta la valutazione circa la sicurezza del glifosato: e tali organismi non avrebbero imposto di avvertire i consumatori dei rischi cancerogeni. Ma fino a ieri le corti dei singoli Stati hanno avuto un potere decisionale specifico, insindacabile a autonomo.

La Suprema Corte degli Stati Uniti

La Corte Suprema era partita da un caso ben preciso, riguardante un agricoltore (John Durnell) che aveva fatto causa a Bayer, attribuendo al suo Round Up il linfoma non-Hogkin che aveva contratto. La Corte del Missouri, esaminata con attenzione tutta la documentazione, in precedenza aveva dato torto a Bayer e deciso un risarcimento da 1 milione e 250 mila dollari a favore di Durnell. Quella Suprema sostiene che la competenza decisionale spetta al potere centrale. Uno ‘storico’ conflitto che avrà certo pesantissime conseguenze.

Commentano alcuni giuristi: “Il segnale dato dalla Corte Suprema è di una gravità eccezionale. Perché rende a questo punto vani tutti i pronunciamenti dei tribunali dei singoli Stati, dando potere assoluto al governo federale. Un totale accentramento del potere, alla faccia della democrazia sempre sbandierata dagli Usa. Potere e controllo, perciò, ora sempre più centralizzati e assoluti, in spregio ad ogni forma di dissenso”.

Non sperava in un simile miracolo neanche Bayer, tanto che oggi ancora preme perché venga sottoscritto l’accordo di febbraio scorso (!).

Ma festeggia alla grande soprattutto con il boom in borsa. Nella piazza di Francoforte, infatti, il suo titolo ha avuto un balzo di addirittura il 17,2 per cento, il più alto da 23 anni ad oggi.

Commenta der Spiegel: “Secondo i vertici di Bayer, la sentenza dovrebbe portare alla dismissione delle ultime cause in corso e soprattutto impedire future azioni legali, nella misura in cui si basino su presunti avvertimenti mancanti”.

Robert Kennedy Jr.

Il Tycoon, dunque, canta vittoria. Mentre certo si tratta di una grossa batosta per il movimento ‘Make America Healthy Again’, che ha spalleggiato la sua ultima campagna presidenziale e ora si sente tradito per l’appoggio dato dall’amministrazione al glifosato. Come certo si sentirà tradito il capo del Dipartimento per la Salute, Robert Kennedy junior, costretto ad ingoiare un altro rospo, dopo la torbida vicenda dell’insabbiamento dell’inchiesta sulle origini del Covid (responsabile numero 1 Anthony Fauci) che ha portato alle fresche dimissioni di Tulsi Gabbard, direttrice dell’Intelligence Usa. Ormai le storiche battaglie portate avanti per anni da Robert Kennedy vengono ad una ad una vanificate dalla protervia dell’esecutivo Trump: a quando, perciò, le dimissioni o il licenziamento?

La Voce in passato ha scritto e pubblicato parecchi articoli sul tema che ora torna di grande attualità soprattutto per le implicazioni politiche, sanitarie e giudiziarie. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare BAYER oppure MONSANTO o GLIFOSATO o ROUND UP per ritrovarli.


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