Da oggi in poi gli italiani possono dormire sonni tranquilli. Finalmente, dopo oltre trent’anni di attesa, è stato partorito il Nuovo Grande Centro, europeo e liberale al punto giusto, la soluzione per tutti i problemi che da decenni assillano il nostro Paese.
E’ stato infatti appena presentato ‘EUROPEISTI.EU’ al Teatro Franco Parenti di Milano, padrino d’eccezione il Vate dei Vati di casa nostra, l’ex premier ed ex star dell’economia Mario Monti. Un vero doc.
Ma ci sono, soprattutto, i due grandi protagonisti sulla scena. L’immarcescibile Carlo Calenda, una vita saltando di sigla in sigla fino al varo di Azione che sulla scena politica conta meno del 2 di briscola.
E la fresca fuoriuscita del PD, l’europarlamentare Pina Picierno, da sempre in rampa di lancio, un tric trac fino ad oggi mai diventato bomba Maradona, in politica estera genuflessa a Kiev e sempre eretta a difesa di Israele, genocidio compreso.
La corte dei miracoli, a quanto pare, si popola di non poche figure. Come l’ex Pd, poi renziano di ferro, quindi segretario nazionale dell’ignoto partito liberaldemocratico, Luigi Marattin. Ecco un’altra neo transfuga dal PD, altra europarlamentare, l’economista Elisabetta Gualmini. Quindi un altro economista coi fiocchi, il re di calcoli, stime & previsioni, Carlo Cottarelli. Ancora, l’ex ministra e presidente di Azione, Elena Bonetti, che nel suo intervento ha lasciato a bocca aperta l’uditorio: “Per governare bisogna avere la capacità e la competenza di conoscere la realtà”. Epico.
Per completare il quadro d’insieme, fa d’uopo rammentare il nome degli ispiratori di ‘EUROPEIST.EU’, la sigla che segnerà il nostro futuro cammino: si tratta di Piercamillo Falosa, Daniele Nahun e Sergio Scalpelli.
Il primo anni fa è stato il numero due dell’altrettanto ignota formazione ‘Riformisti Liberali’; il secondo è un ex assessore di Azione; il terzo è un altro ex assessore di centrodestra del Comune di Milano, poi passato ad Italia Viva (le due sigle che animano l’iniziativa, del resto), e oggi coordinatore della pagina milanese de ‘Il Riformista’, la sicura ancora di riferimento per il neonato ‘Centro’ del futuro nel Belpaese.
Ma sentiamo a caldo i pareri di alcuni tra i protagonisti in campo, i cui nomi sono ormai scolpiti nella storia politica dello stivale.
La parola alle tre star.
Ecco il Nume-Monti, lapidario: “Il nostro vero obiettivo è quello di superare il bipolarismo”. L’ovetto di Colombo, visto che quello spazio si è aperto nel 1993, con la sepoltura della DC e ogni tentativo per riempirlo si è rivelato ben presto un clamoroso flop, a cominciare dal fantomatico Terzo Polo creato dal tandem Calenda-Renzi e subito fragorosamente imploso.
Passiamo a Calenda, la cariatide che galleggia sempre, anche a bordo di percentuali risibili. Il quale riserva, nel suo intervento, non poche frecciatine al suo ex sodale: “Il Terzo Polo aveva fallito perché Renzi si è messo a giocare, come sta facendo adesso”. E poi un’altra stilettata, riferendosi al fresco tavolo dei ‘progressisti’ per elaborare un programma comune in vista del voto ed al quale Renzi non ha preso parte: “Forse era sotto il tavolo”, commenta l’un tempo portavoce di ‘Italo’ griffato Montezemolo, Della Valle, Punzo & C.
Veniamo alla sostanza del credo politico. “Un polo, il nostro, che non si presenterà né con la destra né con la sinistra, le quali avranno coalizioni che vanno da Vannacci a Tajani, e da Renzi a Potere al Popolo. Noi dobbiamo creare un’alternativa a questo scempio. E, soprattutto, bisogna hackerare il bipolarismo”.
Prosegue il Vate, da vero ‘storico’: “Voi dite che siamo pochi, non lo so. Siamo un’avanguardia, forse, come nel Risorgimento e a piazza Maidan”. Poche idee, ma estremamente confuse, come si vede, con lo stupefacente ‘accostamento’ tra il nostro Risorgimento e il golpe bianco di piazza Maidan, a Kiev, organizzato nel 2014 dal Dipartimento di Stato Usa. Che c’azzecca?, direbbe un don Tonino Di Pietro, che forse ci starebbe proprio bene in questo calderone.
Passiamo la parola alla Papessa di ‘Europeisti.eu’, Picierno superstar.
Tutte da scolpire nella memoria le sue Parole: “Oggi nasce – vaticina – un nuovo spazio politico di cui l’Italia europeista e democratica aveva bisogno. Il dialogo ci potrà essere con tutti, ma intorno a questioni serie”.
Poi una ovvia frecciata al suo ex PD: “il Pd e il campo largo sono scivolati verso il populismo con la pochette di Giuseppe Conte”.
Ed ecco l’idem-sentire, abbracciato da tutti i nuovi adepti: “Un centrodestra senza Vannacci è molto più affidabile di un centrosinistra con i Cinquestelle”. E poi la bordata: “Meglio Meloni, Schlein è del tutto incompatibile”.
Un ammiccamento – quello verso Meloni – che può risultare, alla resa dai conti, ‘mortale’. Perché il team capitanato dal tandem Picierno-Calenda non è, in realtà di centro, ma chiaramente di centro destra. E, quindi, al voto, finirà per beccare voti a destra, soprattutto attingendo sul versante di Forza Italia, of course, che rischia grosso. Se si unisce l’altro travaso di voti in direzione Vannacci, la frittata può essere servita. Due autogol politicamente ben studiati.
Di tutta evidenza la nuova coppia della politica de noanti Picierno-Calenda spera di risultare, nel dopo voto, ‘decisiva’ per la formazione di un eventuale Meloni bis.
Da notare l’iperattivismo griffato Picierno degli ultimi tempi. Appena sbattuta la porta PD, ha formato un altro movimento, ‘Spazio Pubblico’, che ricorda non poco il francese ‘Place Publique’ fondato da Raphael Glucksman. La stessa neo star è poi appena passata, a Strasburgo, dal gruppo socialista al raggruppamento liberale ‘Renew’. Cambi multipli di casacca.
Infine: cosa dicono i sondaggi secondo i ‘fondatori’? “I sondaggi dimostrano che la maggioranza degli italiani è europeista. Ma le due principali coalizioni di centrodestra e di centrosinistra sono fortemente condizionate da forze anti-europee e filo-russe che dicono NO all’Ucraina nella UE e che si oppongono con decisione alla difesa comune europea. E che, quindi, vogliono l’isolamento dell’Italia”.
Ma i numeri sono impietosi. Gli ultimi sondaggi parlano di un neanche 3 per cento pro Azione calendiana e un neanche 2 per cento pro Italia Viva renziana. La somma non sempre fa il totale, come diceva Totò. E quindi il neo ‘rassemblement’ rischia di morire sul nascere, al primo test elettorale.
Infine. Chi sarà il leader, il portabandiera del nuovo Verbo europeista? Non c’è troppa scelta, uno dei due. Ma a quanto pare Calenda non gode di molti consensi, tra i 4 gatti; e la barra sarebbe indirizzata verso la rampante Picierno.
Siamo ridotti proprio alla frutta (ai meloni). O, se preferite, in macerie.
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