Non c’è due senza tre.
Dopo i super summit organizzati annualmente delle elite internazionali in modo semi-segreto, come quelli griffati BILDERBERG oppure WORLD ECONOMIC FORUM, ecco spuntare un’altra sigla, ‘DIALOG’, partorita dal tandem Peter Thiel-Aureen Hoffman. Notissimo il primo, fondatore di PayPal e, soprattutto, di PALANTIR, il colosso a stelle e strisce che fa incetta di appalti arcimiliardari su tutti i fronti internazionali della Difesa e dell’Intelligence, meta prediletta Tel Aviv.
Il prossimo meeting tra i big di industria, business & high tech a livello internazionale si svolgerà nei pressi di Dublino, una 4 giorni ferragostana di fuoco, dal 12 al 15 agosto prossimi, quando tutti sono immersi nelle loro vacanze. Quindi ancor più a fari spenti e nella massima segretezza.
Per fortuna stavolta qualcuno è riuscito a violare la fino ad oggi impenetrabile cortina di ferro e, profittando di un ‘errore tecnico’ nel sito griffato Dialog, vi è entrato e ha potuto render pubblico un po’ tutto: dai temi del prossimo summit, ai nomi dei partecipanti, agli argomenti trattati in precedenza e via di questo passo.
Dobbiamo quindi rivolgere un caloroso grazie ad una attivista che si batte per la trasparenza, definita ‘super hacker’ dai soloni del web (che per la precisione la etichettano come ‘hackertivista’), Maia Arson Crimew, svizzera.
Le non poco bollenti news sono state riprese subito, in modo non poco meritorio e coraggioso, da sito WIRED, che ha pubblicato un significativo reportage.
Di seguito ne pubblichiamo i passaggi salienti. Sottolineando prima che, stando alle notizie made in AXIOS, pochi mesi fa l’onnipotente Thiel ha comprato, per la sua creatura, un maxi immobile a poca distanza da Washington, per localizzarvi il quartier generale di DIALOG.
GUERRE & DISGRAZIE GRIFFATE DIALOG
Partiamo comunque dai temi affrontati.
Al prossimo summit ferragostano “sembrano tratti da un romanzo distopico”, colorisce Wired. Perché ecco a voi ‘Navigation XXIII’ (‘Navigazione verso la Terza Guerra Mondiale’); ‘Battlefield Technologies’ (‘Tecnologie sul campo di battaglia’); e ‘Build-a-Cult’ (Costruisci un ‘Culto’ o, se preferite, una ‘Setta’).
Davvero per tutti i palati militaristi, tecnologici e massonici!
Non meno intriganti alcuni fra i temi passati, che arrivano fino al sesso. ‘Disinformation and Deepfackes’, ‘Democracy under Surveillance’ (‘Democrazia sotto sorveglianza’), ‘Contrarian AI Takes’ (‘Opinioni contrarie all’Intelligenza Artificiale’); ‘Money Plans? – Buy Happiness’ (‘Progetti di investimento? Acquista la felicità).
Un rapido cenno ad alcune precedenti location del summit. Più gettonati, of course, gli Usa: con il Baraca Resort in California e il Ritz Carlton Dove Mountain in Arizona. Ma non manca certo l’Italia, con il Palazzo di San Clemente a Venezia.
Dettaglia WIRED: “Oltre 200 esponenti dell’elite mondiale si sono iscritti ad un ritiro il cui programma spazia da tavole rotonde sulla creazione di sette e sul sesso, alla preparazione della Terza Guerra Mondiale. Una app collegata offre un servizio di incontri”.
“Mentre i governi predicano trasparenza e spiegano ai cittadini che devono combattere la disinformazione, ridurre le proprie emissioni e servire il bene comune, alcuni tra gli uomini più potenti del mondo si incontrano lontano dal pubblico, in esclusive conversazioni dietro porte chiuse”.
“La lista dei partecipanti somiglia ad un Who’s Who dell’elite politica, finanziaria e tecnologica: Peter Thiel, Elon Musk, Jared Kushner, Tulsi Gabbard, Reid Hoffman, Jonathan Greenblott, Larry Summers, Cory Booker e Sam Harris prenderanno parte ad un incontro segreto accessibile solo su invito chiamato ‘Dialog’. L’incontro di quest’anno è in programma dal 12 al 16 agosto nei pressi di Dublino”.
“Naturalmente si può sostenere che le persone potenti abbiano il diritto di scambiarsi opinioni in privato. Imprenditori, politici e investitori partecipano da sempre a conferenze esclusive. Ma la domanda è: perché tutto questo avviene nell’oscurità? E perché proprio fra persone che esercitano al contempo un’influenza significativa sulla formazione dell’opinione pubblica, sulle scelte pubbliche in campo tecnologico, militare, sui mercati finanziari e sulle decisioni governative?”.
Prosegue la disamina di Wired. “Peter Thiel non è una figura qualunque: il cofondatore di PayPal e di Palantir ha costruito per anni reti che si estendono fino al cuore degli apparati di sicurezza degli Stati occidentali; Palantir fornisce piattaforme di analisi dati per militari, servizi di intelligence e forze di polizia. Elon Musk controlla canali comunicativi e infrastrutturali nevralgici con X, Starlink e Space X. Jared Kushner (il cognato di Donald Trump e consigliere speciale per il Medio Oriente, ndr) è stato consigliere della Casa Bianca e oggi gestisce fondi miliardari. Tulsi Gabbard si muove tra critica ai servizi segreti e vicinanza alle istituzioni” (si è comunque appena dimessa dal suo incarico nell’esecutivo Trump, ndr).
“Quando attori simili discutono di scenari di guerra, sopravvivenza e dinamiche sociali, non si tratta più di innocui esercizi intellettuali tra amici”.
“Particolarmente sconcertante è la discrepanza tra il messaggio pubblico e l’azione privata. Mentre alla popolazione si comunica che le istituzioni esistenti sono stabili e le crisi gestibili, le stesse elite sembrano dedicarsi intensamente a scenari di collasso. Non discutono su come rendere le società più resilienti, ma su come navigare in un conflitto globale, su quali tecnologie domineranno i futuri campi di battaglia e su come organizzare il consenso e la fedeltà sociale”.
Analizza ancor più a fondo Wired. “Non è necessario costruire una teoria del complotto. Ma bisogna porsi delle domande. Perché i cittadini vengono a sapere di questi incontri solo tramite leak? Perché la trasparenza viene chiesta dal basso mentre le reti più influenti sfuggono ad ogni controllo pubblico? E perché la preparazione alle crisi sembra sempre più un privilegio di quelle stesse elite, mentre il cittadino medio è solo invitato ad avere fiducia?”.
“Il problema non è se le persone che contano parlano fra loro. Il problema sorge quando coloro che controllano le nostre piattaforme di comunicazione rendono le guerre possibili dal punto di vista tecnologico, consigliano i governi e indirizzano flussi di capitali, definiscono i loro piani futuri dietro porte chiuse, senza alcun controllo democratico, senza alcuna rendicontazione pubblica e senza alcun serio dibattito”.
Siamo all’amara conclusione: “La storia mostra che il potere raramente diventa trasparente di propria volontà. Spesso saranno leak, whistleblower e giornalismo investigativo a svelare le trame e a guadare dietro le quinte”.
“Le rivelazioni su ‘Dialog’ ricordano che le decisioni più importanti del nostro tempo potranno non essere preparate e decise nei Parlamenti o davanti alle telecamere, ma in riunioni esclusive alle quali il pubblico non ha alcuna possibilità di accesso”.
“E forse questa è la constatazione più inquietante”.
Ecco il link di WIRED che vi farà leggere la versione integrale del reportage, Leak Exposes Members of Peter Thiel’s Secret ‘Dialog’ Society
La Voce negli ultimi anni ha scritto e pubblicato decine di inchieste su questi ‘protagonisti’. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare BILDERBERG oppure WORLD ECONOMIC FORUM, PETER THIEL o PALANTIR per ritrovare a iosa.
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