“HO VINTO IO” “NO TU NO”

L’uno di fronte all’altro, Iran e tycoon muovono torri e alfieri, pedine e cavalli, le rispettive regine in corso di un’infinita partita giocata sulla pelle dell’umanità per dare scacco matto all’odiato avversario. E sfidano la resistenza psicofisica di chi, sfiancato dall’attesa della mossa finale, assiste impaziente al duello propagandistico dei due contendenti, millantatori della propria vittoria prima che un re sia messo al tappeto sulla scacchiera. La sfida, trasferita nel racconto della realtà, dell’aggressione che il fanatico Trump aveva minacciato di concludere trionfalmente in una settimana, ha di terrorizzante l’ipotesi di un dito indotto a cliccare sul pulsante di partenza degli ordigni nucleari, ad opera di guerrafondai eredi degli States che posero fine alla resistenza del Giappone con la devastante, disumana decisione di piegarla con l’impiego di bombe atomiche. Che la mossa per lo scacco matto sia in dirittura d’arrivo è probabile: il presidente degli Stati Uniti, grazie a un insolito momento di lucidità e soprattutto edotto da consiglieri di buona memoria che temono un nuovo ‘caso Vietnam’, in vista della fine mandato e di crescente disaffezione degli americani, spaccia lo stop della guerra all’Iran come personale merito di pacificatore da sommare al falso di sette-otto the end di guerre che si attribuisce nel ruolo di protagonista-mediatore. L’Iran lo smentisce e osservatori imparziali dimostrano che il regime terrorista dei pasdaran ha risposto colpo su colpo agli Stati Uniti ed è più forte di prima. Una seconda e non marginale sconfitta di Trump si chiama Netanyahu. Il genocida israeliano ha ignorato l’invito inutilmente perentorio di fermare i bombardamenti di Gaza e in Libano e per ‘disobbedire’ potrebbe aver minacciato l’amico americano di boicottare l’accordo relativo alla gigantesca operazione immobiliare di Gaza turistica per Vip.

 

LA DISLESSIA MENTALE di Trump provoca nuove conseguenze. Succede che l Meloni sorella d’Italia fa dietro front, prende le distanze dall’inquilino della Casa Bianca per non condividerne la decrescente popolarità. Il capriccioso-dispettoso presidente non ci sta, medita ritorsioni vecchie (dazi) e nuove per punire l’Europa, accusata di non aver condiviso l’impegno militare di supporto agli States in Iran, la mancata assistenza da parte di paesi come Italia e Spagna: ritiro di aerei ‘caccia’, di ricognizione, aerei cisterna, navi militari e gran problema per il Vecchio Continente che denuncia l’urgenza di investire in armi per la difesa comune e non ha le risorse per farlo.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento