I soggetti gratificati dall’amichettismo di “Yo soy Giorgia…cristiana” ascoltano contriti e smarriti lo sboccato tycoon, che irride la presidentessa del consiglio, indaffarata da mane a sera con la caccia a like, veri o falsi. Si offendono fratelli e sorelle d’Italia se qualcuno racconta la subalternità di ‘valvassina’ della Meloni al truce tycoon il ‘nome d’arte di “tappetino scendiletto” E chissà cosa inventeranno per riparare alla figuraccia narrata da Trump: “Al G7, Giorgia mi ha implorato di fare con lei una fotografia per suggellare il ripristino (smentito) dell’amicizia che fu. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!».
Trattativa Usa-Iran rinviata sine die, Vance non vola a Lucerna, gelo tra i contraenti. Netanyahu furioso con Trump (che lo tratta a ‘pesci in faccia’) se ne frega dell’invito alla tregua e non interrompe il genocidio.”.
Sulla via della pacificazione, che metterebbe fine alla strage di innocenti vittime di guerre disumane, solo qualcuno riesce a disaggregare la propaganda dalla realtà dell’ira funesta provocata dal cosiddetto ‘memorandum’, prova generale di stop a missili, droni e bombardamenti che hanno insanguinato il Medio Oriente. Nella sentenza virtuale, a conclusione di queste riflessioni, prive purtroppo di conseguenzialità, si avverte la frustrazione congiunta a pessimismo: fatti e misfatti della narrazione quotidiana proposti dai media hanno la meglio su pacifismo, solidarietà, giustizia sociale, governo delle risorse che amministrate come bene comune soddisferebbero le emergenze dell’intero genere umano.
Sogno occhi aperti: ah, se fosse possibile affidare il pianeta Terra all’autorità di un comitato di saggi, di un organismo abilitato a far piazza pulita di chi s-sgoverna il mondo e lo imprigiona nel caos globale di egoismi, incompetenze, ideologie predatorie, disuguaglianze sociali, guerre disumane, genocidi, rischio di autodistruzione del mondo fatto a pezzi dal fuoco incrociato di ordigni nucleari! È pura utopia idealizzare astrattamente stupore e indignazione per la cancrena impunita di responsabilità interconnesse a cui non è lecito sottrarre nulla e nessuno. Solo la finta, reciproca ingenuità di Usa e Iran, spiegano il bluff di un ‘accordo tra giocatori scaltri e bari. Trump prova invano a spacciare il fallimento personale e della big-America, paragonato al ‘disastro Vietnam’. Gli americani non perdonano, imputano al tycoon il clamoroso esito di una guerra contestata, che ha reso più saldo e convinto il regime di Teheran, e gli riconosce più di un generico successo ai punti. Per aver scoperto le crepe dello spaccone presidente Usa, i pasdaran, ala estremista dell’Iran lamentano il prezzo delle concessioni al ‘nemico’ previste dal pre-accordo. Non a caso concedono il via libera nel canale di Hormuz per soli due mesi. Allora, chi esce con le ossa rotte dal ring allestito davanti da Trump per festeggiare la vittoria alla Casa Bianca? Sicuramente l’inquilino che l’abita.
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