MALEDETTO CALDO

Un insopportabile caldo sta soffocando il paese e il mondo intero. È stato un fenomeno improvviso verificatosi prima del previsto. Ma il nostro corpo non è ancora pronto, ci sono segnali a cui bisogna porre attenzione e non ignorare per continuare a stare bene.

Col caldo eccessivo compaiono vari sintomi che coinvolgono pressione corporea, idratazione, sonno e cefalea oltre ad una compromissione delle performance fisiche e mentali. Tutto ciò naturalmente investe tutti, anche le persone perfettamente sane. Provate ad immaginare cosa può succedere a chi non è sano e soffre di patologie gravi o potenzialmente invalidanti a cui si aggiungeranno i problemi causati dal calore. Vanno in crisi per primi gli anziani, poi i bambini, poi i pazienti cronici e, infine, gli sportivi e i lavoratori all’aperto. Ciò accade perché il nostro corpo non si adatta velocemente a un rapido cambiamento del clima. Secondo i meteorologi del CNR le temperature odierne sono destinate a salire ancora, fino al massimo nei prossimi giorni, con valori che potrebbero arrivare vicini o addirittura oltre i massimi storici mai registrati nel periodo. Ma il problema vero non è il valore assoluto della temperatura, bensì il particolare momento dell’anno in cui arriva. Un caldo così intenso già a fine maggio può cogliere di sorpresa l’organismo, che si fa trovare impreparato. L’adattamento alle alte temperature estive infatti richiede gradualità.

“… da noi il problema principale – spiega Silvestro Scotti, segretario generale del sindacato dei medici di medicina generale – è legato al nostro tipo di popolazione prevalentemente anziana e con molti pazienti cronici, spesso affetti da patologie cardiovascolari e respiratorie. In queste condizioni un caldo improvviso e difficile da gestire può favorire scompensi, soprattutto se il paziente interviene da sé senza consultare un medico”.

In sostanza, il nostro corpo non ha ancora fatto il consueto rodaggio estivo. È necessario farlo ogni volta che il caldo aumenta velocemente. L’organismo può così mettere in campo diverse strategie per mantenere stabile la temperatura interna. Può aumentare la sudorazione, modificare la circolazione e la distribuzione del sangue verso la pelle, può perdere grandi quantità di liquidi e di sali minerali. Ma quando l’aumento della temperatura è improvviso, questi meccanismi possono non essere attivati con efficienza. “La prima conseguenza – spiega Scotti – è che anche le persone sane possono avvertire sintomi che spesso vengono sottovalutati come stanchezza, sonnolenza, calo di concentrazione, irritabilità, mal di testa, pressione bassa e riduzione delle performance fisiche”.

Uno degli effetti più frequenti del caldo improvviso investe la pressione arteriosa. Con le alte temperature i vasi sanguigni si dilatano per favorire la dispersione del calore. Questo determina un abbassamento della pressione, soprattutto nei soggetti predisposti, gli anziani e chi già assume farmaci antipertensivi e diuretici. Se non si beve abbastanza, la disidratazione può comparire prima di avvertire realmente la sete, come accade di notte, quando la mancanza di acqua determina la comparsa di violenti dolori ai polpacci, dolori improvvisi che scompaiono solo bevendo.

Altri segnali possono poi essere bocca secca, urine più concentrate, debolezza, capogiri e mal di testa. Ma bisogna sempre evitare di “fare da soli”.

“Un esempio tipico – prosegue Scotti – è il paziente iperteso che, sudando di più e sentendo la pressione più bassa, decide autonomamente di sospendere o ridurre l’antipertensivo. È un errore grave, le terapie non vanno modificate autonomamente perché se il caldo può alterare gli equilibri, anche la sospensione dei farmaci può esporre a imprevedibili rischi”.

Ma chi rischia di più? Naturalmente i soggetti più vulnerabili. Anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete o altre patologie croniche.

Negli anziani possono pesare diversi fattori, tra i quali una minore percezione della sete, una termoregolazione meno efficiente, la possibile assunzione di più farmaci e una maggiore fragilità generale. Nei bambini, invece, il sistema di regolazione della temperatura è meno maturo e la prevenzione raramente dipende da loro, ma è in capo agli adulti di riferimento.

Il caldo impatta molto anche sulla percezione di sintomi respiratori. “Chi soffre di fame d’aria – prosegue Scotti – può avvertire un peggioramento, soprattutto quando il caldo è associato a elevata umidità. L’umidità rende più faticosa la respirazione e può aumentare la sensazione di affanno nei pazienti fragili o con patologie respiratorie”.

C’è infine un altro aspetto da non sottovalutare. Nel tentativo di trovare sollievo si utilizzano i condizionatori, spesso dopo mesi di inutilizzo. “Se i filtri non sono stati ben puliti – avverte sempre Scotti – questo può favorire problemi respiratori e infezioni. Il condizionatore va usato, ma con buon senso, manutenzione corretta, temperatura non troppo bassa ed evitando sbalzi bruschi”.

Poi il caldo eccessivo e precoce può avere effetti anche sulla regolarità del sonno. Per dormire bene, il corpo ha bisogno di abbassare la propria temperatura interna durante la notte, ma se l’ambiente resta caldo o se l’umidità impedisce una corretta dispersione del calore, addormentarsi diventa più difficile e i risvegli aumentano. La mancanza di riposo può peggiorare la concentrazione, la vigilanza, l’umore e la capacità di affrontare lo stress termico.

Il caldo improvviso incide sulle performance fisiche. Allenarsi all’aperto con temperature molto elevate, soprattutto se il corpo non è abituato, aumenta il rischio di disidratazione, crampi, nausea, capogiri, battito accelerato e senso di debolezza improvvisa. Non significa rinunciare all’attività fisica, ma adattarla. Meglio evitare le più assolate ore centrali della giornata, ridurre intensità e durata degli allenamenti, bere prima, durante e dopo lo sforzo, scegliere abiti leggeri e fermarsi ai primi segnali di malessere.

“Fanno più fatica ad adattarsi le persone che svolgono lavori pesanti o all’aperto. In questi casi è importante prevedere pause regolari, idratarsi bene e rimodulare gli orari e i carichi di lavoro, perché il caldo improvviso può ridurre la capacità di resistenza”.

Il caldo è un problema quando il corpo non riesce a compensare. I primi campanelli d’allarme sono stanchezza intensa, capogiri, nausea, crampi, mal di testa, sudorazione abbondante, debolezza, battito accelerato, confusione e sensazione di svenimento.

“Non bisogna aspettare che il malessere diventi grave. Se compaiono capogiri, debolezza intensa, crampi, nausea, affanno o una sensazione di confusione, la prima cosa da fare è fermarsi, mettersi al fresco e idratarsi” suggerisce Scotti. Il colpo di calore è una condizione grave e richiede un intervento rapido.

Il fatto che questo caldo possa durare solo pochi giorni non lo rende irrilevante. “In questi giorni – spiega Scotti – possiamo avere temperature molto alte durante il giorno, ma resta ancora una notevole escursione termica, soprattutto tra il mattino presto e la sera. Per questo bisogna vestirsi in modo adeguato, anche a strati, per proteggersi sia dal caldo nelle ore centrali che dai raffreddamenti legati agli sbalzi di temperatura e all’aria condizionata”.

Proprio l’alternanza tra temperature quasi estive e ritorni a valori più miti può rappresentare un ulteriore stress per l’organismo. Il corpo ha sempre bisogno di gradualità, mentre il meteo procede a sbalzi. Per questo la parola chiave è anticipare. “Bere prima di avere sete, evitare il sole nelle ore centrali, alleggerire pasti e abbigliamento, modulare l’attività fisica, controllare anziani e persone fragili, non trascurare sintomi insoliti”, conclude Scotti.

L’estate forse non è ancora cominciata. Ma il nostro corpo, in giorni come questi, sta già lavorando come se lo fosse.

 


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