KEIR STARMER / COME ‘CONTROLLARE’ TUTTI VIA WEB & INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il premier britannico Keir Starmer decide di usare il pugno di ferro nei confronti dei social, accusati di incitare alla pedopornografia e non solo. E di porre un forte freno all’uso da parte dei minori.

Lo ha appena annunciato nel corso della ‘London Tech Week’, l’appuntamento tecnologico annuale, invocando un massiccio ricorso all’Intelligenza Artificiale per evitare usi & abusi, ricorrendo a leggi e normative ferree, come ad esempio ha fatto l’Australia.

La presentazione del London Tech Week. Sopra, Keir Starmer

Con ogni probabilità è a caccia di facili consensi, il leader del Labour Party, in picchiata secondo tutti i sondaggi elettorali, con un governo in crac e sull’orlo del baratro. Un partito che ha ridotto in macerie, come se non bastassero quello prodotte dal suo ‘mentore’, Tony Blair, ormai proiettato sugli scenari politici internazionali, a cominciare dalle dorate consulenze per i ricchi sauditi e dal ‘Board of Peace for Gaza’, la messinscena vergognosamente messa in campo insieme ai due criminali internazionali Bibi Netanyahu e Donald Trump, i protagonisti del genocidio a Gaza che ancora continua nel totale disinteresse internazionale, ONU in pole position.

Ma torniamo all’agonizzante Starmer. Che ha colto la palla al balzo della kermesse tecnologica londinese per accreditarsi come Salvatore della Patria, britannica e non solo, e di tutti i minori, messi a rischio dai social sempre più permissivi e invasivi, porte aperte verso la totale depravazione di childrens, boys e non solo. Si gioca di tutta evidenza l’ultima carta populista, il premier ormai alla frutta.

Una vera escalation, su questo fronte, la sua. A settembre 2025, infatti, l’esecutivo aveva varato la ‘British Card’, vale a dire una identità digitale obbligatoria per lavorare. E il mese successivo l’‘Online Safety Act’, vero preludio alle norme che si accinge ora a promuovere. Il nuovo Safety Act, nelle sue intenzioni, dovrebbe ‘regolamentare’ le piattaforme digitali, attraverso una serie di minuziosi controlli e restrizioni, prevedendo anche una serie di sanzioni: e tutto a botte di Intelligenza Artificiale. Un vero caos nel mondo digitale.

Una sola cifra dice tutto: secondo i super esperti del premier, il 91 per cento del materiale sugli abusi sessuali online viene ‘auto-generato’ da minori adescati e ricattati. Stando invece al centro di ricerca NSPCC, proprio quel 91 per cento degli abusi sessuali sui minori è causato da persone che il bambino conosce molto bene, come parenti, amici, conoscenti. Questo secondo, ben più grave problema, viene invece totalmente ‘rimosso’ da visione e prassi dell’esecutivo britannico. Ormai nel pallone e, come detto, a caccia di consensi mestando nel torbido.

Sotto sotto, secondo gli esperti non taroccati e per quanto più possibile ‘indipendenti’, il vero scopo delle nuove normative che Starmer vuol far passare al più presto, è quello di controllare, monitorare – proprio come un grande ‘occhio’ che tutto vede – i comportamenti non solo dei minori, ma di tutti i cittadini britannici. E l’Operazione da vera e propria Spectre (come ai tempi dello 007 James Bond, l’agente britannico più famoso al mondo) può rappresentare una gigantesca violazione non solo della privacy, ma dei diritti fondamentali di ogni cittadino: passato ai raggi x come neanche nella Cina che tutto vede e osserva…

A questo proposito, può risultate istruttiva la lettura di un reportage messo in rete dall’ottimo sito di contro-informazione ‘NoGeoingeneria’, Starmer, la protezione dei minori e la sorveglianza di tutti

Ma vediamo un’altra faccia della medaglia.

Ossia la progressiva affermazione nel web e nel mondo social di ‘DUCKDUCKGO’, società di software Usa, sede a Paoli, in Pennsylvania, fondata nel 2008 da Gabriel Weinberg e focalizzata sulla privacy online.

Ecco cosa ne scrive un ricercatore italo elvetico, Davide Raia, esperto di web.

La crescente integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei servizi di Google e, soprattutto, nel motore di ricerca, non piace a tutti. Per questo motivo un numero crescente di utenti sta migrando verso DuckDuckGo, facendo ricorso all’opzione ‘No AI’”.

La ricerca online senza Intelligenza Artificiale di DuckDuckGo non offre risposte assistite dall’IA, non dispone di un’interfaccia di chat e mostra un numero molto inferiore di immagini generate dall’IA. Gli utenti possono usare anche delle estensioni, per Chrome e Firefox, al fine di accedere con maggior facilità al motore di ricerca”.

In sostanza, “DDG mette a disposizione dei suoi utenti anche un browser web gratuito e focalizzato sulla protezione della privacy”.

Ancora, “DDG integra l’IA, ma con un principio fondamentale: la scelta spetta a te. Il suo approccio si distingue nettamente dagli altri motori di ricerca che impongono riassunti IA invasivi. E’ un segnale molto importante, perché mostra che la privacy e la libertà di scelta contano ancora molto, anche nel mondo della ricerca online”.


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