GUERRA O PACE: TRUMP CI RIDE SU

C’è da scegliere: Agatha Christie o Ellery Queen, il collezionista di bestsellers del nostro tempo Dan Brown, o Stephen King, indiscusso re dell’horror. Affidata alle loro forbite penne la bizzarria patologica di Trump sarebbe la trama perfetta di un giallo o di un noir.

Dimenticate tutte le gaffe, le menzogne, le minacce sfumate nel nulla, la megalomania dell’arco di trionfo pari alla maestosità di quello di Parigi, la decina di falsi successi come pacificatore, le ‘porcherie’ condivise con Epstein e godete a pieno la contemporaneità di quest’ultimo inciampo nell’assurdo, nella defaillance senile: annunciata (non si contano più esternazioni dl genere), oggi, domenica 14 giugno, il tycoon ha fissato la storica data della pace in Medio Oriente. Vedremo se gli darà ragione il proclama, che guarda caso coincide con la festa ultra milionaria per i suoi mal portati 80anni. Il the end della guerra che coinvolge Iran, Israele, Stati Uniti e Paesi arabi, nelle intenzioni dello squinternato inquilino della Casa Bianca deve fare i conti con il time out chiesto da Teheran, che di Trump non si fida e con lo stop di Bibi Netanyhau, guerrafondaio genocida ad oltranza per non finire in galera. La conferma? All’autoritaria richiesta trumpiana di sospendere la grandinata di missili iraniani e israeliani, Teheran e Tel Aviv hanno risposto ‘picche’. Indispettito per lo sgarbo (e non il primo) ecco come ha il tycoon censurato l’indisciplina dell’amico Bibi che continua a spedire droni e missioni e lo mette in una situazione difficile. Mister Donald si era di nuovo accreditato come salvatore e pacificatore in un conflitto in cui è al contempo giudice e giuria. Sic dixit: “Lo chiamerò subito (Netanyahu) per dirgli di non reagire. Ognuno si è già divertito (divertito, ha detto a proprio così!) modo suo. In risposta un paio di interessanti reazioni. Ha apprezzato il terrificante humour della frase i comici di Zelig e degli States. Si dice che followers di Freud abbiano stilato una diagnosi di deficit dell’emisfero celebrale destro, notoriamente deputato alla razionalità, alla logica, all’equilibrio psichico. La soluzione del ‘caso’ ‘giallo-nero potrebbe essere rivelata nel prossimo successo editoriale di uno scrittore di genere.


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